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Politica locale

Se il Governo rottama la CM Mugello

Comunità Montana addio?

L’impeto moralizzatore contro gli eccessivi costi della politica sta per fare una prima vittima, anche in Mugello. Potrebbero infatti scomparire le due comunità montane della zona, quella del Mugello e quella della Montagna Fiorentina. Perché il criterio fissato dal governo, in un recente disegno di legge, non lascia scampo.  Per far parte di una comunità montana un comune dovrà avere almeno l’80% del territorio al di sopra dei 600 metri di quota, o soltanto il 50% ma con un dislivello minimo nel territorio comunale di almeno 600 metri. Dalle nostre parti solo Firenzuola e Palazzuolo potranno far parte della Comunità montana (neppur Marradi), e in Val di Sieve solo Londa e San Godenzo.

Niente il Governo dice su chi gestirà le funzioni delle comunità montane destinate a sparire, niente sui tempi e le modalità. Un confuso ginepraio che fa presumere che passerà ancora del tempo per avere una decisione definitiva.

Ma tanto è bastato per far arrabbiare di brutto gli amministratori locali. Che criticano aspramente il “loro” governo. “E’ l’ennesima sparata nel mucchio”, dice il sindaco di Firenzuola Claudio Corbatti (Margherita); “Si è voluto fare di ogni erba un fascio”, dice Mario Lastrucci (ds), vicepresidente della Comunità montana del Mugello. E il presidente Stefano Tagliaferri (Margherita) parla di “scenario assurdo”: “Mi indigna il fatto che in questo disegno governativo non si faccia parola sulle funzioni di questo ente. Non lo dico per mantenere il mio posto: se si dimostra che altri enti sono in grado di garantire le funzioni che oggi noi svolgiamo va tutto bene. Il problema vero è che questa scelta del governo dà seguito alla demagogia mediatica: basta sparare sul pianista per mettere a posto tutto il saloon”.

Ma l’annunciata rottamazione delle comunità montane costringe a fare un esame e un bilancio delle loro attività e delle loro funzioni. E dall’opposizione arrivano critiche: “Premesso –dice Angelo Farolfi (Udc), capogruppo della Casa delle Libertà n Comunità Montana Mugello- che un governo che affida al metro scelte di riordino e riduzione delle comunità montane fa un po’ ridere e dimostra di non conoscere il Paese, visto che 600 metri non sono gli stessi sugli Appennini e sulle Alpi- interrogarsi sul ruolo delle comunità montane è più che giusto. Può essere un ente utile se è intesa come associazione volontaria dei comuni montani che sentono l’esigenza di gestire insieme alcuni servizi. La nostra invece è un ente politico, per gestire fondi spesso usati per autoalimentarsi, e dove l’esigenza di fornire servizi ai comuni, soprattutto montani, diventa secondaria. Ne è chiaro esempio la divisione tra Comunità Montana del Mugello e della Val di Sieve: una scelta fatta non per meglio affrontare i problemi delle nostre zone, ma per logiche politiche, per creare nuovi posti da spartire tra i partiti, nuovi presidenti, nuovi assessori.”

Anche nelle fila del centrosinistra non si nascondono i limiti delle comunità montane: “E’ giusto –dice il sindaco barberinese Gian Piero Luchi (ds)- discutere il loro ruolo. Ed è necessario semplificare, ovvero focalizzare l’azione su poche cose su politiche veramente intercomunali. Questioni relative all’ambiente e al territorio si affrontano meglio tutti insieme, ma di altri settori, penso alla cultura o all’istruzione, la comunità montana potrebbe evitare di occuparsi. Risparmiando il relativo assessore. Anzi, per quanto riguarda la giunta, si potrebbe tornare alla giunta con sindaci o loro delegati”.

Risparmiando così le indennità mensili che per i sei assessori (aumentati qualche tempo fa, prima erano quattro) ammontano ad oltre 1500 euro mensili per ciascuno, oltre ai rimborsi spese (mentre l’indennità del presidente è di 3500 euro mensili).

Luchi lo ribadisce: “E’ assurdo far dipendere l’esistenza della comunità montana dal requisito dell’altitudine. Ma chiarire le funzioni e semplificare può servire a meglio far capire il ruolo di questo ente, ruolo che dalla gente non è conosciuto, e per questo neppure apprezzato”.

“Operazioni del genere –aggiunge il vicepresidente Mario Lastrucci- fatte nel solo nome del risparmio- sono buffonate, una ferita alla democrazia. Mi riferisco in particolare al taglio dei consiglieri, in particolare dei consiglieri comunali. E’ offensivo: si tratta di gente che fa le 3 di notte per i consigli, partecipa a preconsigli e riunioni: è come chi fa volontariato alla Misericordia. Sono questi i costi della politica? Anche la nostra assemblea della Comunità montana costerà in gettoni 1000 euro l’anno. Mi dispiace dirlo, ma il governo ha dato una risposta approssimativa e populista. Sprechi e privilegi assurdi ci sono, ma sono altrove”.

“Se la Comunità montana non ci fosse –chiede il sindaco di Firenzuola Corbatti- chi farebbe i suoi compiti? Forestazione, piani di sviluppo, gestioni associate, destinazione dei fondi. Qualche altro ente queste cose dovrebbe farle. Certo la conduzione di questo ente sarebbe opportuno rivederla, dando un ruolo diretto ai sindaci. Il fatto che sia un altro ente, di secondo grado, con una sua giunta, una sua autonoma struttura politica può essere una cosa da rivedere”.

Paolo Guidotti

 

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, agosto 2007

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