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GLI ARTICOLI

NATALE A ZANZIBAR

 

Un giorno una zanzara intraprendente decise di partire dal Mugello e di andare ad aprire un bar a Zanzibar.

Aveva un buon motivo?  Certo: era arrivato l’inverno e con il freddo si sentiva sempre più debole, le girava la testa, aveva le zampe rattrappite e faceva solo brevi voli che la lasciavano senza fiato.

“L’Africa è il posto ideale per una come te” le disse un Vecchio di Vicchio che era un campione di saggezza. “Se vuoi, vengo con te. Il caldo farebbe bene anche alle mie ossa e poi mi hai succhiato tanto sangue che mi sento un po’ tuo parente.”

Quando la notizia si diffuse, altri due “parenti” della zanzara si dichiararono pronti ad accompagnarla: un Barbiere di Barberino ed uno Scarpaio di Scarperia.

Salutarono gli amici che li invidiarono cordialmente e presero il primo aereo low cost : dovevano risparmiare il più possibile per aiutare la zanzara ad aprire il bar a Zanzibar.

Dopo alcuni giorni piuttosto difficili in cui  leticarono accanitamente con le sospettose autorità locali che continuavano a ripetere: “Non siamo razzisti, ma di bar ce ne sono anche troppi” riuscirono a spuntarla grazie solo all’esperienza commerciale dei tre uomini perché la zanzara sarebbe rimasta schiacciata alle prime difficoltà.

Una volta aperto il bar, la gente cominciò ad arrivare numerosa grazie all’attrazione di un “gratta e vinci” piuttosto originale : la zanzara (che aveva recuperato tutta la sua bella aggressività) pungeva gli avventori e chi aveva ricevuto più pinzature e quindi si era grattato al massimo, vinceva un premio che di solito era una bevuta gratis.

Un giorno, attirato dalla popolarità del nuovo locale, arrivò un altro “uomo bianco”, un Criminale di Cremona che girava il mondo vendendo una Crema miracolosa.

“Ho un’idea” disse al Vecchio che se ne stava bivaccato in poltrona davanti al bar e quindi era il più adatto per stare ad ascoltare le idee dei passanti.

“ Mettiamoci in società: appena la zanzara punge qualcuno, io sono pronto lì ad offrirgli la mia crema guaritrice. Che ne dici?”

Il Vecchio ne parlò ai compagni che apprezzarono subito l’idea.

“Una crema può far sempre bene ai piedi” disse lo Scarpaio.

“Mi sembra ideale dopo una rasatura” osservò il Barbiere.

“E io spero che mi faccia passare i reumatismi” sospirò il Vecchio.

La zanzara era scettica perché non aveva fiducia nelle cure mediche in genere e quindi protestò, ma gli altri  la zittirono subito perché quel ronzìo faceva loro venire il nervoso.

 

Si avvicinava la fine di Dicembre. Tutti cominciarono a pensare al Natale  e divennero tristi perché in fin dei conti, anche se gli affari andavano bene, erano lontani da casa.

Quando arrivò quel famoso venticinque decisero di chiudere il bar.

“E ora che facciamo?” chiese la zanzara.

“Bé, si potrebbe cercare una chiesa “ azzardò il Vecchio.”Ci sarà pure una chiesa cristiana a Zanzibar…”

La chiesa c’era, ma era tutta al buio perché non era ancora l’ora della Messa.

Il gruppo si avvicinò all’altare e vide un piccolo presepio già pronto, con il Bambino coperto da un tovagliolo bianco.

“Che si fa?”  dissero imbarazzati. Poi uno di loro, bruscamente, tolse il tovagliolo. E tutti fecero un “0hh” di meraviglia perché il Bambino era vivo e sorrideva.

E lo sentirono dire: “Cosa mi avete portato?”

Dopo un momento di incertezza lo Scarpaio si fece avanti e gli offrì un paio di scarpine dicendo:”So che avrai tanto da camminare…”

“Hai ragione: camminerò a lungo e su tutte le strade del mondo.”

Il Barbiere esitò un po’ e poi, mortificato, gli offrì il suo rasoio.

“Non ho altro, ma ho paura che non ti servirà perché so che avrai la barba ed i capelli lunghi…”

E il Bambino rispose:” Basta il pensiero, perché ti nasce dal cuore”.

Il Criminale, pronto, gli porse un barattolo della sua Crema.

“Ti potrà servire per curare tutte le ferite che ti faranno…”

“Ti ringrazio , anche se quelle ferite non guariranno mai” disse il Bambino.

Il Vecchio si mise a frugare nelle tasche ma non trovò altro che una briciola di pane. Allora, triste, cadde in ginocchio anche se gli scricchiolavano le ginocchia e restò lì senza dir nulla.

E il Bambino gli disse: “Che aspetti? Dammi quella briciola di pane perché mi serve per sfamare il mondo.”

 

La zanzara era rimasta incantata a guardarlo.

“Io non ho proprio nulla da offrirti…”

“Sono io che  ti posso dare qualcosa” le disse allora il Bambino. “Pinzami e riceverai una goccia del mio sangue che un giorno sarà versato per tutti…”

Allora la zanzara fece un lieve ronzio di felicità e dette un morsino alla guancia del Bambino.

Ma un morsino leggero leggero perché era un morsino d’amore.

 

Nicoletta Martiri Lapi

 

 

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, dicembre 2010

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