BARBERINO DI MUGELLO
Nel giorno di San Biagio...
I fatti accaduti in Mugello
e segnatamente a Barberino il giorno 3 di Febbraio 2010, con il “blitz” della
Polizia che ha notificato avvisi di garanzia ed effettuato perquisizioni a una
dozzina di persone fra le più in vista del paese, hanno oscurato la ricorrenza
del Santo che tradizionalmente si festeggia in questo giorno. San Biagio, il
vescovo armeno martire che viene venerato con celebrazioni e con riti che la
devozione popolare invoca per la protezione dei mali della gola.
L’operazione
della polizia, avvenuta con un imponente dispiegamento di uomini e di mezzi, ha
suscitato nel paese un’impressione enorme alimentata nei giorni successivi dagli
stralci delle intercettazioni telefoniche pubblicate senza alcuna riverenza dai
giornali quotidiani e che si sono immediatamente propagate nella popolazione.
Nei capannelli di persone che si formavano nella piazza dei
“caduti”, nei bar, negli uffici e all’uscita dalla Messa non si parlava
d’altro e con contrapposte considerazioni.
Astenendoci, com’è
opportuno, da formulare giudizi sugli eventi che sono alla base di tutto questo
sconvolgimento e valutazioni su quali saranno le conseguenze sia personali che
politiche per coloro che vi sono coinvolti, una delle cose che più hanno
sorpreso chi scrive è proprio la “sorpresa” con cui l’operazione giudiziaria è
stata accolta da gran parte della popolazione di Barberino che l’ha considerata
al pari di un “fulmine a ciel sereno” in piena estate. Eppure si è trattato di
un vero e proprio temporale che era stato preceduto da mulinelli
di vento, prima, da
rannuvolamenti, seguiti poi da venti forti,
da tuoni e anche da qualche fulmine.
E’ noto infatti che soltanto
pochi anni fa c’erano state delle denunce, regolarmente riportate dai giornali,
come si era avuto notizia di indagini, di
avvisi di garanzia notificati a metà del 2008, e di sequestro di documenti
avvenuta negli Uffici tecnici comunali.
Alcuni tecnici, cittadini e
Associazioni di cittadini di Barberino,
come pure le “opposizioni” all’interno del Consiglio comunale, negli
ultimi anni avevano più volte rilevato preoccupanti irregolarità
in alcuni atti dell’ Amministrazione comunale e manifestato contrarietà
in ordine ai “criteri” che erano alla base di alcune importanti scelte
urbanistiche. Tutto questo ovviamente è avvenuto
nelle forme istituzionali delle “osservazioni” e con interventi nelle
apposite Commissioni consiliari e
“ordini del giorno” all’interno del Consiglio comunale, senza tuttavia
produrre alcun risultato in termini
di ripensamento delle scelte effettuate e senza incidere nell’opinione della
popolazione la quale se ne stava tranquilla e ignara poiché notoriamente non
prende parte ai lavori del Consiglio e viene ragguagliata di tanto in tanto da
qualche comunicato “pastorale”. Questa era la situazione a Barberino prima del 3
di febbraio 2010; una quiete, molto lunga,
prima della tempesta.
Nel vangelo di S. Marco,
alla parabola del fico (Cap.
13,1-37), si legge: “quando il suo ramo intenerisce e mette le foglie, voi sapete che l'estate
è vicina”. Nel nostro caso quando l’estate è arrivata, nel giorno di San Biagio, il fico ne aveva
messe tante di foglie; ma proprio tante.
Fra queste foglie, per chi
se n’era accorto, c’erano anche quelle
del gruppo dei giovani che avevano conquistato il Partito democratico un paio di
anni fa e quelle del raggruppamento che l’anno successivo vincendo le elezioni
comunali ha preso in mano le redini
dell’Amministrazione di Barberino con l’intento dichiarato di fare di quel fico
una pianta nuova e senza compromessi
con quella vecchia.
Non è un compito facile
vista la situazione che hanno ricevuto in eredità e in considerazione del
difficile clima che si è creato, frutto di sfiducia e di sospetti e condizionato
dalla paura di sbagliare come ha rilevato il Sindaco Carlo Zanieri nel corso di
un suo intervento in un dibattito televisivo.
Chi scrive ritiene che
quanto è accaduto non debba essere fonte di soverchie preoccupazioni
e non dovrebbe condizionare o rallentare
l’operatività della macchina comunale mentre invece
dovrebbe essere vissuto e apprezzato come
lo spalancare delle finestre in una stanza rimasta troppo a lungo chiusa e
senz’aria. Ora gli amministratori (maggioranza e opposizioni) hanno
l’opportunità di dedicarsi ai problemi del territorio, avvalendosi dei tecnici e
delle loro riconosciute capacità professionali, unicamente nell’interesse dei
cittadini di Barberino, di tutti i cittadini, anche perché dopo la
riorganizzazione avvenuta in Via Trento si è voltato pagina e
la preoccupazione ora deve essere
soltanto quella di affrontare la vasta mole di lavoro con rinnovato impegno e
nel rispetto delle norme codificate dagli strumenti urbanistici; alcune delle
quali avranno però la necessità di essere rivedute e corrette.
Come sarà mestieri che cambi la mentalità della gente dei nostri borghi mugellani dove da troppo tempo ormai la gestione della cosa pubblica è nelle mani del medesimo gruppo di onnipotenti, laddove “si puote ciò che si vuole”, e al quale molto dev’essere sacrificato; qualche volta i santi del calendario come San Biagio.
Beppe Giussanesi
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, marzo 2010

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