Villa
La Bartolina
Sulla
strada delle Salaiole, poco oltre Viterete, fra la strada e il torrente
Fistona, s’incontra la bella struttura di La Bartolina. Tra le
carte del Catasto la troviamo nel 1452 come “casa da signore e
lavoratore con terra lavorativa” della famiglia Bartolini Scodellari
da cui prende il nome, giungendo, nel 1700, a dare il nome a tutta la
località. Nel 1657, l’ultima erede dei Bartolini, Suor Olimpia,
monaca nel Convento Vallombrosano di San Salvi, vende l’edificio a
Francesco Fabbri, commerciante “pizzicagnolo” di Borgo San Lorenzo.
Secondo alcuni studiosi (Niccolai – Brocchi) , prima di questo evento,
la Bartolina potrebbe essere stata adibita a piccolo convento.
Nel
1770 viene venduta da un Fabbri a Francesco Marucelli, già proprietario
di Viterete. Nel catasto Lorenese del 1776 il fabbricato è classificato
“villa da padrone”. Purtroppo già all’inizio del sec. XIX è
degradato a casa colonica e questo uso manda in rovina un affresco sotto
il loggiato che rappresentava un convito.
Particolarmente
bello è il loggiato sul fronte principale formato da quattro archi
appoggiati su colonne e capitelli di stile ionico che protegge due
ingressi con portali e cornici in pietra lavorata e una loggia. Sul lato
opposto all’ingresso principale, dove si trova anche la bocca di un
forno, tre nicchie di pietra incorniciano rispettivamente un lavabo, un
pozzo e una porta. Il
soffitto è a cassettoni di legno sostenuti da travi appoggiate su
eleganti mensole a voluta. Sul corpo di fabbrica laterale, due ampie
finestre mostrano i resti di antiche mensole e cornici con stemma
gentilizio e di robuste
inferriate. Al primo piano, una serie ininterrotta di finestre centinate
con stipiti di pietra, corre lungo tutta la facciata poggiando su un
unico cornicione anch’esso di pietra. La parte posteriore conserva la
caratteristiche strutture più spiccatamente rurali. Il bel complesso
viene attualmente ristrutturato dalla nuova proprietà.
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