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GLI ARTICOLI
ACCADE A BARBERINO

BULLISMO DI CASA NOSTRA

 

Un giorno di questi, era un Sabato pomeriggio, mi sono trovato a passare per il corso Corsini, a Barberino di Mugello, diretto verso la piazza; quella che ora chiamano “dei caduti”.

 Da una bottega di panettiere sono usciti un gruppo di giovani, ragazzi e ragazze,  che senza alcuna considerazione per i passanti  come me, sono sciamati invadendo  tutta intera la strada nel mentre che sbocconcellavano tagli di pizza e merende di altro genere. La scena attirava l’attenzione per gli atteggiamenti smodati di questi ragazzi e per il linguaggio sguaiato di cui facevano sfoggio intercalandolo di frequente con bestemmie sordide che aumentavano il fastidio nelle persone che in quel momento erano costrette a subire quella presenza vuota e gesticolante.

Dopo un pò di tempo, nel ripercorrere a ritroso il corso Corsini ho ritrovato il medesimo gruppo di ragazzi che occupavano nuovamente l’intera strada più o meno all’altezza della Casa del popolo. Oltre ai soliti schiamazzi, frasi becere e bestemmie mi sono accorto che stavolta il passatempo consisteva nell’ostacolare le persone di passaggio,  in particolare quelle anziane che tornavano a casa dalla Messa. Al passaggio delle Suore, oltre ad intralciarle, alcuni di loro si sono esibiti in considerazioni cretine che però hanno divertito tutto il branco.

In un’altra circostanza, a Galliano questa volta, un gruppetto di ragazzi beceri e schiamazzanti non trovava di meglio per passare il tempo che appiccare il fuoco a dei manifesti attaccati al muro del Circolo parrocchiale trovando evidentemente molto divertente abbruciacchiare la carta e annerire le pareti. Redarguiti si ritirarono mugugnando e bestemmiando  per andare di li a poco a bruciare altri manifesti nelle vicinanze.

Sono ragazzi questi che, forse, presi da soli, faccia a faccia, sono diversi da quello che mostrano di essere quando sono in un branco. Ci sta anche che per la  maggior parte siano timidi e impacciati e che su un discorso di venti parole siano capaci di infilarci una quindicina di “cioè”, ma che quando si ritrovano in gruppo sentono il bisogno di ostentare spavalderia, intolleranza e dissacrazione di princípi; in altre parole  di sentirsi dei “bulli”.

Quello del “bullismo” è un problema che si risolverà da solo quando questi giovani avranno finito di crescere, oppure il vuoto e la pochezza che manifestano non saranno un fertile humus nel quale facilmente attecchiranno idee sballate, vizi che fanno tendenza, inclinazioni a farsi a seconda delle circostanze lupi o pecore?  Fardelli, tutti,  che renderanno estremamente difficoltoso il loro cammino per diventare “uomini”.

Noi eravamo abituati a considerarlo un fenomeno presente nelle grandi città, nelle periferie degradate, nelle “banlieue”,  come conseguenza del disagio e del degrado sociale e stupisce trovare che si è radicato anche nei nostri quieti paesi di campagna ed è bene che lo si cominci a considerare  un fatto preoccupante pur nel contesto dei tanti problemi che affliggono le nostre contrade.

Lo scorso 27 Gennaio è stata commemorata la “Giornata della memoria”, riferita a vicende ben più drammatiche e catastrofiche,  con la quale si vogliono perpetuare nella memoria della gente, per evitare che siano dimenticate, testimonianze storiche sulla deviazione della natura umana, affinchè  si riproponga sempre alla nostra coscienza il quesito che qualcuno ben ha sintetizzato nella frase: “dove può arrivare l’uomo?”.

Le vicende di “bullismo” devono interessarci forse per capire da “dove può partire l’uomo” nell’abbandonare la strada della ragione, della tolleranza, del buon senso e del  rispetto del vivere civile.

Per questo è importante tenere sotto osservazione il fenomeno. Un compito che evidentemente non viene ben valutato dalle famiglie o che è sfuggito loro di mano e che per questo deve essere affrontato da coloro cui deve stare a cuore il nostro avvenire e quello delle generazioni che rileveranno il nostro testimone. Osservarlo non soltanto per filmarlo con delle videocamere installate agli angoli delle strade ma per affrontarlo con la giusta determinazione e con il concorso delle Scuole, delle Parrocchie, delle Forze dell’ordine e delle Amministrazioni pubbliche.

 

Beppe Giussanesi

 

 

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, marzo 2010

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