20 anni di Filo
Non
ci avremmo scommesso neppure noi... Quando venti anni fa, nel novembre
1987, cominciammo a pubblicare questo piccolo periodico mugellano, nato
sotto l’ombra del campanile della Pieve di Borgo San Lorenzo, non
pensavamo certo di andare così avanti nel tempo.
Per andare avanti, del resto, c’è bisogno di uno
scopo, o meglio, di un senso. Vuol dire dunque che “
Non abbiamo pubblicato venti anni di “Filo” tanto per fare, né per ingannare il tempo, né tantomeno per guadagnare. Per quanto riguarda il tempo, sicuramente, e specialmente con l’andare degli anni, non sarebbero mancate le occasioni per dire “non abbiamo più tempo”. Quanto al guadagno, quella del “Filo”, e ne siamo contenti, è un’esperienza di volontariato puro: non c’è nessuno remunerato e la gratuità dell’impegno è alla base di tutto.
Ma questo è contorno. Quel che, festeggiando il traguardo dei nostri primi venti anni (!!!), ci preme rimarcare è che riteniamo, in tutta umiltà, di aver dato un piccolo contributo alla nostra comunità.
In venti anni, con oltre 200 fascicoli e migliaia
di pagine, articoli, immagini,
Quando ci si trova di fronte a chiusure e intolleranze del genere certo si può rimanere delusi e interdetti. Ma vogliamo continuare a credere che esprimere liberamente le proprie opinioni, esercitare il diritto di critica, mettere in comune pensieri e valutazioni, è un servizio che si rende alla società intera, anche a coloro che non sono d’accordo. Lungi da noi pensare di avere la verità in tasca. Ma di una cosa siamo convinti: che solo dal dialogo rispettoso, dall’ascolto reciproco e dal reciproco comunicare ciò che si crede e ciò che si pensa, nasce una comunità migliore. E se non si crede e non si pensa niente, o non lo si esprime per paura di urtare i suscettibili e i preconcetti, oppure ci si autocensura per logiche di schieramento o di convenienza, siamo tutti più poveri, lontani l’uno dall’altro.
Invece c’è bisogno di comunicare, di rapportarci, di intessere legami, di collaborare. In queste pagine, ed anche nelle iniziative culturali e di solidarietà che negli anni abbiamo cercato di proporre e di promuovere, ci ha sempre mosso l’ottica di operare in una logica di proposta positiva. Senza nascondere la nostra origine –siamo convinti che l’ispirazione e il messaggio cristiano abbiano molto di buono da offrire a una società come la nostra sempre più sazia e disperata-, e fortemente convinti che il rischio, per la convivenza umana, non viene, solitamente, da coloro che credono in qualcosa (naturalmente entro un orizzonte basato sul rispetto assoluto per l’altro), ma da quelli che non credono più in nulla.
Fare “
il filo
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, novembre 2007

