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GLI ARTICOLI

AMMINISTRAZIONI LOCALI INCONCLUDENTI

Outlet, prodotti locali senza vetrina

 

Al festival di San Remo se invece di dire, “meno male che c’è Carlà...Sarcosì, Sarcono”, avessero scritto Outlet si Outlet no, per i mugellani (fatti salvi i pochi che ci lavorano) sarebbe stato uguale. Questo è il risultato di anni persi dietro l’amministrazione comunale di Barberino. Infatti il Comune ha, dal momento dell’apertura del grande centro commerciale, a disposizione un negozio all’interno dell’Outlet e sopra di esso una sala riunioni per 30 posti e ancora sopra una terrazza panoramica. Quale miglior utilizzo, hanno pensato gli amministratori, che lasciarlo li senza far niente e anzi darlo in gestione direttamente all’Outlet visto che noi non ci sappiamo fare un piffero? In verità un tentativo è stato fatto, con la Comunità montana si è detto, “intercettiamo i 3 milioni di visitatori e facciamo loro conoscere che oltre i negozi di questo centro c’è di più, c’è Barberino, c’è Giotto, c’è il Chini, ci sono i coltelli di Scarperia e i tortelli mugellani” ecc... Si sposta allora l’ufficio, che era all’uscita della autostrada, dentro il suddetto locale ma non si ferma nessuno perché all’Outlet ci si va per comprare e allora? Si torna alle origini e lo spazio del Comune viene dato in uso allo stesso Outlet per dire ai visitatori dove andare a comprare scarpe vestiti ecc.

Riflessione fatta con la passata amministrazione: sarà il caso di modificare qualcosa? Si tiene un incontro con Comunità Montana, proprietà dell’outlet e comune di Barberino. Bisogna creare un negozio dove si intercetta il pubblico vendendo specialità e dando a tutti depliant e quant’altro per farli tornare nel Mugello “perché chi entra all’Outlet non esce da lì” (parole dell’attuale Sindaco) .

Tutto chiaro direte allora voi, perché nel progetto di ampliamento, a seguito dell’incontro precedente la proprietà ha già richiesto che tipo di negozio e di spazi sono necessari per far funzionare la cosa.

Successivamente alle indicazione date si provvederà  alla costituzione di una società pubblico privata il cui obiettivo sarà promuovere il territorio e le sue peculiarità, attraverso anche la vendita di questi prodotti. Le indicazioni vengono richieste allo scrivente e dallo stesso girate alla proprietà e al Comune . E allora??? All’interno Outlet non si è previsto di poter vendere alimenti ancorché tipici e confezionati e quindi picche, e questo per regolamento comunale.

Siamo punto e a capo . Nella nuova struttura si potrà avere uno spazio di promozione dove ogni tanto fare un evento (promuovere i Marroni del Mugello ) e solo in quel giorno poterli vendere. Insomma si ripropone una cosa già fallita e che da sola ovviamente non può stare economicamente in piedi. Durante gli incontri abbiamo chiesto al Sindaco e all’assessore se era il comune che pagava per tutto questo ma loro hanno detto che non c’è un duino.

Conclusione: i mobili e gli arredi comprati con soldi pubblici sono nell’Outlet e da questo utilizzati (ma non per colpa sua!) si ripete un errore già visto. Questa è la volontà politica del Comune che ha asserito non volersi mettere contro i commercianti: Signor Sindaco e signori della giunta, se come avete detto Voi dall’Outlet non si esce quello che state facendo è un preciso atto contro i commercianti, gli artigiani gli agricoltori, i ristoratori del Mugello e di questo, che forse non è penalmente perseguibile, ma politicamente più rilevante avete e avrete la responsabilità Voi . Il tempo oramai sta per scadere . Auguri e…… meno male che c’è Carlà.

 

Franco Pasquini

  

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, marzo 2010

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