| SCOPERTI I RESTI
DELL'ANTICA FABBRICA DI MAIOLICHE Archeologia a Cafaggiolo
Il progetto, che ha avuto inizio questanno con unindagine archeologica preliminare volta a sondare le potenzialità archeologiche del sito di Cafaggiolo, prevede la ricerca di tracce che attestino lesistenza dellantica fabbrica di maioliche del XV e XVI secolo, argomento che è stato a lungo oggetto di dibattito tra gli studiosi, nonostante la straordinaria concentrazione documentaria esistente. La campagna di scavo effettuata
nel mese di agosto ha proceduto grazie alla presenza e al lavoro
sul campo di un nutrito gruppo di volontari, la cui numerosa
ed eterogenea composizione ha determinato la singolarità di
tale esperienza. Infatti, a sostegno del lavoro scientifico
coordinato dal dott. Tommaso Zoppi e condotto sul campo dalle
laureande in Archeologia Medievale, hanno operato sia volontari
americani dellEarthwatch Institute, inesperti ma molto
volenterosi di apprendere la metodologia della ricerca, sia
volontari dei gruppi archeologici mugellani e fiorentini. Tale
interazione tra persone appartenenti a contesti culturali e
linguistici così diversi ha portato, nonostante piccole difficoltà
iniziali di comunicazione, Questa prima campagna a carattere diagnostico, che ha avuto una durata di 4 settimane ed ha coinvolto ben 27 persone, si è concentrata sullanalisi di alcune aree campione per la valutazione delle potenzialità archeologiche del sito in oggetto e per lindividuazione della fornace.
In particolare sono stati condotti 6 saggi archeologici in differenti zone: 4 internamente alledificio e 2 esternamente.
Questi sono riconoscibili come
scarti della lavorazione ceramica
di Stefano e Piero (la cui sigla SP è stata infatti rinvenuta
su diversi frammenti associati a questarea) e I saggi stratigrafici interni alla Manica lunga hanno invece dimostrato le ampie modifiche subite dalledificio nel corso del tempo, localizzando inoltre larea di una fornace da fabbro attestata dai documenti scritti. Sono inoltre state individuate due vasche circolari (la cui funzione è ancora da chiarire), ed una serie di canalette per lo scolo delle acque, da mettere probabilmente in relazione alle vasche di decantazione dellargilla e dellingobbio utilizzati per la produzione della maiolica figura 8 e 9. | |
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La lettura della sequenza stratigrafica
delle murature (sulle quali è stata impostata una mirata campagna
di campionamento delle malte degli intonaci per le analisi mineralogiche
e petrografiche) è stata infine fondamentale per la comprensione
delle numerose fasi di trasformazione delledificio dal
momento della sua costruzione ad oggi.
Tali considerazioni, che non hanno assolutamente carattere conclusivo, costituiscono il punto di partenza per lelaborazione dei dati fin qui raccolti. Lindagine archeologica prevede infatti, accanto alloperazione di ricerca sul campo, lanalisi, la schedatura e lo studio dei dati recuperati sia grafici (rilievi, fotografie, disegni), sia delle strutture murarie dellintero complesso architettonico e dei lacerti murari rinvenuti nel corso dello scavo, sia dei componenti organici e inorganici (frammenti ossei, vitrei, metallici) sia dei reperti ceramici. Ci auguriamo che possa infine essere realizzata lidea progettuale di conservare e musealizzare i reperti presso il luogo di rinvenimento in modo da poter valorizzare non solo il sito, già importante a livello internazionale, ma soprattutto la vallata mugellana. In conclusione i risultati dellindagine, anche se preliminare, sono stati di notevole interesse, tanto da ritenere necessaria una successiva e più ampia campagna di scavo a carattere estensivo, che, oltre al recupero di altri numerosi reperti che arricchirebbero il panorama della produzione delle maioliche di Cafaggiolo, potrebbe contribuire in modo fondamentale allo studio della produzione ceramica tra XV e XVI secolo allinterno del contesto storico-territoriale del Mugello. Tommaso Zoppi |
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| © il filo, Idee e notizie dal Mugello, novembre 1999 | |


Nel
mese di agosto di questanno la zona del Mugello è stata
oggetto di ricerche archeologiche concentrate nellarea
della
al
contatto e allo scambio di esperienze reciproche, esperienze
che sono andate oltre il lavoro archeologico e che sono
state ancor più interessanti, considerando il divario generazionale
tra i partecipanti. La piena disponibilità e il grande interesse
dei proprietari della villa ha inoltre agevolato il lavoro di
scavo contribuendo alla creazione di un clima di serena collaborazione
tra i partecipanti allindagine.
Lo
scavo archeologico ha indagato la zona delledificio della
cosiddetta "Manica Lunga" (adiacente la villa
dei Medici), individuata da
I
saggi con dimensioni variabili tra 5 e 10 m2 hanno
raggiunto una profondità massima di m 2,70 e, nonostante
non abbiano chiarito lesatta ubicazione della fornace,
probabilmente per il carattere investigativo e non estensivo
dello scavo, hanno evidenziato unarea archeologica estremamente
significativa sia per la ricostruzione della storia della produzione
ceramica di Cafaggiolo sia per il recupero di reperti archeologici
(ceramici, vitrei, metallici, ossei) sia per la comprensione
delle vicende storico-costruttive di questa porzione della villa
medicea dal XV secolo ad oggi.
I
reperti recuperati, stimabili intorno ad alcune migliaia e tuttora
in corso di pulitura e siglatura , attestano con sicurezza,
fin da una prima analisi, la presenza a Cafaggiolo di una fabbrica
di ceramica di notevole rilievo, che produceva oggetti di pregio
ma anche di uso quotidiano.
Nei
saggi esterni alledificio lo scavo ha individuato unarea
che, nonostante la limitata dimensione della porzione scavata,
ha fornito una grandissima quantità di reperti.
come strumenti fittili e metallici utilizzati per la cottura
del vasellame nella fornace.
Lintera
indagine si è avvalsa di un innovativo sistema informatico tale
da permettere il rilevamento e larchiviazione elettronica
dei dati direttamente sul campo ed il loro immediato riversamento
su Cd-Rom, riducendo moltissimo i tempi di elaborazione tipici
delle più tradizionali indigni archeologiche.