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Chiesa di San Jacopo a Orticaia Scendendo da Casaromana verso Dicomano, una breve deviazione sulla destra senza alcuna segnalazione (è di fronte a un casotto in muratura per la rimessa degli arnesi e l’unico riferimento è un cartello del Comune che raccomanda il rispetto dell’ambiente...), ci porta in vetta a un poggiolo su cui si trova un caratteristico nucleo abitativo montano urbanisticamente assai interessante. Una stretta stradicciola che attraversa il borgo, disabitato e già in avanzato stato di abbandono, conduce alla chiesa di S. Jacopo a Orticaia* che si affaccia sulla vallata della Sieve. Preceduta da un sagrato erboso e incolto, rialzato da sette scalini e delimitato da un antico muretto con un cancelletto di ferro, la chiesa fa parte di un complesso di edifici che rivelano le sue origini conventuali (XIII secolo). Nel 1653 S. Jacopo diveniva chiesa curata e nel 1782 le veniva affidata la parrocchia della soppressa chiesa di S. Andrea a’ Riconi. Sotto l’intonaco cadente si vede la possente muratura in grosse pietre squadrate della facciata a capanna sulla quale si apre una rustica porta incorniciata da montanti e cornicione di pietra sovrastata da una grande finestra rettangolare. Sul muro portante di destra poggia il campanile a vela di mattoni, posto di taglio rispetto alla facciata, privo delle campane. Lungo la strada, sulla sinistra di uno stretto tornante s’intravede, quasi nascosto dalla vegetazione infestante, il cancello del piccolo cimitero con la cappella semidiroccata. Sconsacrata e privatizzata assieme alla canonica recentemente ristrutturata, la chiesa versa in precarie condizioni e non è visitabile se non sommariamente dall’esterno.
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| © Notizie e foto tratte da il volume "Il Mugello" di Massimo Certini e Piero Salvadori (ed. Parigi & Oltre, Borgo San Lorenzo, 1999) | |

