I TAGLI AL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE
Caos autobus, anche in Mugello
Come molti sanno, e come sanno bene le migliaia di pendolari mugellani che utilizzano gli autobus, l’anno non è iniziato granché bene… Con servizi modificati e ridotti. Proviamo qui a sintetizzare quello che finora è accaduto, con qualche osservazione critica, perché la vicenda ha visto un comportamento assolutamente inadeguato da parte di tutti i soggetti interessati, in primo luogo Provincia e Comuni.
I TAGLI – Da mesi è stato annunciato che
il Governo nazionale ha tagliato 144 milioni di euro al trasporto pubblico
locale. Un taglio sicuramente eccessivo e irresponsabile, perché se fosse
applicato nella sua interezza avrebbe conseguenze disastrose sul sistema della
mobilità pubblica, con gravissimi disagi in particolare per studenti e
lavoratori, e ancor più per chi vive in zone periferiche e di montagna.
COSI’ NON SI FA… - Per mesi niente accade,
anzi, in dicembre si danno messaggi rassicuranti, si dice che la Regione per il
COMUNI DISATTENTI - Che la questione fosse
rilevante e delicata non ci voleva molto. Eppure alla riunione di presentazione
dei tagli, dove si doveva cominciare a battere i pugni sul tavolo, molti comuni
del Mugello e della Val di Sieve erano assenti (Borgo si è giustificato dicendo
di non aver ricevuto l’invito). E che soltanto il 12 gennaio si siano ritrovati
per discutere le proposte di modifica da presentare alla Provincia non sembra
prova di grande alacrità. S è notato anche, in generale, una certa remissività
alle scelte della Provincia, quasi che non si volesse criticare enti e assessori
del proprio partito. Cose da far osservare ce ne sarebbero state tante. Perché
non puoi presentare un piano di riduzione dei servizi così importante alla fine
dell’anno, e metterlo in pratica 4 giorni dopo. Perché non puoi tagliare corse
senza sentire nessuno, e senza sentire, soprattutto, i comuni. Perché non puoi
tagliare corse che lasciano completamente isolate delle frazioni, e neppure puoi
far fuori del tutto il trasporto pubblico nei giorni festivi, penalizzando
IL FUTURO - Qualche rimedio si troverà, qualche corsa sarà ripristinata (ma si ventilano anche altri tagli, e il consistente aumento di biglietti e abbonamenti). Gli errori più marchiani probabilmente saranno sanati. Ma quel che è stato sbagliato, fin dall’inizio, è stato l’approccio. Occorreva ragionare a fondo -e il tempo c’era- di riorganizzazione, di una ancora maggiore interazione treni-autobus (con l’avvertenza però che i treni sulla Faentina hanno già un sacco di problemi e sono sovraffollati, e quindi prima si potenzia il trasporto ferroviario e poi gli si rovescia sopra una quota di viaggiatori che finora aveva utilizzato l’autobus, altrimenti è caos), si doveva verificare la possibilità e l’efficacia di servizi sostitutivi, come il trasporto a chiamata; andavano coinvolti sul serio e preventivamente enti locali ed utenti. Ai quali invece arrivano sempre le scelte già fatte e impacchettate. Un modo un po’ distorto di intendere partecipazione e democrazia….
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, gennaio 2011

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