Alla scoperta di S. Omobono
Quando, qualche tempo fa, don Maurizio mi propose di scrivere una piccola guida sull' oratorio di Sant' Omobono, accettai con entusiasmo.
Accettai con entusiasmo poiché Sant' Omobono merita di
essere conosciuto e valorizzato, soprattutto adesso con il suo rifiorire, dopo i
restauri voluti dal pievano Corti e successivamente, per quanto riguarda il
campanile, dopo i restauri del pievano Tagliaferri.
L 'oratorio di Sant'Omobono, forse perché da sempre all'ombra della Pieve, ha una storia e un patrimonio artistico pressoché sconosciuti al grande pubblico.
Quanti borghigiani ad esempio, sono a conoscenza come in passato le chiese dedicate a Sant'omobono son state due? E due le congregazioni che a queste chiese facevano riferimento?
Chiese e congregazioni il cui ruolo, nel corso dei secoli, si è sovrapposto e intrecciato facendo la storia della nostra comunità.
Quasi duecento anni fa, nel 1813, un pittore di Sansepolcro, Paolo Colli, stava affrescando la cupoletta del presbiterio ed aveva come aiutante un ragazzo borghigiano di tredici anni, Pietro Alessio Degl' Innocenti detto il Chini. Quindi il capostipite della famiglia Chini e pertanto l' oratoriodi Sant'Omobono lo possiamo considerare la culla dell'arte chiniana e la culla del liberty mugellano, sempre per opera dei Chini.
In questo oratorio ci sono opere di Galileo Chini, le
decorazioni e le vetrate di Dino e Chino e poi... basta osservare l'altare
maggiore, per ammirare, dove un tempo si trovava
Inoltre, anche se non dei Chini, possiamo vedere sull'altare, il bel ciborio con il Cristo Risorto di Luigi Chilleri, padre di don Francesco per vari anni vice parroco della nostra parrocchia.
Adesso brevemente alcune curiosità sull' oratorio di Sant'Omobono:dove
adesso si trova
Un'
altra curiosità riguarda il campanile. Alcuni storici lo farebbero risalire
allla prima metà dell' Ottocento.Consultando alcuni documenti d'archivio ( e a
questo punto è doveroso ringraziare gli amici Aldo Giovannini e Giampiero
Giampieri per il materiale messo a mia disposizione ) ho avuto modo di visionare
due disegni che rappresentano il panorama di Borgo San Lorenzo in epoca diversa;
il primo di Baccio Del Bianco del 1638, il secondo di Giuseppe Terreni del 1748.
Nel panorama più antico ( 1638 ) si vedono
Nella cella campanaria si trova una campana fusa nel
Ultimamente su iniziativa del parroco don Maurizio Tagliaferri,con il recente intervento al campanile, si è provveduto a ricollocare alla campana il battaglio e la fune. Questo ci ha offerto l' emozione, dopo quasi settanta anni, di ascoltare per la prima volta quel suono che la nostra generazione non aveva mai udito.
Giuseppe Panchetti
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, dicembre 2010

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