DETTI E MOTTI DEL MUGELLO CHE FU
O’icche’ ttu dici?
Poco tempo fa, su Facebook “Sduni di Prato”, alias Giuseppe
Ronconi, ha lanciato
un gruppo “Borgo profondo – Detti celebri
Iniziamo
con una delle più fulminanti:
"Alle grinze t'aspetto..!"
una moglie a un marito farfallone,
attratto dalle giovincelle.
"T’ha più seguito della cagna di Vignolino" detto della palla del gioco a boccette, lanciata troppo lunga…
“Lindo, riporta la
tacca!”
"Tutti, gl'è i' can di
Pecori!"
“Andache a letto...
brendani!”
invito rivolto al gruppo del Cantà
Maggio, in piazza del Mercato quando ormai già albeggiava
Una fucina di detti coloriti era
senz’altro il bar La Magnolia
Niccolai: "Le carte
l'hanno una sua geometria"
Mide: "Per giocalle
bene, l'andrebban viste"
"... e gl’hanno delle
cappelle le paian cipolle gaetane !"
a proposito degli attributi sessuali
dei magrebini: le cipolle gaetane sono un endemismo dell'Isola del Giglio; le
loro dimensioni sono immaginabili…
E anche il Centro Giovanile:
Cillo: "Io piglio quelli
boni...e voi quegli accanto"
“Aumenta! Par d'essere a
un trasporto...”
Angiolino Cantini, rivolto ad un
giocatore della sua Audax, durante i giri di riscaldamento;
"Il campo gl'è besciamelloso....e la palla la va zeppellata!" Cantini, riferito al fondo di tufo del campo dell’Audax
"Ho da fa più di
quello che morì di notte.
Pan di legno e vin di
nuvoli: fila avanti e pohi mugoli...
(esortazione rivolta al ragazzo che in
montagna faceva storie per andare a lavorare. Pane di legno, è il pane di
castagne, il vin di nuvoli è l’acqua…)
Vicchio Mugello,
Scarperia coltello, Borgo scrittoio, Dicomano cacatoio
Andare a Scarperia la
non mi torna, son tutti birri, spie e limacorna...
(Da Barberino tempesta e .... donne di malaffare
Tu c'hai una testa che
'un la mangerebbero nemmeno i maiali di' Guasti!"
Sant'Appoggìno l'era
ieri, oggi l'è Sant'Arràngiati!
Mah, da quando l'ho dato
a balia l'ho ancora da rivedere…
Così soleva rispondere M.M. alla
domanda su chi fosse lo sconosciuto appena entrato
La botta l'è ita e
l'animale giondola
(detto dell’operazione di uccisione
del coniglio)
E’ come la pisciata di'
Ciaccheri…
Detto di una cosa che prende una piega
inaspettata e lunga. I’ Ciaccheri si congedò dagli amici dicendo che andava “a
fare un po' d'acqua” a casa e poi tornava, invece a casa c'era la cartolina
militare, lui partì in guerra e gli amici lo rividero dopo un anno…
Tu se' più secco d'un
lume a mano
(o “tu se’ più buffo d’un lume a
mano”)
Capra che bela la perde
i' boccone
Unne importa tu mi
schizzi l'ho comprato i' misirizzi!
(significato incerto….)
Il
pescator di’ Giunti
acqua alle palle, e pesci punti!
versione locale di Franco Sardi, dal
detto:
Pescator di Mugnon, come son’unti, acqua alle palle, e
pesci punti…
Si fa come a Faenza:
...quando un l'hanno, fanno
senza!
Una volta cozza la
capra, una volta il becco.
Si dice di una
discussione (o di un problema) che non trova soluzione: o non torna questo, o
non torna quello... oppure:
“A volte corre il cane, a volte
corre la lepre”.
Meglio
una macchia, che un valico…
Doppio significato: 1) quando le
donne stiravano il bucato erano use a commentare se trovavano una macchia era
meglio che non un buco (valico);2) x l'uomo in cammino è meglio aver da
attraversare una macchia che non salire un valico.
Pesci e penne, a chi
non aveva fame la gli venne.
Questa è contro pescatori e
cacciatori, che invece di stare al podere a lavorare perdevano tempo a giro...
Tu ti sei
fatto cuccare!
quando un contadino tardava a
terminare la vangatura dei campi (l'ideale era finire entro l'autunno, per dar
modo al gelo di agire sulle zolle e romperle) rischiava di finire in primavera
facendosi sorprendere dal 'cucco', che in genere ne annuncia l'arrivo: tu ti sei
fatto cuccare!!!
“Si fa a mezzo” “...A
mezzo? A mezzo unn'è bona nemmen la Messa”
Quando Monte Morello
mette il cappello, Mugellano prendi l'ombrello!
Quando i' Casentino
ride, i' Mugello piange.
Gl'è un freddo unn'e sta
ritti nemmeno e pali della luce!
Gl'è un diaccio, unne
stan ritte nemmen le galline...
Il sole fa' le trombe
(i fasci di luce che passano
attraverso le nuvole)
Gl'è un freddo, si
bubbola!!!!
...che sizza!!!
La venga alta come
larga, e le galline le becchin le stelle...
(riferito alla neve)
E dee nevica tanto che
le galline le beccan i piedi di nostro Signore.
E fa le fune…
quando piove forte
Natale a i'sole, Pasqua
a i'foho
Se nevica prima di
Natale, sette volte s'ha da rifare
L'ha visto più soffitti
lei d'un imbianchino.
Se un son bischeri un si
vogliano!
A bocca chiusa unn'entrò
mosche.
Omo che un caha gli è
mezzo morto
O patisce il culo o la
cureggia"
Peserà du'etti co'lla
coratella...."
Ha più garbo un ciuco a
bere a boccia.
Tromba di 'ulo, sanità di corpo
L'è più sudicio d'un
bastone da pollaio!!!!!!!
Una bocca cheta, ne
cheta cento.
Porco pulito un fu mai
grasso
Moemoci,
le giornahe l'enno un pugnello!
(il
tempo passa veloce…)
Tu
puzzi come una bubbola (o un bubbolotto)
(la bubbola è l’upupa, uccello che
ha cattivo odore a causa della sua alimentazione)
Se tu vuoi vedere uno bono a poco, basta che tu lo
metta a fa' i' foco!
Il troppo
ruttuttu ... rompe i coglioni"
dove ruttuttu sta per il borbottio
ripetuto di disapprovazione
Tu porti più male te, che la cieetta
L'anderà anche bene, disse la tarpa ma i contadino gl'aguzza il palo !!!!!
"Ovvia siamo bell’e a Natale -disse il contadino-
sarebbe meglio non c'essere, gli rispose il cappone…
T'hai una bocca che la
fa i' chiasso con gli orecchi!
In do' un ce n'è, un se
ne spende
La mosca la tira i'
calcio che la pole
Tu sei 'gnorante
come le capre brizzole!
(variante: ...come la capra dei
pompieri)
Pochi fiori ma che
zucche!!!
(dispregiativo, verso chi aveva la
testa grossa)
Po’ero pane, da chi tu ti fai mangiare!
Tu sei più indietro
della martinicca
(perchè era l'ultima cosa del
carro e quindi dietro a tutto)
Pare un diecino sopra un cocomero" detto di cappello
piccolo su testa grossa
I
giocatore gl'è dipinto gnudo!
Il giocatore d'azzardo, o comunque
di carte, viene dipinto nudo, perchè quando perde perde, quando vince li
rigioca, e vine così spogliato.
Le carte le son di'
diavolo e l'hanno la testa di cartone!
Assai vince chi non
gioca.
Cacio vinto un si
rigioca.
T'hai più
numeri di' botteghin di' lotto
(detto di un intraprendente)
Tira su e serba a
Pasqua!
(detto ai bambini che tiravano su col
naso)
E’
mangerebbe la seconda d'una ciuha
si suole dire di persona parecchio
affamata:
la 'seconda' è la placenta....
Mangerebbe anche
l'ombra de' fossi
Cinciallegra che non
mangia, l'ha già mangiato!
Tu fai
come le monache di Prato, tu ti scopri i' culo per copritti i' capo!
(peggiorare una situazione già
compromessa)
Bada
quando gl'arria!...Tee, t'ha' a arria' sempre dopo la musica!
(la banda chiudeva la festa o la
processione)
Gl'ha il male, il
malanno e l'uscio addosso !
(E’ lo stesso senso del “becco e
bastonato”)
Chi serba, serba a i'
gatto!
Gl’è vecchio come i’
cucco!
O più panìco o meno uccelli… Quando la roba non bastava, e succedeva spesso!
Tu sei come la gallina
mugellese: l'ha cent'anni e la dimostra un mese...
Farebbe
gli occhi ai gatti"
(Particolarmente abile nella sua arte
o mansione)
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, gennaio 2011

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