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Copertina Gennaio 2010La copertina del
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GLI ARTICOLI

DETTI E MOTTI DEL MUGELLO CHE FU

O’icche’ ttu dici?

Poco tempo fa, su Facebook “Sduni di Prato”, alias Giuseppe Ronconi, ha lanciato un gruppo “Borgo profondo – Detti celebri a Borgo San Lorenzo”, “un un tentativo di fissare alcuni detti celebri, folgoranti ed essenziali, che giravano in Borgo. Anche per ricordare gli amici della generazione di sopra che piano piano se ne sono andati....” In breve tempo sono state molte decine i detti, i proverbi, i modi di dire, proposti da numerose persone. Qui proviamo ad elencarne una selezione, senza un ordine particolare, con l’avvertenza che talvolta si tratta di detti in uso nel Mugello, ma diffusi anche in altre aree. Scorrendoli il lettore potrà rivivere sapori e atmosfere di un tempo passato, rivedere personaggi. E se qualcuno ha qualcos’altro da suggerire, o da integrare o contestare spiegazioni e “traduzioni”, che qua e là abbiamo aggiunto, ci scriva a: info@ilfilo.net, o a “Il Filo”, cp. 89, 50032 Borgo San Lorenzo


 Iniziamo con una delle più fulminanti:

 "Alle grinze t'aspetto..!" una moglie a un marito farfallone, attratto dalle giovincelle.

 

"T’ha più seguito della cagna di Vignolino" detto della palla del gioco a boccette, lanciata troppo lunga…

“Lindo, riporta la tacca!”

"Tutti, gl'è i' can di Pecori!"

 "Indo' tu vai?” "Le son cipolleee..."

“Andache a letto... brendani!” invito rivolto al gruppo del Cantà Maggio, in piazza del Mercato quando ormai già albeggiava


Una fucina di detti coloriti era senz’altro il bar La Magnolia a Borgo San Lorenzo:

Niccolai: "Le carte l'hanno una sua geometria"

Mide: "Per giocalle bene, l'andrebban viste"

"... e gl’hanno delle cappelle le paian cipolle gaetane !" a proposito degli attributi sessuali dei magrebini: le cipolle gaetane sono un endemismo dell'Isola del Giglio; le loro dimensioni sono immaginabili…


E anche il Centro Giovanile:

Cillo: "Io piglio quelli boni...e voi quegli accanto"

“Aumenta! Par d'essere a un trasporto...” Angiolino Cantini, rivolto ad un giocatore della sua Audax, durante i giri di riscaldamento;

"Il campo  gl'è besciamelloso....e la palla la va zeppellata!" Cantini, riferito al fondo di tufo del campo dell’Audax


"Ho da fa più di quello che morì di notte."

Pan di legno e vin di nuvoli: fila avanti e pohi mugoli... (esortazione rivolta al ragazzo che in montagna faceva storie per andare a lavorare. Pane di legno, è il pane di castagne, il vin di nuvoli è l’acqua…)


Vicchio Mugello, Scarperia coltello, Borgo scrittoio, Dicomano cacatoio

Andare a Scarperia la non mi torna, son tutti birri, spie e limacorna...

(Da Barberino tempesta e .... donne di malaffare

 

Tu c'hai una testa che 'un la mangerebbero nemmeno i maiali di' Guasti!"

Sant'Appoggìno l'era ieri, oggi l'è Sant'Arràngiati!

Mah, da quando l'ho dato a balia l'ho ancora da rivedere… Così soleva rispondere M.M. alla domanda su chi fosse lo sconosciuto appena entrato


La botta l'è ita e l'animale giondola (detto dell’operazione di uccisione del coniglio)

E’ come la pisciata di' Ciaccheri… Detto di una cosa che prende una piega inaspettata e lunga. I’ Ciaccheri si congedò dagli amici dicendo che andava “a fare un po' d'acqua” a casa e poi tornava, invece a casa c'era la cartolina militare, lui partì in guerra e gli amici lo rividero dopo un anno…

Tu se' più secco d'un lume a mano (o “tu se’ più buffo d’un lume a mano”)

Capra che bela la perde i' boccone

Unne importa tu mi schizzi l'ho comprato i' misirizzi! (significato incerto….)

Il pescator di’ Giunti  acqua alle palle, e pesci punti! versione locale di Franco Sardi, dal detto: Pescator di Mugnon, come son’unti, acqua alle palle, e pesci punti…

Si fa come a Faenza: ...quando un l'hanno, fanno senza!

Una volta cozza la capra, una volta il becco.   Si dice di una discussione (o di un problema) che non trova soluzione: o non torna questo, o non torna quello... oppure: “A volte corre il cane, a volte corre la lepre”.

Meglio una macchia, che un valico…  Doppio significato: 1) quando le donne stiravano il bucato erano use a commentare se trovavano una macchia era meglio che non un buco (valico);2) x l'uomo in cammino è meglio aver da attraversare una macchia che non salire un valico.

Pesci e penne, a chi non aveva fame la gli venne. Questa è contro pescatori e cacciatori, che invece di stare al podere a lavorare perdevano tempo a giro...


Tu ti sei fatto cuccare!
quando un contadino tardava a terminare la vangatura dei campi (l'ideale era finire entro l'autunno, per dar modo al gelo di agire sulle zolle e romperle) rischiava di finire in primavera facendosi sorprendere dal 'cucco', che in genere ne annuncia l'arrivo: tu ti sei fatto cuccare!!!


“Si fa a mezzo” “...A mezzo? A mezzo unn'è bona nemmen la Messa”


Quando Monte Morello mette il cappello, Mugellano prendi l'ombrello! A Firenzuola invece: Quando il Coloreta mette il cappello, Firenzuolini prendete l’ombrello!


Quando i' Casentino ride, i' Mugello piange.

Gl'è un freddo unn'e sta ritti nemmeno e pali della luce!

Gl'è un diaccio, unne stan ritte nemmen le galline...

Il sole fa' le trombe (i fasci di luce che passano attraverso le nuvole)

Gl'è un freddo, si bubbola!!!!

...che sizza!!!

La venga alta come larga, e le galline le becchin le stelle... (riferito alla neve)


E dee nevica tanto che le galline le beccan i piedi di nostro Signore.

E fa le fune… quando piove forte

Natale a i'sole, Pasqua a i'foho

Se nevica prima di Natale, sette volte s'ha da rifare

 Leva e non metti, ogni gran monte scema

L'ha visto più soffitti lei d'un imbianchino.

Se un son bischeri un si vogliano!

A bocca chiusa unn'entrò mosche.

Omo che un caha gli è mezzo morto

O patisce il culo o la cureggia"

Peserà du'etti co'lla coratella...."

Ha più garbo un ciuco a bere a boccia.

Tromba di 'ulo, sanità di corpo

L'è più sudicio d'un bastone da pollaio!!!!!!!

Una bocca cheta, ne cheta cento.

Porco pulito un fu mai grasso

Moemoci, le giornahe l'enno un pugnello!  (il tempo passa veloce…)

 

Tu puzzi come una bubbola (o un bubbolotto)  (la bubbola è l’upupa, uccello che ha cattivo odore a causa della sua alimentazione)

Se tu vuoi vedere uno bono a poco, basta che tu lo metta a fa' i' foco!

Il troppo ruttuttu ... rompe i coglioni" dove ruttuttu sta per il borbottio ripetuto di disapprovazione


Tu porti più male te, che la cieetta

L'anderà anche bene, disse la tarpa ma i contadino gl'aguzza il palo !!!!!


"Ovvia siamo bell’e a Natale -disse il contadino- sarebbe meglio non c'essere, gli rispose il cappone…

T'hai una bocca che la fa i' chiasso con gli orecchi!

In do' un ce n'è, un se ne spende

La mosca la tira i' calcio che la pole


Tu sei 'gnorante come le capre brizzole! (variante: ...come la capra dei pompieri)

Pochi fiori ma che zucche!!! (dispregiativo, verso chi aveva la testa grossa)

Po’ero pane, da chi tu ti fai mangiare! 

Tu sei più indietro della martinicca (perchè era l'ultima cosa del carro e quindi dietro a tutto)

Pare un diecino sopra un cocomero" detto di cappello piccolo su testa grossa


I giocatore gl'è dipinto gnudo! Il giocatore d'azzardo, o comunque di carte, viene dipinto nudo, perchè quando perde perde, quando vince li rigioca, e vine così spogliato.

Le carte le son di' diavolo e l'hanno la testa di cartone!

Assai vince chi non gioca.

Cacio vinto un si rigioca.

 

T'hai più numeri di' botteghin di' lotto (detto di un intraprendente)

Tira su e serba a Pasqua! (detto ai bambini che tiravano su col naso)

E’ mangerebbe la seconda d'una ciuha   si suole dire di persona parecchio affamata: la 'seconda' è la placenta....

Mangerebbe anche l'ombra de' fossi

Cinciallegra che non mangia, l'ha già mangiato!

Tu fai come le monache di Prato, tu ti scopri i' culo per copritti i' capo! (peggiorare una situazione già compromessa)

Bada quando gl'arria!...Tee, t'ha' a arria' sempre dopo la musica! (la banda chiudeva la festa o la processione)

Gl'ha il male, il malanno e l'uscio addosso ! (E’ lo stesso senso del “becco e bastonato”)

Chi serba, serba a i' gatto!

Gl’è vecchio come i’ cucco!

O più panìco o meno uccelli… Quando la roba non bastava, e succedeva spesso!


Tu sei come la gallina mugellese: l'ha cent'anni e la dimostra un mese...

Farebbe gli occhi ai gatti"  (Particolarmente abile nella sua arte o mansione)

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, gennaio 2011

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