2011. L'anno che vorrei...
Abbiamo chiesto ad alcune figure rappresentative del Mugello di confidarci due pensieri, all'inizio dell'anno: un aspettativa, un desiderio, un auspicio per il 2011, ed anche una preoccupazione, per l'anno appena iniziato. Queste le loro risposte...
Laura Quadalti
Dirigente scolastica di Borgo San Lorenzo.
Il
mio augurio per il 2011? Credo che uno dei bisogni più grandi sia quello della
stabilità. Vorrei che in un mondo
senza certezze stabili, i giovani tornassero a trovare la loro strada certa,
sicura, senza contratti part-time, senza
precarietà. Non il tanto, ma lo stabile, qualcosa di cui poter dire, “su questo
posso contare”, e mi riferisco in
particolare al lavoro, alla famgilia e agli affetti.
Sul piano locale il mio desiderio per il 2011 è che vi sia l’impegno massimo per
il mondo della scuola, e mi riferisco
in particolare alle strutture, per le quali vi è una grande carenza con tante
necessità.
Infine, il mio timore, la nuvola nera che vedo all’orizzonte? I ragazzi che
pensano solo al presente, che non
riescono a guardare l’orizzonte, ma forse perché il presente non offre certezze.
Questa visione del giorno per
giorno, senza alcuna meta né programma, è una grave preoccupazione, e un
pericolo.
Stefano Tagliaferri
Presidente della Comunità Montana Mugello
Cosa desidero per il 2011? Direi l’unità nelle difficoltà. Perché se vedo un rischio, a livello territoriale, è che ci si
chiuda all’interno delle proprie mura, delle mura di casa.
Ecco, mi auguro allora che il valore aggiunto di essere Mugello, un territorio unico, sia percepito da ogni sindaco,
nei nostri comuni, come un messaggio di valore, di valore unitario. E’ bene stare insieme, questo è giusto non
dimenticarlo.
E spero proprio che anche la città di Firenze riconosca pienamente il valore del nostro territorio.
Fabio Boni
Vicepresidente Confindustria Mugello
Anzitutto le preoccupazioni, inevitabili, visto che nel 2009 assistemmo alla scomparsa del 9% delle imprese e tali imprese non sono risorte nel 2010.
Nella nostra zona si confermano i trend provinciali che se da un lato testimoniano come il 2010 sia stato l'anno record per le ore di cassa integrazione autorizzate dall'altro rappresentano un timido aumento dei posti di lavoro creati, +104 in Mugello . Su tale aspetto merita attenzione valutare come il Mugello sia pecora nera della crescita con valori al settembre 2010 anche di 4/5 volte inferiori rispetto alla altre zone della provincia.
Le aspettative? Sul fronte della cassa integrazione il 4° trimestre sembra dare primi segni di diminuzione delle richieste. Tale dato assieme alla creazione dei 104 posti di lavoro in più, possono rappresentare un indicatore di lieve miglioramento che proviene da quelle imprese orientate all'export ed in grado di canalizzare in maniera innovativa gli investimenti nella direzione di qualificazione delle risorse e creazione di nuovi processi e prodotti. Mi piace evidenziare come si confermi la vocazione del Mugello al manifatturiero, infatti soprattutto da questo settore provengono i nuovi posti di lavoro. Tale dato oltre a confermare la solidità del tessuto delle pmi locali denota anche un forte bisogno di rinnovamento. La nostra aspettativa e che tutti gli interpreti riescano a dare un segno di discontinuità col passato, mettersi in discussione. Mi riferisco sia a noi imprenditori, fra i quali respiro molte idee e determinazione, ma anche alle istituzioni locali ed a tutto il tessuto produttivo. Il mondo è cambiato con creatività ed entusiasmo creiamo economia nel nuovo mondo chi non riuscirà ad adeguarsi temo che scomparirà.
Marcello Brilli
Segretario Cisl Mugello
Ad essere sincero avrei un’aspettativa per l’anno in corso,
che viene però dagli anni scorsi, vorreiche nel 2011 finalmente si muovesse
qualche passo nella direzione del progetto “Per un Mugello migliore,
sviluppo sostenibile e buona occupazione” che portò alla firma di un documento
tra diversi Enti e rappresentanze sindacali.
Purtroppo anche la mia maggiore preoccupazione per quest’anno appena iniziato è
legata a questo, vale a dire che ad oggi uno dei maggiori attori di quel
progetto, vale a dire la comunità Montana, non è dato sapere che fine farà. Le
notizie del nuovo assetto, possibilità dell’unione dei comuni in sostituzione,
sono ancora oggi frammentate e non danno certezze per il futuro del mondo del
lavoro ed economico, già di per sé , piacevoli.
Paolo Raffini
Presidente Banca del Mugello
La mia aspettativa primaria è che questa tanto sperata ripresa si concretizzi. Timidi segnali di miglioramento e di inversione di tendenza, rispetto al passato si stanno avvertendo, in particolare nel settore immobiliare e anche nel manifatturiero, qualche ordine in più si registra, vi è minor ricorso alla cassa integrazione, e sembra che si sia arrestato il deteroriamento del credito: sono tutti timidi segnali che fanno sperare che il 2011 possa essere migliore.
Il mio auspicio è dunque che il nostro territorio abbia toccato il punto più basso nel 2009-2010, e che il 2011 possa essere l'anno della svolta, pur a passi lenti. Noi come banca abbiamo fatto quello che era possibile fare in questi anni orribili, adottando tutte quelle misure che ci erano consentite, come le moratorie per i mutui delle famiglie e delle imprese, sospendendo le rate per un anno, cercando di essere di manica larga, accogliendo cioè domande che non avevano i requisiti indicati al governo; inoltre abbiamo effettuati gli anticipi della cassa integrazione e sostenuto imprese e famiglie. Ci auguriamo che questi nostri sforzi e questi nostri supporti all'economia e alle famiglie possano aver aiutato il nostro territorio a meglio affrontare la crisi e cogliere l'opportunità che ci auguriamo il 2011 possa offrire.
Qui si innesta anche una preoccupazione: non abbiamo elementi che ci possano confermare che sia una ripresa duratura. Non vorremmo che questi timidi timidi segnali fossero temporanei. Anche l'anno scorso sembrava ci fosse un miglioramento, che poi si è interrotto. Speriamo non sia un fuoco di paglia...
Antonio Cantini
Presidente della Cooperativa Dellacasa
Un auspicio
per il 2011? Prima di pensare alle esigenze locali, mi verrebbe da dire Un
desiderio più generale, ma che riguarda molto anche la nostra realtà mugellana,
che le famiglie siano più unite, e che i giovani possano crescere ed essere
educati in ambienti adatti e consoni. Così come vorrei che non si andasse alle
elezioni e che in politica vi fosse un clima meno guerriero. Quanto a noi, il
mio auspicio è che si possa recuperare quello che si è perso in questi due anni
difficili, puntando e
dando fiducia ai giovani che se lo meritano.
Eppoi, lavorare tutti di più per lo sviluppo e la crescita del Mugello: vorrei
che in questo 2011 politici, categorie economiche, associazioni culturali
continuino e intensifichino il lavoro per rilanciare la nostra zona. Anno scorso
dei tentativi sono stati fatti: bisogna continuare. E bisogna farlo sfruttando
le risorse che abbiamo: penso al lago di Bilancino, penso all’autodromo, e anche
alla presenza estiva della Fiorentina –sperando che torni anche nel 2011-. Fare
un gioco di squadra, tra forze e categorie diverse, avendo come obiettivo la
crescita del Mugello.
Questo obiettivo, questa speranza per il 2011 –e vengo anche alla preoccupazione
per questo nuovo anno- è indebolita dalla soppressione della Comunità montana
Mugello. Penso che questa scelta sia sbagliata e dannosa. Finalmente questo ente
aveva trovato un suo spazio, aveva uno scopo, si era creato un suo ruolo per lo
sviluppo del territorio. Dalla sua soppressione verranno, temo, solo danni. Su
ciò che la sostituirà, l’Unione dei Comuni, ho qualche dubbio: chissà se
riuscirà a funzionare, a fare sintesi tra le istanze dei vari comuni… Temo sia
un surrogato.
Don Giuliano Landini
Pievano di Vicchio e Vicario della zona Mugello est
L’auspicio che mi sento di fare per il nuovo anno, a caldo, è quello di
migliorare, la convivenza tra le persone, la vita che viviamo. Con una maggiore
attenzione alle situazioni deboli, che vanno aumentando anche nelle nostre
comunità. Gli effetti della crisi si sentono ancora, e questo richiede maggior
impegno e sensibilità nel sociale. Quando si parla di crisi c’è una portata agli
impegni nel sociale e a fare in modo che non si indeboliscano quelli che sono
gli aspetti profondi etici, morali e spirituali delle persone.
La nuova è la stessa, quello di raffreddare le relazioni con le persone, di
perdere i punti di riferimento, quello di lasciarsi un po’ andare, come chiesa
locale quella di continuare ad essere presenti, a presidiare le realtà che siamo
chiamati a servire, con le nostre attenzioni, sia sul piano pratico, e quindi di
impengo ci carità e solidarietà e dall’altro a rimarcare principi e valori alti
della nostra fede, dal rispetto della vita, rispetto portare la crescita
educativa, in modo che le persone non siano deformate ma formate.
La preoccupazione? Dicevo dell'importanza di rafforzare i legami tra le persone, ma il rischio che vedo è quello che le relazioni diventino sempre più difficili, più fredde, più lontane, che si perdano i punti di riferimento, che ci si lasci un pò andare...
Servizio a cura di Carlo Incagli
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, gennaio 2011

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