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UNA PROPOSTA PER L'EX OSPEDALE

A Luco il museo
del Mugello?

Il Mugello è una vallata dal fascino singolare.  E’ un libro che racconta bellezza e non finisce mai di stupire: scorci, panorami, atmosfere, colori si rinnovano continuamente suscitando, in chi li sa osservare, gratitudine nei confronti dell’Autore di tutte le cose. Attualmente questa ricchezza non è adeguatamente valorizzata.

Tanti artisti hanno attinto a questa fonte; tante persone, nelle molteplici attività umane, hanno maturato in questa terra le ragioni del loro ingegno e del loro impegno,

Compagnie, leghe e associazioni d’ogni tipo hanno testimoniato l’indole di queste genti a strutturarsi in aggregazioni dalle più diverse finalità, creando così del prezioso tessuto connettivo che fa di tante individualità un popolo.

Il campanilismo c’è da sempre, ma non è, di per sé, un motivo di regressione;  può essere, invece, un supplemento di passione e di energia a vantaggio di tutta la comunità.

Mi pare che oggi le cose non stiano più così. Un sintomo che evidenza la tendenza allo sfarinamento del sentirsi mugellani e rappresentato da come i comuni considerano il patrimonio artistico: ogni comune il suo “museino”  senza alcuna considerazione d’insieme.  Per vedere tre cose occorre spostarsi quattro volte, perché, spesso,  da qualche parte si trova chiuso per le più varie ragioni. In questo modo – come recentemente abbiamo potuto leggere sui giornali – si è passati dai 43mila visitatori del 2002 ai 28mila nel 2010. Di questi i paganti, comprese le scolaresche, sono poco più della metà. Un vero e proprio disastro organizzativo!

C’è poi un problema di credibilità! Il comune di Vicchio, tanto sollecito nelle sue guerre contro il Crocifisso, certamente non estraneo alla tradizione delle nostre popolazioni, si ostina a non prendere atto che l’indicare come casa di Giotto quella nei pressi della chiesa di Vespignano è un inganno. Lo dice l’architettura del presunto monumento e lo dice, soprattutto, lo splendido studio di Remo Collini “Giotto, nato al Colle nel popolo di S. Cassiano in Padule”, pubblicato nel giugno del 2008. Questo “intestardirsi”, non mina soltanto la credibilità culturale di quel comune ma, considerata la fama del personaggio in causa, anche quella dell’intera comunità mugellana.

Che fare. Intanto mettere le cose a posto secondo verità. Poi occuparsi anche della fruizione da parte dei visitatori del nostro paesaggio, attraverso la creazione di punti di osservazione nei luoghi più significativi, sfruttando in questo quadro anche le non piccole potenzialità gastronomiche del nostro territorio.

Ovviamente ci sono specificità che, considerata la loro natura, penso per esempio a Casa d’Erci o al museo della pietra serena, non possono avere che la loro collocazione attuale. Ma tutto quello che è raggruppabile senza snaturarne il senso, opere pittoriche, sculture, oggetti d’arte ecc. potrebbe essere raggruppato in un unico museo che ne possa permettere la costante fruizione e in condizioni di sicurezza. A mio parere la struttura con le caratteristiche necessarie per questa funzione c’è ed è l’ex ospedale di Luco. Struttura che potrebbe essere attrezzata anche per la convegnistica in modo di ammortizzare il più possibile le spese di mantenimento e di gestione. Inoltre i comuni mugellani potrebbero insieme reclamare  quelle opere, attinenti alla nostra vallata, che attualmente non trovano possibilità di esposizione nei musei fiorentini. Appare evidente che senza sistemi di conservazione e di sicurezza adeguati, questa operazione non potrà mai essere possibile. Com’è altrettanto difficile concepire che queste garanzie possano essere date da uno “spezzatino” museale come l’attuale.

Certo, per operare in questa direzione ci vuole coraggio e larghezza di vedute. Ma certamente sarebbe un dimostrare che dalle nostre parti si sa pensare in grande,  nella consapevolezza che, quelli che ora possono sembrare sacrifici, poi si trasformeranno in  investimenti nell’interesse di tutti. E difficile, ma sarebbe ridare alla politica il significato che le spetta!

Giampiero Giampieri

 

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, maggio 2011

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