ESCLUSIVO – ECCO LE IPOTESI PER IL RIUTILIZZO DEL GRANDE COMPLESSO
Ex-monastero di Luco,
c’è interesse…
Ci vorrebbero molte pagine di questo giornale –che
in verità a più riprese ha seguito con attenzione la vicenda- per raccontare
tutta la storia dell’ex-ospedale/ex-monastero camaldolese di Luco di Mugello. Un
bene storico e architettonico di grande rilievo, del quale, da oltre venti anni,
si discute, per trovargli un’adeguata funzione in grado di evitarne il degrado.
Progetti tanti, altrettante promesse, tante
discussioni in consiglio comunale, tante assemblee nelle frazioni, ma a distanza
di un ventennio il complesso è definito ancora per quello che non è più,
ex-presidio ospedaliero, ex-monastero, e non per quello che sarà.
Definitivamente sfumata l’ipotesi progettuale –anzi, ben più di un’ipotesi,
visto che c’erano già progetti e quattro milioni di euro, e visto che la Regione
Toscana per questo progetto aveva sborsato 2milioni e 400 mila euro per
acquistare l’immobile dall’Azienda Sanitaria Locale di Firenze- ipotesi,
dicevamo, relativa
a far
diventare la struttura sede universitaria del corso della facoltà di Agraria in
Scienze della produzione animale-, la Regione Toscana, anche per non essere
accusata di aver letteralmente buttato al vento 2 milioni e 400 mila euro ha
bandito un “invito
pubblico a inviare la propria manifestazione di interesse a gestire il complesso
immobiliare “Ex Presidio Ospedaliero di Luco del Mugello” (già ex convento
Camaldolese di San Pietro) con l’indicazione delle principali funzioni che
potrebbero esservi insediate e quindi la disponibilità a sviluppare uno studio
di fattibilità tecnico ed economico volto a identificare come intenderebbero
procedere al recupero del bene e al suo utilizzo”.
In poche settimane sono arrivate sui tavoli della
Regione undici proposte, che sono in corso di esame da parte della stessa
Regione e del Comune di Borgo San Lorenzo.
E qui accanto le presentiamo, una per una.
Ecco le
undici proposte, o meglio le undici “manifestazioni di interesse”. Al momento, è
bene chiarirlo, sono idee o poco più, non supportate da studi approfonditi di
fattibilità, né tantomeno da finanziamenti, né certi né incerti.
Due
proposte non sembrano entrare particolarmente nel merito:
·
Edilpoint srl di Prato si propone solo come soggetto disponibile alla
ristrutturazione del complesso immobiliare, senza avanzare alcuna ipotesi di
utilizzo.
·
Mentre una ditta individuale di Roma, la De Maio Emiliano si propone come
consulente per la realizzazione di uno studio di fattibilità (sostenibilità
economico-finanziaria) per la riqualificazione e rifunzionalizzazione del
complesso.
Indicazioni
un po’ generiche, e sicuramente poco utili, non c’è che dire.
·
Ancora un po’ nebulosa pare l’idea messa in campo da “Trames”, un’associazione
di Russi (Ravenna), che opera nel settore dei programmi europei per l’educazione
culturale permanente, questo “ente di cooperazione e scambio europei” suggerisce
la realizzazione di una struttura multifunzionale in rete europea a servizio del
“progetto città per Borgo San Lorenzo”. Da approfondire…
Poi ci sono
le manifestazioni di interesse più “canoniche”. Così c’è chi ipotizza di
ospitare nell’ex-ospedale servizi socio-sanitari.
·
Lo propone l’Impresa Brignoli Srl di San Vittore Olona (Milano): l’interesse
manifestato dall’azienda proponente è quello puramente conservativo del
complesso immobiliare, ma l’impresa
comunica di avere contatti in corso con soggetti socio-sanitari per la gestione
della struttura;
·
Anche il Consorzio Fabbrica di Firenze propone un utilizzo sociale, ovvero la
realizzazione di una residenza sociale (unità abitative a canone moderato e
sociale, posti letto per soggetti in stato di fragilità, a rischio psico-sociale
e di disagio relazionale);
·
L’Impresa edile I.C.E.S. di Borgo San Lorenzo suggerisce infine la realizzazione
di una struttura per l’infanzia e l’adolescenza (centro studio di ricerca,
spazio di accoglienza per l’infanzia, laboratori di avviamento al lavoro per
adolescenti, gruppi appartamento per adolescenti in condizioni di disagio);
·
L’Agenzia Immobiliare La Nuova Casa – Firenze Srl dice di essere interessata a
sviluppare uno studio di fattibilità che prenda in considerazione un utilizzo
turistico-ricettivo e di ristorazione del complesso e dell’area pertinente;
·
Il Gruppo 3BA&M di Sesto Fiorentino propone invece la realizzazione di un centro
polifunzionale (di rappresentanza, congressuale, relax e ristorazione) come
indotto all’autodromo;
·
Mentre l’Impresa individuale Antonio Lauria di Pontedera (Pisa) “propone la
realizzazione di un centro polifunzionale per attività culturali, sociali e
ricreative nonché un convitto per studenti di istituti superiori circonvicini”;
Sempre
attinenti al settore turistico, ma più legato ai prodotti locali e alla buona
cucina, sono infine due altre manifestazioni di interesse, una delle quali viene
da un soggetto pubblico-privato, la Pianvallico spa, che nella compagine sociale
ha anche il comune di Borgo San Lorenzo (oltre a quelli di Scarperia e San Piero
a Sieve).
Dunque, se
·
La società Mandola di Pontassieve propone una scuola di cucina italiana (corsi
di perfezionamento, master post laurea in scienze gastronomiche, eventi e quanto
altro collegato alla cucina italiana);
·
La Pianvallico Spa di Scarperia suggerisce di destinare la struttura in parte ad
attività legate alla valorizzazione della gastronomia e della cucina
territoriale e regionale promuovendo i prodotti di filiera corta, e in parte ad
attività ricettive.
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, marzo 2011

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