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GIOVANI MUGELLANI A ROMA DAL PAPA
"Giornate che cambiano la vita"
FRANCESCO Cosa mi hanno lasciato le giornate di Roma? La cosa più bella, mi hanno fatto conoscere Dio. Non mi era mai capitato, ma dopo quei tre giorni davvero me lo sento vicino, me lo sento accanto, me lo sento dentro. E' una cosa stupenda, ed è la cosa che vorrei regalare agli altri, tornato da Roma. Perché dentro questa esperienza mi ha lasciato tanta gioia, che vorrei comunicare agli altri, anche a coloro che hanno pregiudizi sulla Chiesa. Queste cinque giornate davvero mi hanno fatto crescere, crescere come due anni di vita: è stato un momento che mi ha riempito. Mi sentivo vuoto, ora mi sento dentro pieno di gioia. Sono tornato cambiato. E contento. La cosa che riporto da Roma è l'entusiasmo. Un entusiasmo che scaturisce prima di tutto dall'aver potuto incontrare persone davvero da tutto il mondo: veramente non mancava nessuno. Questo contatto con tutti i popoli del mondo è stata cosa molto bella e mi ha entusiasmato molto. Poi l'entusiasmo di poter condividere questa unica fede, l'esperienza cristiana e lo stesso messaggio che il Papa ci ha dato: ricordo quelle parole "Voi siete le sentinelle del mattino": questa missione affidataci, questo vederci come elementi importanti per la Chiesa tutta, mi ha messo dentro una grande gioia.E poi un'altra cosa: questa esperienza è una forte spinta all'impegno: noi vi abbiamo partecipato dopo una specifica preparazione fatta nel gruppo del post-cresima. Ecco, ora ci è venuta una spinta importantissima a partecipare a questi momenti di formazione nelle nostre realtà.
Credo sia importante trasmettere agli altri anche le sensazioni. Non è facile comunicare le migliaia di emozioni che ho dentro. Ma è necessario, ed è bello, comunicare la realtà di questo straordinario incontro anche a persone più scettiche, che magari preferiscono la tranquillità di una vacanza, senza pensieri, e far loro capire che in situazioni del genere ci si può sentire davvero bene, sentirci "importanti", vivi, essendo parte attiva di una manifestazione "importante" e "viva".E tornato a casa mi sono sentito più ricco: questa esperienza mi ha lasciato nel cuore una gioia, che non credo si esaurirà facilmente. Mi sento dentro il desiderio di fare il bene, e ho capito che nel mio piccolo, nella mia realtà posso dare qualcosa di positivo.
PIETRO Questa esperienza mi ha insegnato a considerare le persone in maniera diversa: poter essere entrati in contatto con persone di tutto il mondo, ha risvegliato in me il senso dell'amicizia verso gli altri. Capita di guardare gli altri di sfuggita, da lontano: ecco, l'esperienza della Giornata mondiale dei giovani mi ha fatto sentire che ognuno è importante, è vicino, è amico dell'altro.
SILVIA Io negli ultimi anni sono
stata abbastanza esterna alla Chiesa, e da qualche tempo mi ero defilata.
Sono partita per Roma con scarsa convinzione, così. Sono tornata avendo
toccato con mano un pochino di fede. Alla partenza per me molte cose erano
astratte: la Cresima, lo Spirito Santo che non sapevo se era arrivato o
no. Da quei giorni romani una cosa posso dire: io lì ho toccato con mano
la fede. DON ALDO
ALICE E' stata un'esperienza bellissima. E se dovessi regalare qualche segno particolarmente bello di quelle giornate, nel pacco dono metterei la candela della veglia, perché lì dentro c'è tutto, e poi anche la catechesi del card. Tonini, perché lui è stato veramente fantastico, e ha detto cose che hanno toccato tutti. Certo, sento anche la responsabilità che viene da questa esperienza. Anche come animatori senti la necessità di portare questo messaggio ai giovani, e non è facile, perché spesso i nostri coetanei non riescono ad aprire gli orizzonti a queste cose, non le capiscono, e ti prendono in giro. Ma vale la pena provarci lo stesso. LUIGI
CLAUDIO A me, in particolare, sono rimaste nel cuore due cose: la Messa allo Stadio Olimpico, vedere così tante persone, nella curva dello stadio, per la Messa, è stato bellissimo. E poi la domenica mattina, a Tor Vergata, quando mi sono svegliato alle 5 e mezzo: era l'alba, ancora poca luce, mi sono alzato in piedi e ho fatto un giro, a 360 gradi, e vedere all'infinito tante testoline, di tanti colori, mi ha dato una sensazione di gioia inesprimibile. FILIPPO Eravamo tantissimi, ma è paradossale: queste giornate hanno la caratteristica, importante, di consentirti un'esperienza profondamente personale. Per questo credo che ci sia bisogno anche di questi eventi, di questi momenti speciali: sono occasioni particolari che ti toccano dentro. |
| il filo, Idee e notizie dal Mugello, settembre 2000 |


Quello
del Mugello, alle giornate mondiali dei giovani a Roma, era il gruppo più
numeroso della Diocesi di Firenze: sono partiti in 128 nonostante la
mancata partecipazione di alcune parrocchie importanti-: 60 erano della
parrocchia di Borgo San Lorenzo, 12 venivano da Fagna e 8 da Sant'Agata,
25 da Scarperia, 3 da San Piero e 20 da Galliano. Borgo San Lorenzo poi ha
ospitato 130 giovani francesi diretti a Roma, francesi della diocesi di
Valence, 75 dei quali hanno alloggiato in famiglie borghigiane, mentre gli
altri sono stati ospitati nella casa della parrocchia a Figliano:
un'esperienza questa, a detta delle famiglie che hanno aperto le loro
porte, molto bella e arricchente, perché sottolinea don Aldo Menichetti,
che ha coordinato l'"operazione GMG" in Mugello,- "ha
aiutato i nostri ragazzi ad aaprire gli orizzonti, e del resto, si sa, chi
accoglie riceve". A un gruppo di giovani borghigiani, di ritorno
dalle giornate romane abbiamo chiesto di raccontare la loro esperienza: lo
hanno fatto intorno a un tavolo, e "Il filo", con l'aiuto di un
registratore, propone qui le loro testimonianze.
Ho
avuto una gioia immensa, quando ho visto il Papa mi sono messa a piangere,
proprio io che di solito non mi faccio toccare da nulla. Dopo quella corsa
all'impazzata che ho fatto, piangendo, per vederlo, mi sono detta:
"Ma sono proprio io?!" E quando sono tornata a casa mi sono
sentita più capace di amare, di provare meno gelosia, e questa cosa che
ho dentro e che prima non avevo, mi si ripercuote positivamente nei
rapporti con gli altri. Posso parlare di "illuminazione"? Non
voglio dire di essere stata miracolata. Ma certo quest'esperienza mi ha
trasmesso una straordinaria gioia di vivere, una cosa che uno cerca da
tante parti e poi in fondo trova in una realtà, che è la Chiesa, per la
quale molti hanno preconcetti e prendono in giro, e questo spesso fa
allontanare i giovani. Invece questa è stata l'unica cosa che mi ha dato
gioia. Davvero penso che sia stata la vacanza più bella che abbia mai
fatto.
Io
ho confessato tantissimi giovani: e un 70-80% di loro mi diceva: "Io
ero partito per fare una vacanza... e invece mi sto accorgendo che è
diverso. Che c'è un clima particolare, una cosa bella. Ero partito con il
piede sbagliato ed invece è tutta un'altra cosa. Non avrei pensato, sono
felice".Sinceramente, non ce la farei a partecipare a tutte le
giornate: stare nel fitto, fare code lunghissime non lo sopporto. Quella
coda di due ore per prendere la metropolitana mi ha tolto 50 anni di vita.
Però sono convinto che per una volta nella vita, sia un'esperienza da
provare. Perché sicuramente qualche cosa cambia, apre gli orizzonti. E
poi è un segno per chi partecipa, ma anche per gli altri: penso a quelle
fiumane di giovani, anche a Parigi, e la gente che ci guardava dalle
finestre, e qualcuno pensa: "Ma son tutti bischeri... cavolo..., ma
ce ne son tanti bischeri... Non sarò mica bischero io che non ci credo,
non condivido". Certo la fede non è legata solo a queste giornate, i
fuochi d'artificio finiscono. E qui è importante il lavoro di
preparazione, che nel nostro gruppo abbiamo fatto seriamente.
Io
e Letizia, mia moglie, ci siamo conosciuti proprio sette anni fa a una
giornata mondiale dei giovani, a Denver. E il fatto di tornarci nuovamente
appena sposati mi dà il senso di come la Chiesa sia madre, nel senso che
segue la tua vita: tante esperienze della tua vita si svolgono, che tu lo
voglia o no, nell'ambito di questa Chiesa. Ed anche il Papa, nella sua
figura, ti personifica questa presenza costante della Chiesa, una presenza
personale, che si rivolge a te, ti chiama per nome, ti prende
personalmente e ti accompagna nelle esperienze della vita.