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La copertina di questo mese
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AVVENIMENTI DI AUTUNNO SUL FILO DELLA STORIA

Quando i fiumi straripano...

La Sieve in piena. Foto di Marco CorsiMolte volte la Sieve ed i suoi indisciplinati compari, ossia i torrenti delle Cale e di Bosso, sono stati i protagonisti di giorni difficili per il Mugello e in particolare per Borgo San Lorenzo.

Si ricorda l'inondazione del 13 Settembre 1807, tanto devastante che ancora dopo quattro mesi gli abitanti reclamavano contro "lo stato impraticabile" dello Stradone.

La Sieve. Foto di Mario CalzolaiE famosa è rimasta quella tremenda del 3 Novembre 1844 che vide gli abitanti rifugiarsi sui tetti delle case e che i Signori della Comunità definirono "straordinarissima inondazione di che non esisteva memoria". Fu proprio in seguito a questa che il Comune implorò dall'Imperial Regio Governo "che si degni venire in soccorso della Comunità Loro nella spesa che potrà occorrere nella deviazione necessarissima delle acque del torrente Cale."

Ma le pazzie del fiume continuarono anche dopo e se ne ricorda una in particolare che avvenne il 31 Ottobre 1851.

La Sieve. Foto di Mario CalzolaiIn quel giorno, nelle prime ore del pomeriggio, la Sieve ruppe gli argini e inondò Sagginale e Borgo nella zona "a Sieve". I danni maggiori furono nella Chiesa del SS. Crocifisso e nelle stanze annesse che, per l'appunto, ospitavano da poco la scuola per le bambine povere fondata proprio in quell'anno da un nuovo gruppo di suore maestre, le Stimmatine. Le suore - già a disagio per un'accoglienza piuttosto ostile - si trovarono così a dover fronteggiare anche l'inattesa alluvione, rassegnandosi a far lezione sul prato.

La Sieve. Foto di Mario CalzolaiQuando capitano simili sciagure, occorre pensare ai più colpiti che, guarda caso , sono sempre i poveri.

Dalle Deliberazioni della Comunità del Borgo San Lorenzo si viene a sapere che "viene distribuito pane (più di una libbra a testa) ai miserabili e agli abitanti del villaggio di Sagginale" e che "delle famiglie che stanno nella contrada di Sieve" vengono ospitate in "alcune stanze del Casamento Maganzi" e "provviste di paglia, fuoco e lume". Il Comune inoltre è costretto a comprare di corsa pale e granate per "ammontare nel mezzo di strada la mota depositata dalle acque e anche una lanterna da accendere alla cantonata del sig. L. Benvenuti", dove il fondo stradale è rimasto rovinato dall'acqua.

A volte basta una parola per accenderti dentro mille pensieri.

In questo caso, per me è stata la parola "paglia".

Il torrente Le Cale a Borgo San Lorenzo. Foto di Andrea LapiE sono entrata in un freddo, umido ottobre di centocinquant'anni fa, con soltanto la tenue luce di una candela o di una lanterna e un letto di paglia su cui buttarsi, vinti dalla stanchezza e dallo sconforto.

Ci pensate? Niente luce elettrica, né termosifoni , né lavatrici... e neppure la speranza di vincere alla lotteria e uscire così dal destino che ti condanna ad essere povero per tutta la vita.

Così ho pensato alle case malsane, al cibo scarso ed al lavoro massacrante: tre cause che sono state l'origine di tante malattie che la povera gente ha sopportato perché non aveva il tempo né i soldi necessari per curarsi. E la signora con la falce mieteva in maggioranza i bambini .

Altri tempi, si dice. Oggi i loro nipoti hanno un bel materasso ed una soffice trapunta (purtroppo, a volte, ci vuole anche il sonnifero per addormentarsi) al posto della paglia ed i bisnipoti hanno in mano un biscotto al cioccolato al posto del cantuccio di pane. Meno male. E' giusto così, dopo tante tribolazioni.

Ma la catena continua. Ancora oggi ci sono persone che vivono in case umide, hanno la luce "tagliata" perché non ce la fanno a pagare la bolletta e non si curano perché, dovendo scegliere tra mangiare e comprare le medicine fanno a meno di quest'ultime.

Sì, ci sono queste persone anche se siamo nel Duemila e, anche se sembra impossibile, vivono qui, tra noi e non soltanto nelle baracche delle metropoli del mondo.

Nicoletta Martiri Lapi

il filo, Idee e notizie dal Mugello, novembre 2000
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