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Cappella della Maestà Lasciata la Strada Tosco-Romagnola a Contea si percorre la SS. 556 verso Londa, dopo due chilometri, appena superato il torrente Buia, prima di un grosso tabernacolo in pietra, sulla sinistra sale una strada contrassegnata dall’indicazione “Vicorati - Montedomini”. È una strada sterrata, fiancheggiata a tratti da lunghe file di cipressi, che si snoda nella suggestiva zona di Vicorati ricca di costruzioni e ruderi di antiche fortificazioni dove, per altra via, si può raggiungere la sommità del colle su cui sorgeva l’antico castello dei Guidi (vedi cfr.). Attraversato l’abitato di Sessola, dopo circa quattro chilometri s’incontra sulla destra la cinquecentesca Villa Il Palagio, oggi Fattoria Montedomini. Qui la strada si fa forestale e, dopo circa un chilometro, un breve tratto di mulattiera sulla desta ci porta sul sagrato lastricato a pietre dell’Oratorio di Montedomini*. Continuando sulla forestale per poco più di due chilometri si trova una piccola cappella dalla storia singolare. La tradizione vuole che un contadino che lavorava con le bestie un piccolo pezzo di terra a nord della chiesa di Tizzano, ad un certo punto non riuscisse più ad andare avanti per quanti sforzi facesse e moccoli tirasse. Allora, sollevato il vomere, venne alla luce una bella terracotta raffigurante la Madonna. Il contadino, stupito e pentito dell’eresie lanciate a piena voce, volle che l’immagine venisse conservata in quel luogo. E ancora lì sta, in una nicchia, nella Cappella della Maestà, una Madonna col Bambino in terracotta con tanto di ghirlanda robbiana e cherubino al centro. La cappella è stata riedificata in più riprese dai titolati membri della benemerita famiglia Giuntini, come ricordano due lapidi sulla facciata. Sul portale uno stemma gentilizio.
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| © Notizie e foto tratte da il volume "Il Mugello" di Massimo Certini e Piero Salvadori (ed. Parigi & Oltre, Borgo San Lorenzo, 1999) | |

