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GLI ARTICOLI

IMMIGRAZIONE, PARLA IL SINDACO BETTARINI

“A Borgo troppi pregiudizi”

Anche il Mugello era tra le zone individuate per ospitare un gruppo di rifugiati nord-africani. Il Ministero aveva fatto ispezionare, scartandolo, l’ex-cantiere TAV del Carlone, tra San Piero e Vaglia, poi la Prefettura aveva deciso, salvo ripensarci all’ultimo momento, di utilizzare il centro della protezione civile di Cavallina, dove dovevano arrivare trenta profughi. Poi ci si è messo anche un pesce d’aprile, con un comunicato diffuso da qualche buontempone, spacciatosi per la Regione, che annunciava l’arrivo di 100 profughi a Borgo San Lorenzo, suddivisi tra il villaggio la Brocchi e l’insediamento residenziale di Lama.

Con il sindaco di Borgo San Lorenzo Giovanni Bettarini affrontiamo il tema immigrazione, partendo proprio da questo pesce d’aprile…

“Non posso nascondere –riflette ad alta voce- che il primo effetto è stato di un certo allarme. Dovuto all’idea che sarebbe stata una cosa difficile da gestire. Poi, a posteriori, mi sono interrogato su questa mia reazione istintiva di preoccupazione. Evidentemente, nonostante abbia idee ben diverse dalla “vulgata generale”, l’arrivo di qualche decina di immigrati mi spingeva a preoccuparmi. Anche solo per come gestire le reazioni dei borghigiani”.

Il sindaco avverte atteggiamenti chiusi, in paese. “Sento spesso da parte dei cittadini che incontro, un sentimento di chiusura di fronte al fenomeno dell’immigrazione. Ad esempio, di recente, ho trovato su Facebook diversi messaggi di giovani borghigiani, francamente molto pesanti: “Qui non devono venire…”, “Se vengono gli si dà fuoco”, e cose del genere,  Bisogna prendere atto di una cosa: questo tipo di linguaggio e di ostilità fino a qualche anno non sarebbe stato immaginabile. Oggi la frequenza e la facilità con cui vengono espressi certi concetti crea una mentalità: un ragazzo che sente un Ministro dire degli immigrati “Fuori dalle balle”, finisce per sentirle normali, certe espressioni, oggettivamente violente. E per ora sono solo espressioni…”

Qual è la situazione a Borgo San Lorenzo? Ci sono gruppi di stranieri più problematici di altri? “Dal nostro punto di vista le persone in difficoltà sono tutte uguali. Chi si approccia all’ente locale esprime bisogni veri, e non noto differenze tra italiani e stranieri. Questo tra l’altro è un mito, una leggenda metropolitana da sfatare. Non è vero che agli extracomunitari venga dato di più, che siano privilegiati. E’ il caso delle case popolari., italiani vengono da me e mi dicono sfiduciati. “Tanto le date agli albanesi…”. Non è vero, i dati dimostrano che per la maggior parte le case vengono assegnate a cittadini italiani. Così come non è vero che il maggior numero di morosi per la mensa scolastica sia straniero”.

Perché allora queste idee così diffuse? “Ci sono modalità sociali che talvolta possono essere diverse. Perché allora c’è questo allarme? Mi rispondo che forse deriva dal fatto che la differenza, la novità, crea sempre allarme. E il paese non ha ancora saputo prendere atto che la presenza degli stranieri rappresenta più una ricchezza che un problema”.

Bettarini cita un altro elemento, quello della sicurezza: “Non c’è stata una variazione sostanziale nell’ordine pubblico del nostro paese. Borgo è e rimane un posto tranquillo. Sono stato il primo ad aver convocato qui a Borgo un Comitato provinciale per la sicurezza insieme al Prefetto e al Questore, e mi hanno fatto notare, dati alla mano, che non solo Borgo ma l’intero Mugello sono un’area assolutamente tranquilla”.

Un’altra idea non positiva, piuttosto diffusa, in paese, riguarda il Villaggio La Brocchi. Un investimento pubblico da milioni di euro, che non sembra dare risultati tangibili in termini di integrazione e di inserimenti lavorativi –anche il ristorante etnico di fatto non è ancora decollato-, per il basso numero di ospiti e per la scarsa trasparenza nella sua gestione. Chiediamo al sindaco cosa ne pensa. “Quella del villaggio La Brocchi –risponde- è un’esperienza della quale sono molto soddisfatto. Su una cosa credo dovrebbe migliorare, ovvero la socializzazione dei risultati e delle attività, far sapere di più ciò che accade là. Bisogna ricordarci che il Villaggio La Brocchi è un luogo di accoglienza di famiglie di rifugiati e richiedenti asilo, e Borgo è uno dei 120 comuni italiani che partecipa allo Sprar, il Servizio nazionale per l’accoglienza ai rifugiati. Un’attività necessaria, svolta in maniera egregia. Esperienze di questo tipo andrebbero moltiplicate. E’ la conoscenza reciproca che porta poi alla caduta della diffidenza”.

Bettarini allarga il ragionamento: “La questione è: sugli immigrati vogliamo investirci o no? Gli immigrati in questo momento sono portatori di bisogni, ma al contempo hanno delle enormi potenzialità. Se la nostra società riesce a capire che investendoci possiamo avere una risorsa per tutti, allora faremmo un grande passo avanti. Credo nell’azione politica e delle istituzioni soprattutto in funzione della diminuzione delle disuguaglianze. Dare opportunità a chi viene nel nostro Paese, è fondamentale per il futuro non solo di Borgo ma dell’Italia intera”.

 

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, aprile 2011

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