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La copertina di questo mese
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BOSCO AI FRATI: passato, presente e futuro

La Chiesa di S. Francesco del Bosco ai Frati è, per molti di noi, mèta privilegiata per partecipare ad una funzione religiosa suggestiva o per trascorrere una giornata diversa che, anche prescindendo dal sentimento religioso, ci immerge in una atmosfera tutta francescana che rinfranca lo spirito.  In questo stato di grazia, forse non ci passa neppure per la mente di trovarsi in un complesso monastico, costituito sì dalla Chiesa, ma anche dal Convento intitolato a S. Bonaventura, “dove regna la pace e Dio parla al cuore dell’uomo” ma che rappresenta altresì un punto di riferimento unico, non solo di Spiritualità, ma di Storia e d’Arte.

Per gli storici è sempre stato un ghiotto boccone che consente loro di spaziare dal 700 (prima dell’anno Mille) fino almeno al 1800, per non dire ai giorni nostri, attraverso le vicende degli Ubaldini, dei Medici, dei Santi Francescani.

Per gli amanti dell’arte, il Cristo ligneo di Donatello, le terrecotte del Padre Edoardo Rossi, incunaboli sacri e dipinti del ‘500-600, sono suggestivamente incorniciati nelle architetture realizzate da quel Michelozzo che ha profuso il suo ingegno a Firenze, in Palazzo Vecchio, San Miniato al Monte, Santa Croce, Palazzo Medici-Riccardi.

Da sempre famoso convitto per aspiranti religiosi, fino al 1928 è stato anche collegio per studenti laici.  Dopo il secondo conflitto mondiale, con l’unificazione delle Province Francescane, ha cessato questo tipo di attività ed è rimasto solo Convento di religiosi che, allora, costituivano una nutrita comunità.  Poi, con il passare degli anni e con la crisi delle vocazioni, che ha colpito anche i Frati, non si è realizzato un ricambio generazionale ed il gruppo si è andato man mano assottigliando fino a raggiungere l’attuale esiguo numero di due sole unità: 

il Padre Teofilo Gori ed il Padre Carlo Giorgini, figure emblematiche e care a tutta la popolazione del Mugello Ovest.  Tuttavia il complesso del Bosco continua ad attrarre fedeli ed appassionati non solo per matrimoni ed incontri liturgici ma anche per spettacoli musicali e mostre d’arte.  Nell’estate del 2001, la mostra sul tema “l’Uomo in Croce” - Risposte a Donatello all’alba del terzo millennio, ha visto una inattesa affluenza di pubblico per ammirare le opere del Prof. Adriano Bimbi, docente dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, e dei suoi allievi Oscar Arena, Andrea Cammarano, Sandro Palmieri e Roberto Dragoni, e quest’anno il successo si è ripetuto con “il Mugello disegnato” – studi di paesaggio, mostra dei lavori dello stesso Bimbi e di ben dodici suoi allievi.

Recentemente, però, le antiche lesioni che da tempo minacciavano le pur robuste strutture michelozziane, hanno subìto un progressivo rapido degrado che ha costretto i nostri buoni Frati a correre ai ripari rivolgendosi al proprio Superiore.  L’Ordine Francescano ha deciso di intervenire subito e furono iniziati i lavori più urgenti al chiostro, al refettorio e alla cappella di San Bonaventura. Ma i sopraluoghi dei Tecnici rilevarono la necessità di ulteriori interventi di manutenzione e consolidamento che però, a causa di lungaggini burocratiche hanno trasformato gran parte del Convento in un vero e proprio cantiere permanente, con grande disappunto del padre Gori che ad una situazione di grande incertezza e ad un disagio così prolungato, avrebbe preferito limitare i grossi lavori allo stretto necessario e quindi procedere di volta in volta con interventi mirati che consentissero di rendere agibile la struttura a tutte quelle attività cui accennavamo prima.

D’altra parte la presa di coscienza ed il rapido intervento da parte dell’Ordine, ci fa ben sperare in un imminente rilancio del Bosco ai Frati quale centro religioso e culturale, come è sempre stato sin dai tempi dei Medici, per il Mugello e per Firenze.

Ai due simpatici Frati l’invito a non demordere ed a confidare sempre nell’affetto e nell’aiuto di tanti amici mugellani e non.


Fondato dagli Ubaldini prima del Mille, il Convento del Bosco ai Frati era un modesto edificio con annesso Oratorio, inizialmente affidato ai frati Basiliani e poi, da questi abbandonato, fu definitivamente donato, assieme ad un considerevole appezzamento di terreno, a S. Francesco che, nel 1212 vi fondò uno dei più importanti monasteri francescani.  Nel 1273 vi dimorò S. Bonaventura che qui ricevette dal Papa Gregorio X la porpora cardinalizia.

Intorno al 1420, Cosimo de’ Medici acquistò con altre proprietà anche il convento e ne affidò la ristrutturazione al suo architetto di fiducia, Michelozzo Michelozzi, il quale, con materiali poveri e di nessuna appariscenza, riuscì a realizzare un rustico dalle linee essenziali e dall’equilibrio perfetto che rispecchia fedelmente lo spirito francescano.

A chi non l’abbia già fatto si consiglia una visita alla Chiesa ed al Convento, sempre pos-sibile con la guida di uno dei frati, previo appuntamento telefonico.

Piero Salvadori

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