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La copertina di questo mese
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INTITOLATA UNA PIAZZA AL PROF. ALPIGINI

Borgo ricorda il suo professore  

contributi di Riccardo Bartolini, Adriano Gasparrini, Luca Lapi

Borgo San Lorenzo, 26 ottobre 2003. La cerimonia di intitolazione della piazza a Giuseppe AlpiginiDopo Giuseppe Poggiali, al quale è stata intitolato un largo, ora Borgo San Lorenzo ha ricordato un altro suo illustre figlio, intitolando una piazza al prof. Giuseppe Alpigini (1918-1998), nel largo antistante la stazione ferroviaria, finora viale della Repubblica, proprio a poche decine di metri dalla sua abitazione.

E la scelta del Comune è ben comprensibile, visto quanto ha dato il prof. Alpigini al paese nel quale ha vissuto tanti anni, in molteplici settori: sociale e politico, artistico e culturale, ma soprattutto un impegno umano e cristiano, com’era nel suo stile di vita.

Docente all’Istituto Salesiano, funzionario della Cassa Mutua Artigiani, stimato consigliere comunale della Democrazia Cristiana a Borgo San Lorenzo, dirigente, consigliere e socio di numerose associazioni, Provveditore della Misericordia, si ricorda il prof. Alpigini per il suo strenuo impegno per il ripristino della ferrovia Faentina –purtroppo morendo nel 1998 non gioì del felice epilogo, quando nel 1999 la linea fu solennemente inaugurata-, e ancor più per il suo meticoloso lavoro di ricercatore e studioso, che ora è andato ad arricchire ed impreziosire la biblioteca comunale borghigiana. E sembra ieri quando l’8 dicembre 1996, festività dell’Immacolata, ricorrenza al prof tanto cara, con una semplice cerimonia consegnò al Comune la sua imponente raccolta.

Già tempo fa lo notammo: c’è una positiva inversione di tendenza nella nuova toponomastica: finalmente, lasciati da parte personaggi che non sapevano nemmeno dove fosse ubicata la nostra cittadina, si ricorda coloro che in tanti campi e settori hanno nobilitato la nostra terra. E Alpigini era sicuramente tra questi.

A.G.


Giuseppe Alpigini, come lo ricordo io

Il prof. Giuseppe Alpigini nella sua casa colma di libriHo partecipato anch’io, assieme ad altri concittadini (che, per la verità, avrebbero dovuto essere molti di più...) alle cerimonie per intitolare la piazza antistante la stazione ferroviaria di Borgo San Lorenzo a Giuseppe Alpigini. E vi ho preso parte con una specie di groppo alla gola, perché ricordando “il professore” son tornato indietro nel tempo, fino agli anni –ahimè quanto lontani!- della mia adolescenza.

Alpigini era, infatti, il mio insegnante di Italiano, Latino e Storia (maiuscolo, come si scriveva allora!) negli anni in cui frequentavo la scuola media all’Istituto Salesiano. Lo ricordo ancora come un insegnante severo e quasi burbero, ma che sapeva anche trovare il modo per diventare il trascinatore dei suoi allievi. Io che non sono mai stato un grande appassionato di calcio, mi sentii coinvolto come non mai quando il prof. Alpigini ebbe l’idea di metter su una squadra per un torneo interno all’Istituto. Naturalmente questa squadra si chiamò “La Beppa”! Si pensi che lui stesso giocava in questa formazione, col ruolo di portiere, scatenando l’entusiasmo dei suoi ragazzi... che così si impegnavano più volentieri nello studio.

Ricordo ancora che, all’esame di terza media, nella versione dall’italiano in latino, mi lasciai prendere dalla sbadataggine, e affidandomi all’orecchio, tradussi le parole “Dario re dei Persiani” con un bellissimo latino maccheronico “Darius rex Persianorum” (anziché il corretto “Persarum”). La sera stessa il professore suonò il campanello di casa mia e... mi disse le sue! Per qualche giorno tremai, pensando che mi avrebbe bocciato... Ma poi, visto che l’errore era stato solo quello, la cosa andò a buon fine!

Negli anni successivi trovai in Alpigini un validissimo aiuto per i miei studi superiori, e –debbo dire- anche un punto di riferimento importante per la mia maturazione civica. Era sempre rimasto in me quel certo senso di soggezione, dato che era stato il mio insegnante, anche se ora frequentavo spesso la sua casa ed avevo in prestito alcuni dei suoi preziosi libri. Anche quando divenni e a mia volta insegnante, continuai a profittare ampiamente della disponibilità e dell’aiuto del professore.

E poi mi ritrovai a collaborare con lui nel comune impegno della Misericordia (dove egli dette un valido esempio di cosa si intenda per “servizio al prossimo”): fu proprio lì che la nostra divenne “amicizia a tutto campo”, proseguita poi anche nelle gite della “Non solo giovani”, nelle quali “Beppe” si rivelava un compagno veramente simpatico, e prezioso per le tante notizie che sapeva fornire sulle località visitate insieme.

L’ultima attività svolta con lui fu la preparazione del libro “Centocinquant’anni... e la storia continua”, pubblicato in occasione del 150° di fondazione della Misericordia di Borgo San Lorenzo. Era già in condizioni di salute precarie, tuttavia debbo dire che affrontò il lavoro di coordinamento, di ricerca di documenti, di revisione dei testi, con un entusiasmo e un impegno che furono di esempio e di stimolo per tutti coloro che lavorarono a quel progetto.

Ecco: tutte queste cose ho rivissuto nei due giorni dedicati al suo ricordo; e quando –sul piazzale della stazione di Borgo- è stata scoperta la lapide che ricorda il nome di Giuseppe Alpigini –nome che d’ora in poi resta alla piazza stessa- mi è sembrato di sentirlo, ancora presente in mezzo ai suoi amici, ai suoi collaboratori, ai suoi ex-allievi, quasi come a dir loro: “Coraggio e avanti, anche nelle asperità della vita, lottare sempre fino al traguardo!” Grazie, professore!

Riccardo Bartolini


L'impegno di una vita per la cultura  

Penso che oggi vi aspettiate da me qualche parola su Giuseppe Alpigini operatore culturale. Lo faccio volentieri perché sono convinto che insieme all'impegno politico e sociale egli abbia sempre avuto un grandissimo interesse per la cultura, soprattutto per la trasmissione della cultura.  Non è un caso che ogni iniziativa in questo settore presa a Borgo San Lorenzo lo veda partecipe e molto spesso promotore:  nelle scuole elementari e medie la sua presenza è continua, a fianco degli insegnanti,  come guida e sostegno all'attività didattica, su tematiche che non di rado precorrono i tempi (come quella dell'ecologia).  Nel maggio del 1979, per esempio, è l'ideatore e l'organizzatore della mostra "Il giornale e la stampa" tenuta dal Centro Pedagogico di Lettura nella scuola elementare. Nel 1977 Radio Libera M.F.M. gli affida la trasmissione "Invito alla lettura", che va in onda ogni martedì pomeriggio. È accompagnatore instancabile nelle visite delle principali città d'arte italiane, proposte dalla cooperativa "Idee e Vita" e dalla biblioteca comunale. Le gite sono di regola precedute da conferenze di approfondimento, assai apprezzate per la sua brillante capacità divulgativa.

Per diversi anni tiene nel Palazzo del Podestà un ciclo di letture dantesche e fa parte attivamente del comitato di gestione della biblioteca comunale, con i suoi consigli e la sua competente collaborazione.

Ma l'interesse per il mondo della cultura è ben lungi dall'esaurirsi in queste attività. La sua grande passione è rivolta ai libri, una passione divorante e totale, coltivata sin dai primi anni del dopoguerra quando, come mi disse un giorno in vena di autoironia, venne inesorabilmente colto dal "morbo da carta ingiallita". Non solo si mette a leggere e collezionare libri ma anche giornali e riviste, tutta la stampa che acquista o di cui in qualche modo viene in possesso.

La molla non è il puro collezionismo ma l'intento didattico, ragion per cui ogni testo o articolo raccolto deve essere rigorosamente catalogato. Con l'aiuto degli amici fiorentini (tra cui Piero Bargellini) e del distributore borghigiano Alvaro Mattioli (che lo rifornisce delle rese stampa) nasce così un fondo documentario che nel corso degli anni lievita in continuazione invadendo la casa e la cantina. Solo il bagno e la cucina vengono risparmiati, il resto delle stanze viene pian piano foderato di scaffalature con libri, schedari, riviste e giornali che attendono di essere letti, schedati e imbustati. Poi quando gli spazi non bastano vengono in aiuto depositi esterni come l'ex oratorio dei Salesiani.

Beppe ci perdonerà se ci siamo permessi di scherzare riproducendo sul foglio che lo ricorda oggi una vignetta che ben rappresenta la sua situazione casalinga. D'altronde è stato proprio lui a raccontare, in un'intervista al "Filo" del 1996, che un'amica della figlia, rimasta a dormire a casa sua, la mattina dopo gli aveva confessato ridendo che prima di allora non aveva mai passato la notte in una biblioteca...

Con il suo lavoro di raccolta e di schedatura si forma quindi una documentazione di enorme valore che Alpigini vuol mettere a disposizione dei suoi concittadini per accrescere le occasioni di formazione culturale.

Per questo motivo la famiglia, che ha sempre capito e condiviso questa passione, ha di buon grado accettato la decisione di donare tutto questo immenso patrimonio al Comune di Borgo San Lorenzo, sapendo che quest'ultimo avrebbe fatto ogni sforzo per utilizzarlo e valorizzarlo.

L'acquisizione del Fondo Alpigini, iniziata nel 1986, ha rappresentato per la nostra Biblioteca comunale una risorsa che ha accresciuto enormemente le potenzialità di offerta bibliografica. Per limitarsi al solo aspetto quantitativo si pensi che il fondo librario donato ammonta a 16.020 volumi e che il catalogo cartaceo era inizialmente composto di circa 750.000 schede che rimandano ad articoli in lingua italiana pubblicati su rotocalchi o riviste specialistiche riguardanti la letteratura italiana e straniera, arti visive, turismo. Tutto questo materiale è stato selezionato e ritagliato in oltre 7.000 buste numerate oppure conservato in collezioni di periodici rilegati in annate più o meno regolari.

Schedando con certosina pazienza tutti gli articoli che rientrano nella sua sfera di interesse Alpigini ha reso disponibili informazioni difficilmente reperibili per gli studiosi anche in biblioteche specializzate.

Con questo regalo il lavoro non ci è dunque mancato. All'atto della consegna si è proceduto all'inventariazione di tutte le monografie in un catalogo informatizzato, suddividendole in due settori: quelle edite dopo il 1945 (progressivamente riversate nel catalogo collettivo del sistema bibliotecario) e quelle edite prima del 1945 (ancora da riversare). I dati degli spogli dei periodici contenuti nel catalogo cartaceo sono stati parzialmente informatizzati creando un data-base completo riguardante le arti visive (n. 122.652 record), uno parziale riguardante il cinema (n. 68.710 record) e iniziando appena quello riguardante il turismo e la letteratura (n. 10.510 record).  Nel complesso quindi è stato informatizzato quasi un terzo degli spogli dei periodici mentre sono disponibili al prestito circa la metà delle monografie ricevute.

Nel dicembre 1996, in occasione di un'iniziativa regionale riferita ai beni librari (denominata "Ex-Biblo"), abbiamo presentato alla cittadinanza il Fondo con una mostra di rarità bibliografiche nella saletta di Piazza del Popolo, la sede dove oggi è stato riunito gran parte del materiale ricevuto.

Oggi in ogni modo tutti i documenti del Fondo sono fruibili da parte degli utenti della biblioteca (non mancano richieste da parte di studenti di Firenze e altre città) attraverso la consultazione dei cataloghi informatizzati oppure attraverso l'accesso al tradizionale schedario cartaceo.

Anche se nessuno continua il suo lavoro di schedatura, Beppe sarà contento di sapere che il suo tempo e i suoi soldi non sono stati spesi invano perché i suoi libri e il suo Fondo sono oggi una risorsa per arricchire le conoscenze e il bagaglio culturale di tutti i mugellani. Un motivo in più per ritenere che l'atto di riconoscenza oggi tributatogli è pienamente giustificato.

  Borgo San Lorenzo, 25 ottobre 2003

Adriano Gasparrini  


La piazza del professore

Mi ha lasciato molto perplesso la scelta, da parte dell’Amministrazione Comunale di Borgo San Lorenzo, di una piazza da dedicare al Prof. Giuseppe Alpigini.

Non riesco a ricordarlo come un “uomo di piazza”. L’ho conosciuto più o meno 31 anni fa e non ci riesco nemmeno un poco. Avrei considerato più idoneo per lui un vicolo, un luogo appartato, solitario, silenzioso e discreto.

La sua piazza non era un luogo: era una realtà viva; erano i suoi allievi durante il lungo periodo di insegnamento; erano i suoi “scouts” presso i Salesiani; erano tutti gli studenti e tutti gli studiosi che si rivolgevano a lui per cercare e per trovare, sicuri poi, di trovare qualcosa di importante per le loro tesi, tesine oppure pubblicazioni da realizzare; erano tutti i giovani di una certa età che lui accompagnava durante le gite turistiche e culturali; erano i suoi confratelli della Misericordia; erano i suoi amici della Democrazia Cristiana.

Dialogava con tutti senza usare mai il megafono. Ricordo, a questo proposito, che si schermiva dinanzi agli elogi di molti, a lui diretti in occasione della presentazione della sua donazione di libri, rivista ed articoli di quotidiani accuratamente catalogati. Giuseppe, “Beppe” Alpigini, professore per vocazione, era a modo suo, un “sacerdote” consapevole della sacralità di ciò che insegnava, della sacralità dell’insegnamento, della vocazione a trasmettere non delle teorie transitorie ma dei valori permanenti.

“Beppe” Alpigini concepiva l’insegnamento non come l’indicazione di una strada che soltanto altri avrebbero dovuto percorrere, ma come una strada che lui e gli altri avrebbero percorso insieme.

E’ soltanto questa la strada che io riesco a concepire , intitolata a Giuseppe Alpigini.

E’ soltanto con quest’ottica che riesco a concepire questa iniziativa dell’Amministrazione Comunale di Borgo San Lorenzo.

La strada di Giuseppe Alpigini è il donare il proprio cuore a coloro che sono poveri materialmente, intellettualmente e spiritualmente.

Luca Lapi

 © il filo, Idee e notizie dal Mugello, novembre 2003

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