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Copertina Gennaio 2010La copertina del
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GLI ARTICOLI

Riflessione su di una vignetta

 

Talvolta le vignette possono essere rivelatrici di una tragica situazione familiare. Esagerando,  portando all’estremo per strappare una risata e tuttavia colpendo nel segno.

Su di una Settimana Enigmistica tempo fa è apparsa una vignetta che raffigura una ragazza sola in una stanza, accanto ad un tavolo disadorno con sopra soltanto una tazza e, come unica compagnia ,ai suoi piedi un gatto che le somiglia.

La ragazza tiene un cellulare all’orecchio.

La frase sotto dice: Ciao, qui è papà. Se vuoi un parere, premi uno. Se vuoi dei soldi, premi due. Se vuoi che venga, premi tre.

L’intento dell’autore era quello di creare una barzelletta all’insegna del “buon umore” ma in realtà questa si è trasformata in una battuta amara, di quelle che fanno male ma fanno anche riflettere, perché in essa si possono trovare tre simboli.

L’unica tazza è il simbolo della solitudine della ragazza.

Il gatto è il simbolo del suo bisogno di un affetto che non riceve dagli essere umani.

Il cellulare è il simbolo dell’unico mezzo che le rimane per comunicare.

Le offerte che le arrivano da suo padre attraverso questo mezzo sono meccaniche e trasmettono il gelo che riceviamo ogni volta che al telefono cerchiamo una persona e troviamo invece una asettica voce registrata.

Un parere? Dei soldi?

Difficile che serva un parere che arriva da un mondo lontano.

I soldi sembrano essere oggi l’unica cosa che conta : richiesti sempre più avidamente e dati spesso per sostituire un vuoto: attenzione a questa trappola che sembra risolvere e in realtà impoverisce.

 

Cara ragazzina, sola col tuo gatto, io spero che tu prema il tasto numero tre e tu faccia venire il tuo papà. Perché è soltanto parlandovi a cuore aperto, dicendo ognuno i propri bisogni, i problemi, ma anche le speranze ed i sogni, che sarà possibile raggiungere la liberazione che nasce da una comunicazione sincera.

Penso che quando lo farai, tirerai insieme un sospirone perché senti che non è giusto che, per fare arrivare un padre- o una madre- sia necessario ricorrere ad un telefonino.

Assenza, mancanza di dialogo, indifferenza…

Questa vignetta scopre molti mali che tormentano oggi tante famiglie ed è solo aprendosi alla comprensione del disagio che fa soffrire e facendo quel primo passo verso gli altri che costa tanto, che si potrà tentare di curare la malattia che sta minando la salute della Famiglia.

Non a caso appaiono i Centri di Aiuto familiare…


Nicoletta Martiri Lapi


 

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, gennaio 2011