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Chiesa di San Donato in Villa Ritornando verso il capoluogo, prima del ponte sulla Sieve, si prende, sulla sinistra, la Provinciale 41 e quasi subito si trova l’indicazione per Bricciana. Dopo circa un chilometro, superate le indicazioni per la Villa di Gello, una strada sterrata ma in ottime condizioni, scende sulla desta verso un gruppo di case sulle rive di un borro. Superato un ponticello, dopo circa un chilometro, sulla destra si stacca una stradella dal fondo sconnesso che conduce all’abitato di Villa. Questo è costituito da un piccolo nucleo di case sparse sulle quali dominava l’antica Chiesa di San Donato in Villa alla quale si accede per un viale alberato di cipressi. Al centro di un gruppo di edifici che comprende anche la canonica, oggetto di un accurato restauro, la chiesa, probabilmente sconsacrata, si presenta in stato di assoluto abbandono. D’impianto sicuramente precedente al 1269, data in cui la chiesa figura già legata alla Badia Fiorentina di S. Miniato al Monte, fu sottoposta ad un primo restauro già nel 1619, come testimonia una scritta scolpita sull’architrave della porta d’ingresso. Dopo il terremoto del ’19 l’edificio subì sostanziali interventi di consolidamento durante i quali fu costruito anche il campanile a vela su due livelli, oggi pericolosamente lesionato e già privo delle tre campane. Tornati
sui nostri passi fino alla strada per Bricciana, proseguiamo su questa
fino ad una curva a gomito, poco sotto l’abitato, dalla quale si
stacca, sulla sinistra una stradella che sale in cima a un poggio.
Raggiunta una prima abitazione ricca di particolari assai
ricercati, si lascia l’auto per seguire un breve sentiero che conduce
alla cappella privata di Santa
Margherita;
naturalmente chiusa, non conserva all’esterno traccia alcuna di
antiche vestigia (se mai ne ha avute).
Del resto tutta la zona è disseminata di costruzioni di un certo
livello ma nelle cui strutture poco resta per azzardare un giudizio
sulle loro origini. |
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| © Notizie e foto tratte da il volume "Il Mugello" di Massimo Certini e Piero Salvadori (ed. Parigi & Oltre, Borgo San Lorenzo, 1999) | |

