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I luoghi notevoli di Borgo San Lorenzo
 

I LUOGHI DI BORGO SAN LORENZO

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Pieve di S. Cresci in Valcava***

Foto di Massimo CertiniUsciti dal capoluogo verso la via Faentina, prendendo a sinistra all'incrocio dopo la prima diritta superato il ponte sulla Sieve, poco prima di giungere a Sagginale, un bivio sulla destra contrassegnato da un grosso tabernacolo baroccheggiante, ci invita verso San Cresci e, dopo tre chilometri esatti si giunge ai piedi della bellissima pieve di S. Cresci in Valcava***.  Anche di fronte a questa non si può non stupirsi per la maestosità di un luogo di culto situato così “fuori mano”.

Secondo la tradizione la pieve sorge sul luogo del martirio o della sepoltura di cinque martiri cristiani fatti giustiziare nel 250 dall’imperatore Decio.  S. Cresci, nobile cristiano di origine germanica, prigioniero dei romani nella città di Florentia, una notte si trovò libero per intercessione soprannaturale.  Fuggito verso Faenza con alcuni proseliti, primo fra tutti i suo carceriere Onione e poi Ezio e Panfilia, che lo aveva ospitato, col figlio Cerbione, vennero inseguiti dai soldati romani e raggiunti proprio in Valcava dove furono barbaramente trucidati in prossimità di un tempio dedicato ad Esculapio.  Il luogo del martirio divenne ben presto oggetto di venerazione e centro di diffusione del cristianesimo nel Mugello.  Le prime notizie sulla pieve non vanno comunque oltre il 1177.

L’imponente facciata della chiesa, in bozze di pietra ben squadrata, si presenta a capanna, con la falda sinistra interrotta dalla struttura del campanile a torre che vi penetra sin nella navata.  La porta d’ingresso è sormontata da una lunetta con l’immagine del Santo e sopra di essa si aprono due monofore molto ravvicinate.  Ai lati della porta si trovano due contrafforti posti in corrispondenza delle navate laterali.  Su tutti i lati del campanile, altissimo e a pianta quadrangolare, la cui muratura differisce da quella della facciata, si aprono quattro ordini di monofore e sulla base si trova una lapide con iscrizione gotica.  Sulla destra della facciata vi è incorporato un sarcofago di pietra con scolpito lo stemma Ghinazzi e la data 1258.  Sulla fiancata sinistra si appoggia la canonica, mentre la destra mostra varie aperture due delle quali sono murate.  Anche sul retro, sia sull’abside che sulle navate, si aprono altre monofore.

L’imposta del tetto della chiesa e dell’abside è ingentilita da un motivo ornamentale realizzato in mattoni per punta.

L’interno è costituito da tre navate scandite da due serie di ardite arcate successivamente rinforzare da un pilastro intermedio che ne dimezza la luce con due archi più piccoli.  L’intervento è da addebitarsi al restauro successivo al terremoto del 1919. 

Col  restauro del  1704  veniva costruito un ampio loggiato che però non è stato più ripristinato.

 

© Notizie tratte da il volume "Il Mugello" di Massimo Certini e Piero Salvadori (ed. Parigi & Oltre, Borgo San Lorenzo, 1999)
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