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INTITOLATA UNA VIA
A MONS. GIULIANO AGRESTI, VESCOVO DI LUCCA

Mons. Giuliano AgrestiBarberino ricorda
mons. Agresti

Sabato 19 giugno scorso Barberino di Mugello ha ricordato un suo figlio illustre, intitolandogli una via del capoluogo: Mons. Giuliano Agresti, scomparso nove anni fa, Arcivescovo di Lucca. Alla cerimonia di intitolazione della strada, ubicata nella zona della scuola media, hanno partecipato l'Arcivescovo di Firenze Card. Silvano Piovanelli, il presidente del Consiglio Regionale Angelo Passaleva e il sindaco di Barberino Gian Piero Luchi.

Pubblichiamo qui un ricordo di Mons. Agresti che ci ha inviato Giordano Gera, il consigliere barberinese il quale già un paio d'anni fa avanzò la proposta di intitolare una via all'illustre concittadino.

 

Monsignor Giuliano Agresti è nato a Barberino di Mugello il 14 agosto 1921 ed è deceduto a Lucca il 18 settembre 1990. Suo padre era artigiano, aveva una bottega in via Dante di fronte alla canonica della chiesa di San Silvestro. Anche io, come Giuliano, sono nato a Barberino e, come lui, figlio di artigiani.

Insieme abbiamo frequentato l'asilo delle Suore Serve di Maria SS. Addolorata, struttura accanto al Palazzo Pretorio, detto palazzo della cavolaia, nella piazza principale del paese. Ricordo che, a quel tempo, madre superiora del convento era suor Giovannina. Insieme abbiamo frequentato anche le scuole elementari nella struttura di via Trento, dove attualmente ha sede l'ufficio tecnico del Comune; eravamo compagni di banco.

Dopo aver superato la terza elementare, eravamo soliti trascorrere il tempo libero nei locali della canonica annessa alla chiesa di San Silvestro -pievano era don Giuseppe Focacci-: in questi locali vi era un piccolo teatro parrocchiale, dove frequentemente si allestivano degli spettacoli affidati alla direzione del priore di Sant'Andrea, don Leonardo Guglielmi.

Gli amici di Giuliano e anche miei, che frequentavano la parrocchia erano Ugo Gucci, Marcello Aiazzi, Marcello Nutini, Renzo Pulidori, Ugo Pulidori, Giuliano Catani, Antonio Baroni, Mario Pieraccini, Mario Poli, Francesco Fava, Duilio Agresti, Rolando Mensi e l'immancabile Urbano Poli e altri che non ricordo ed ai quali chiedo scusa.

Eravamo impegnati inoltre in altre attività, come servire la Santa Messa, la preparazione dei simboli della via Crucis per la processione del Venerdì Santo, della quale era responsabile Urbano Poli; questi simboli consistevano in cassette di legno a forma rettangolare, ricoperti di carta-pecora trasparente con all'interno una candela per illuminare la figura rappresentata. Altro importante impegno era quello di attivarsi per la raccolta dei fiori per la fiorita della processione del Corpus Domini. Suonare le campane in aiuto ad Angiolino Frascati era uno dei nostri passatempi quotidiani.

Dopo essere stato ordinato sacerdote, io e Giuliano ci siamo incontrati spesso e come sempre l'argomento principe ruotava sugli anni della nostra adolescenza, senza mai dimenticare di parlare del nostro Barberino e della sua gente.

Nominato vescovo di Spoleto, uno dei suoi primi atti è stato quello di venire a Barberino, dove ufficialmente è stato ricevuto dal sindaco Rolando Mensi, il quale ha rivolto al vescovo Giuliano i saluti suoi e dell'Amministrazione Comunale. Rispondendo alle parole del sindaco il vescovo Giuliano ha ringraziato, facendo dono all'Amministrazione di un volume del Catechismo olandese, dono ricambiato dal sindaco con una ceramica, appositamente preparata, raffigurante l'effige dell'uomo con la barba, simbolo del comune di Barberino. Al termine di questa semplice ma significativa cerimonia io e Giuliano ci siamo salutati con un forte abbraccio da vecchi amici e con gli occhi lucidi ci siamo fissati alcuni istanti senza dire una parola.Mons. Agresti inaugura il circolo MCL di Barberino

Dopo la nomina ad arcivescovo di Lucca, ci siamo incontrati diverse volte, sia in forma pubblica che privata.

Parlare del Giuliano giovane, del suo carattere, delle sue qualità, credo non sia cosa facile, ma posso dire che Giuliano era un vero amico di tutti, volenteroso, diligente, bravo e a volte caparbio.

Io penso che già allora egli intuisse cosa avrebbe fatto da "grande".

Giordano Gera

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, giugno 1999
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