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La copertina di questo mese
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Società - Temi sociali
Emergenza medica, 
crisi di chi?

Il 118 fiorentino aveva annunciato che a Borgo San Lorenzo, dal 1° novembre 2000, sarebbero state “tolte” 12 ore di emergenza con il medico in quanto le postazioni  di Volontariato (della Misericordia in particolare) non sempre garantivano la copertura totale del turno previsto dalla convenzione.

Il problema, riconosciuto a tutti i livelli, era essenzialmente dovuto alla carenza di medici specialisti per l’emergenza e risultava difficile poter garantire la copertura di tutti i turni.

E’ cosa ben diversa sapere di essere in difetto però di dare discredito e colpe ad altri. 

Ma questa è l’abitudine consolidata di far vedere il “buon” 118 e la “cattiva” associazione di volontariato.

Senza che fossero a conoscenza neppure gli organi Istituzionali locali (il presidente della Conferenza dei Sindaci o il responsabile del presidio ospedaliero) e quindi ovviamente sulla testa di tutti gli interessati, queste decisioni di “taglio”, che dovrebbero essere quanto meno partecipate, erano già state decise, infischiandosene se ciò poteva essere corretto o meno. Colui che tutto puote ciò che si vuole non ha bisogno di sentire nessuno. E si comporta come meglio ne ha voglia!

Non prende neppure in esame l’ipotesi che se alzasse anche semplicemente il telefono per segnalare una eventuale difficoltà può esserci chi può aiutarlo a risolverla, come, del resto, è accaduto.

Non si ricorda che dal 1997 non vengono più “qualificati” medici per l’emergenza. Non si domanda perché chi ha conseguito tale qualifica “fugge” da tale sistema e si mette a fare altro nella vita.

Il modello di emergenza territoriale presente in Toscana, ed in provincia di Firenze in particolare, sarebbe stato certamente invidiabile da qualsiasi paese. Presentava, infatti, capillarità unita a basso costo complessivo. Portare il medico in abitazione ed evitare un ricovero per accertamenti appare evidente a chiunque cosa significhi in termini sia di costo che di servizio.

Negli anni 80 era presente soltanto la postazione di Borgo San Lorenzo, che, pur essendo baricentrica sul territorio, segnalava essa stessa delle difficoltà, essendo l’unica postazione in un territorio eccessivamente vasto.

A seguito di interventi dovuti alla realizzazione della tratta ferroviaria ad alta velocità sono stati aggiunti i punti di Barberino, Dicomano e San Piero-Scarperia, oltre a Vaglia e Firenzuola dopo  valutazione dei rischi presenti sia in fase di lavoro che quando l’opera sarà terminata, in quanto le gallerie rimarranno.

Come si può, senza aver eventualmente discusso le eventualità di un riassetto organico complessivo, creare difficoltà ad un territorio “inventandosi” regole del gioco a posteriori?

La Misericordia di Borgo San Lorenzo sta mantenendo il servizio di Emergenza Pediatrica a proprie spese, dal 1979, con un costo reale nell’ordine attuale di circa 80 milioni all’anno.

Deve sopprimere tale servizio, che oggi non offre l’Azienda Sanitaria, per assumere personale (o fare convenzioni con infermieri) per l’emergenza con medico?

Deve rinunciare al servizio di emergenza con medico?

Il Magistrato della Confraternita di Misericordia di Borgo San Lorenzo ha costituito un apposito ufficio, con compiti di osservatorio e studio della problematica, che oltre al Provveditore vede impegnato a tempo pieno un impiegato (sig.na Donatella Vigiani).

Diego Rossano

UN'ESPERIENZA

ORGANIZZARE I VOLONTARI

Dopo un iniziale sgomento, dovuto anche al cambio di abitudini, quale, ad esempio, l’orario di lavoro, mi sono immedesimata in un ruolo che è risultato immediatamente gravoso e, nello stesso tempo, ricco di fascino: contattare, in modo metodico e capillare ogni volontario attivo che svolge servizio in ambulanza o servizio sociale nella Confraternita in cui lavoro.

Nonostante le esigenze proprie dell’orario di lavoro, ho cercato, per quanto possibile, di mettermi al servizio dei volontari, andando incontro alle loro esigenze.

Premetto che ho svolto per molto tempo attività di servizio con ambulanza, con e senza medico a bordo, e sono dispiaciuta di trovarmi nell’impossibilità di poter continuare in tale importante attività.

Il compito assegnatomi dal Provveditore, secondo me, ha lo scopo di scambiare messaggi da parte di chi organizza i servizi e chi li effettua, con particolare riferimento all’emergenza territoriale.

Proprio il servizio di emergenza cui ho dedicato forse troppo tempo, in passato, mi ha coinvolto ed immedesimato nei problemi al punto che è stato, per me, estremamente triste apprendere dalla stampa che da novembre il 118, a Borgo San Lorenzo, avrebbe soppresso il medico, con la motivazione delle carenze di volontari.

Non ritengo accettabile che i tanti sforzi profusi in passato possano risultare vanificati per l’indisponibilità della gente, per motivi familiari, di lavoro, ecc… ma è evidente che tale servizio deve essere svolto da persone nel pieno dell’energia e della forma fisica, e queste sono proprio quelle che hanno impegni di lavoro, bambini piccoli e quant’altro.

Inserire infermieri o personale stipendiato può essere positivo per il servizio, però comprendo che contrasta con le risorse della Confraternita e soprattutto sul “bilancio della carità” cioè che venga messo in secondo piano la figura più importante nella nostra Associazione per cui questa è stata fondata: il Volontario.

E’ evidente che il professionista può svolgere talune manovre, vietate per legge al semplice volontario soccorritore, ma non penso che possa essere messo sullo stesso piano il principio caritativo che anima chi dedica gratuitamente il proprio tempo.

Come oggi è organizzato il servizio consente di apprezzare ancora di più, quando ci si trova nello stato di necessità, l’operato di chi ti viene vicino.

E’ troppo comodo “l’armiamoci e partite”, come pure non sempre dobbiamo aspettarci dallo Stato la cura più importante: l’affetto!

L’appagamento del servizio non è solo quello del paziente che viene soccorso ma anche di colui o colei che si trova a portare un aiuto nel momento del bisogno.

Chi ha provato sa ciò che intendo dire e chi, invece, non comprende ciò che sto dicendo lo invito a toccare con mano.

Donatella Vigiani

il filo, Idee e notizie dal Mugello, novembre 2000
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