LE DIFFICOLTA’ DEL SISTEMA MUSEALE MUGELLANO
Musei sempre più vuoti
Numeri
inequivocabili, che si ripetono di anno in anno: purtroppo il Sistema Museale
del Mugello, dopo un decennio, è ancora
un grande incompiuto. E un bel problema per le amministrazioni comunali.
Ogni anno, di fronte a numeri similari, l’assessore di turno –della
Ma gli anni sono passati senza trovare soluzioni efficaci.
Numeri inequivocabili: se il museo di arte sacra –pur lodato,
quando venne aperto da Antonio Paolucci, ex.-ministro ed ex-Sovrintendente, ora
Il tutto aggravato dalle difficoltà finanziarie in cui versano
tutti i comuni, e che rende ancora più difficile impiegare fondi in strutture
così “improduttive”. E’ un peccato, perché al di là del merito di aver
consentito il restauro e il recupero di importanti monumenti storici, i diversi
musei, solitamente ben congegnati e allestiti, rappresentano una vetrina
significativa delle tradizioni, della storia e delle
particolarità culturali, artistiche ed economiche del nostro territorio.
Giampiero
Mongatti è da pochi mesi il nuovo assessore alla cultura della
Certo, in questi anni non sono mancate idee, e tentativi,
tutti però naufragati, o che comunque non hanno portato al decollo: per anni
sono mancate le guide dei musei, prodotte poi con gran fatica e per più di un
anno lasciate nei magazzini perché non si sapeva se e come venderle; si è
parlato di bookshop che producessero redditività; non c’è ancora un biglietto
unico e gli orari di apertura sono affidati alla libera iniziativa dei comuni.
“Certe difficoltà erano e sono oggettive –nota Mongatti- e ci sono cose che
hanno bisogno di una maturazione. Io però sono moderatamente ottimista.
D’altronde è inevitabile: solo con una vera gestione condivisa, con un ufficio
di coordinamento centralizzato, sarà possibile giungere a buoni risultati. Non
la faccio facile, ma dobbiamo metterci la massima convinzione”.
“Anzitutto
–riflette Adriano Gasparrini, direttore del Museo Chini a Borgo San Lorenzo-,
esiste il problema della visibilità delle risorse culturali del territorio
provinciale. Tutti soffrono le medesime difficoltà nostre. Quello che dispiace è
che abbiamo potenzialità maggiori, abbiamo il sistema, ma dobbiamo riconoscere
che non è decollato: è sulla carta, ma non è operativo”. Che fare dunque?
“Purtroppo risorse ce ne sono sempre meno. Ma io credo che se riusciremo a
mettere insieme.. le nostre miserie, cioè a fare un sistema degno di questo
nome, unendo davvero i nostri musei, anche con operazioni poco costose, ma
efficaci, coordinamento orari, bigliettazione unica, programmazione delle pur
poche iniziative pubbliche, non come singoli comuni, ma per tutto il sistema,
allora qualcosa potrà cambiare in meglio. E sarebbe necessario coinvolgere anche
i soggetti privati, penso agli operatori turistici, o ai soggetti di promozione
turistica, come la Camera di Commercio e gli APT, campeggi, ristoratori,
soggetti che da un buon funzionamento della rete museale mugellana avrebbero
solo da beneficiare. Se mettiamo insieme e ottimizziamo le risorse possiamo
farcela”.
Paolo Guidotti
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, marzo 2010

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