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La copertina di giugno 2011 del Filo. Idee e notizie dal MugelloLa copertina del
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GLI ARTICOLI

AMBIENTE, FERROVIA FAENTINA, OSPEDALE:
IMPEGNI FINITI NEL NULLA

Mugello preso in giro…

ALTA VELOCITA'
FERROVIA FAENTINA
OSPEDALE DEL MUGELLO

Il mese scorso segnalavamo qui un timore: la debolezza politica del Mugello rispetto alle altre istituzioni –Provincia e Regione-. Ed è questione molto concreta. La cronaca in poco più di un mese ce ne ha dato ampia dimostrazione. Purtroppo.

Vediamo, caso per caso.

PRIMA PRESA IN GIRO – I fondi dell’alta velocità

Vi ricordate, dieci anni fa, le polemiche e le preoccupazioni per i pozzi e le sorgenti secche, per i danni causati dai lavori dell’alta velocità? La Regione ottiene dal Governo un accordo, il cosiddetto Addendum 2002, che riconosce 100 miliardi di vecchie lire, 53 milioni di euro. Siamo nel 2011, e ancora un terzo della cifra, 16 milioni e mezzo, deve essere erogato. Con colpe equamente condivise tra destra e sinistra, visto che non li ha erogati né il governo Prodi né il governo Berlusconi.lavori alta velocità

C’è di peggio: la Regione i soldi finora ottenuti non è riuscita neppure a spenderli tutti. Gli acquedotti sono stati realizzati in parte, e con ritardi pazzeschi –l’incarico era stato dato a Publiacqua-, i piccoli invasi per immagazzinare acqua per le aziende agricole sono ancora una promessa, a distanza di quasi un decennio.

E c’è dell’altro: nel 2007 la Regione Toscana produce uno studio-progetto, costato mesi di lavoro, e ampiamente usato per conferenze stampa, annunci, e interviste televisive, con il presidente della Regione che andò fino a San Pellegrino, a Firenzuola, per presentare quello che fu chiamato il Masterplan: in esso si evidenziava che le esigenze, per sanare almeno in parte le ferite ambientali inferte al Mugello era ben più alte, e si quantificava con esattezza il fabbisogno totale in 100 milioni di euro. Per fare tante cose: tra l’altro, riportare l’acqua nel Carza, attraverso un bacino artificiale di accumulo, costruire una centrale fotovoltaica per dare energia alle pompe che riportano l’acqua nei torrenti, e vari altri progetti, compresi i costi di gestione e di manutenzione. Questi soldi doveva erogarli il Governo. Ma la Regione che fa? Ora sta concordando con il Governo centrale un aggiornamento dell’”intesa quadro” sulle infrastrutture strategiche. Vai a leggere, e vi trovi, tra le priorità, i 16,5 millioni e mezzo promessi dieci anni fa, ma di questi altri 40 milioni e passa, previsti nel Masterplan, nemmeno un centesimo si chiede al Governo, salvo scrivere nella premessa del documento un ben poco impegnativo: “La Regione ritiene quindi necessario avviare un approfondimento sull’argomento con i Ministeri competenti”. Insomma, campa cavallo, e soldi per il Mugello andati in cavalleria.

 

Sul fronte dell’alta velocità ci sarebbe un’altra grave inadempienza, stavolta tutta da attribuire al livello locale: a Borgo San Lorenzo ci si è dimenticati per anni, di pretendere da TAV e Cavet tutte le opere previste fin dal 1995, le cosiddette contropartite dell’alta velocità. A Borgo ci sono lavori non realizzati per diversi milioni di euro. E solo la minaccia, avanzata dall’opposizione, da Piera Ballabio, di mandare tutti davanti alla Corte dei Conti, ha fatto muovere la giunta, che ha affidato l’incarico a un consulente, Gianni Panchetti, per riprendere le fila del discorso e andare a trattare con le Ferrovie per vedere di portare qualcosa a casa.

 


SECONDA PRESA IN GIRO – La Ferrovia Faentina

 

Da tempo i viaggiatori mugellani, riuniti in un combattivo comitato pendolari “Attaccati al treno” lamentano disagi, ritardi, treni obsoleti. E così fu tirato un sospiro di sollievo quando alcuni giorni fa la Giunta regionale toscana, con l’assessore ai trasporti Luca Ceccobao, diffuse una nota molto decisa: “Il silenzio del Governo sulla necessità di un serio ammodernamento della Faentina –proclamava Ceccobao- comincia a essere davvero insopportabile. L’atteggiamento di un Governo che non rispetta gli accordi presi non è accettabile e questo territorio aspetta azioni concrete sull’ammodernamento della Faentina ormai dal 1995. Per questo la Regione ha posto, tra le priorità dell’aggiornamento dell’Intesa che dovremo sottoscrivere tra breve con il Ministero, anche questa linea, individuando interventi di miglioramento per un importo di 31 milioni che la Regione Toscana chiede vengano impegnati dall’Esecutivo nazionale. Si tratta di interventi che consentiranno un miglioramento della rete ferroviaria a vantaggio sia del trasporto merci che del traffico passeggeri”.

Poi un consigliere regionale, Marco Carraresi dell’UDC, è andato a spulciare le proposte della Regione Toscana di revisione dell’accordo Stato-Regione, e ha denunciato il bluff: se nella premessa si ricordano, correttamente, le cifre necessarie per le opere di ripristino ambientale per l’alta velocità, e i fondi necessari per l’ammodernamento della Faentina, nelle tabelle successive, dove si indicano le priorità e le cifre richieste, la Faentina praticamente sparisce: non più i 31 milioni che pure erano garantiti da accordi già sottoscritti negli anni ’90, ma soltanto un milione di euro per “studio di fattibilità per riqualificazione”. Ovvero, la Regione batte cassa al Governo, dopo i proclami di pochi giorni fa, non per avere i 31 milioni di euro promessi fin dagli anni ’90 (la famosa elettrificazione della linea), ma per ottenere un milione di euro per studiare la fattibilità degli interventi. Interventi per i quali, peraltro la Regione insiste con l’idea, ormai non fattibile se non con interventi molto costosi e impattanti, “dell’interconnessione con la nuova linea AV in comune di Scarperia per consentire il transito dei treni merci”. Roba da matti.

 


 

TERZA PRESA IN GIRO – L’ospedale del Mugello

Sono ormai diversi anni che è stato predisposto un progetto per il miglioramento e l’ampliamento dell’ospedale di Borgo San Lorenzo: interventi importanti e consistenti, oltre 25 milioni di euro la costruzione del “Centro Sangue” per ampliare l’attività del servizio trasfusionale e la ristrutturazione del laboratorio di analisi. Si doveva inoltre realizzare una nuova palazzina di ingresso, per modificare gli spazi di accesso all’ospedale, dando così soluzione alla situazione, critica da anni, delle sale di attesa per le analisi e i poliambulatori, spesso sovraffollate e invivibili; ancora, erano in programma la ristrutturazione e l’ampliamento del reparto di terapia intensiva e la realizzazione della nuova centrale tecnologica.

Di tutto questo non si è visto nulla. Si doveva poi completare il poliambulatorio di viale della Resistenza: anche su questo buio fitto.ospedale Borgo San Lorenzo

E ora cosa viene fuori? Che è tutto bloccato, così spiega i ritardi il direttore generale dell’Asl 10, perché si sono fatti dei controlli sulla vulnerabilità sismica dell’edificio, e i risultati non sono né chiari né tranquillizzanti. Così, in attesa di nuovi esami, e di una commissione di super-esperti, si è preferito soprassedere.

Si vuol dire che si correva il rischio di realizzare nuove opere su un edificio non conforme alla normativa antisismica? Od è una buona scusa per rinviare ancora –i lavori dovevano essere già finiti- interventi costosi, e viste le difficoltà economiche della sanità toscana si preferisce dirottare altrove le risorse? Perché con tutti questi ritardi il rischio vero è che per molti anni non si faccia più niente, con i fondi assorbiti dalla città o da altre strutture sanitarie nella provincia di Firenze.

Rischio confermato di recente, visto che la Regione ha messo a disposizione dell’ospedale del Mugello, per il 2011, soltanto un milione e mezzo di euro.

 

Morale della favola: non sarà l’ora che i nostri sindaci si diano una mossa, e si facciano sentire con più decisione, cantandole chiare agli enti superiori, circa il mantenimento degli impegni assunti? Sarebbe bene che per una volta si accantonassero convenienze e solidarietà di partito, (e per qualcuno, magari, aspettative di ulteriore carriera politica), per difendere il Mugello e i mugellani.

 

 

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, giugno 2011

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