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ARTE & DINTORNI

Sulle orme di Galileo Chini 

I Chini a Bangkok

Vieri Chini, quinto da sinistra, Paola Polidori Chini al centro con accanto Patrizia Manfriani Chini, posano con alcuni docenti durante il simposio Internazionale dedicato a Galileo Chini a BangkokL’esperienza thailandese deve essere stata molto bella, intensa, di grande soddisfazione per Vieri Chini, la moglie Patrizia, i figli Cosimo e Mattia e la signora Paola Polidori Chini, nipote di Galileo, ospiti lo scorso marzo e lo scorso settembre a Bangkok (città dove dal 1911 al 1914, Galileo ornò con affreschi e ceramiche la monumentale sala del Trono) in occasione di un grande Seminario Internazionale specifico sui colori d’Oriente e l’arte della Ceramica Chini allestito nel Palazzo Imperiale Maha dall’Università di Chulalonghorn, unitamente a docenti di altre nazioni.

Lo splendido Palazzo Imperiale di Bangkok (aperto solo una volta all’anno) realizzato fra il 1911 ed il 1914 da Galileo Chini“Non avrei mai immaginato una simile accoglienza – esordisce Vieri Chini sprofondato in poltrona all’interno della sua casa museo nel viale IV Novembre a Borgo – restando quasi allibito dal trattamento che ci è stato riservato, prima a marzo e poi a settembre: è proprio vero, il nome Chini in Thailandia è sacro e lo abbiamo visto ed udito in tante occasioni durante il nostro soggiorno. A marzo all’Università di Chulalonghorn, sia Paola che io abbiamo tenuto delle lezioni davanti ai docenti ed agli studenti su specifici temi come “I colori d’Oriente nella memoria di Galileo Chini”, “L’arte della Ceramica Chini: storia ed evoluzioni” ed infine “Motivi, colori, forme e tecniche della ceramica chiniana” per poi dare una dimostrazione vera e propria di come si produce il prodotto artistico con forme e tecniche. Ma la cosa più emozionante – continua Vieri – è stato quando ho dato una dimostrazione a S. A. Reale la Principessa Maha Chakri Sirindhorn, per poi invitarla a realizzare quanto appreso e vederla decorare dall’alto del suo trono (il protocollo è rigidissimo), Ceramica eseguita da Sua Altezza Reale la Principessa Maha Chakri Sirindhorn dopo una dimostrazione di Vieri Chiniil tutto filmato da decine di operatori delle televisioni thailandesi, ma anche coreane e giapponesi. E poi è stata anche brava.”

Una volta lasciata la capitale thailandese, dopo lezioni, dimostrazioni, tavole rotonde, donazioni, visite artistiche ed incontri ad alto livello governativo e culturale, la famiglia Chini è tornata in Thailandia lo scorso settembre per inaugurare, nel 150° anniversario dell’inaugurazione dell’Università reale di Chulalonghorn la grande mostra denominata “Galileo Chini – I colori dell’Asia” dove sono stati esposti i lavori dei docenti e degli allievi, compresa naturalmente l’opera della Principessa, eseguita dopo la lezione di Vieri Chini. “Anche questa – racconta  Vieri – è stata

una bellissima esperienza, culminata nella solenne inaugurazione alla “Queen ‘s Gallery” dove abbiamo potuto vedere i lavori realizzati dagli artisti, tutti ad alto livello, compreso la formella realizzata dalla Principessa che si è ispirata ad alcuni soggetti di Galileo. Raccontare ancora tutto quello che abbiamo vissuto in quei giorni in Thailandia sarebbe troppo lungo, ma non posso sottacere che alcune nostre opere (di Paola, una mia, di Mattia e di Cosimo) resteranno nella Galleria Reale per sempre. E’ stato inoltre molto apprezzato il gesto di Paola che ha voluto donare la collezione di nove stampe blu originali degli studi e dei progetti degli affreschi del Palazzo Imperiale ed una serie di immagini fotografiche che Galileo si dilettò a scattare durante la sua permanenza a Bangkok, circa 300 fotografie di grande valore artistico, collocate nell’Archivio Nazionale della capitale thailandese. Come ti ho detto, molte sono state le occasioni, gli incontri, i seminari nello scorso settembre, circondati sempre da una gentilezza e da un’affabilità che ha avuto dell’incredibile: ritornare nei luoghi dove visse per quattro anni ed operò il grande Galileo, è stato emozionante e gratificante. E c’è anche in tutto questo l’orgoglio della nostra terra”.

Quando usciamo dalla villa-museo, le luci della vicina “Ceramica Franco Pecchioli” dove operano i giovani Chini, sono ancora accese, segno di una vitalità artistica che prosegue nel tempo. Quando il capostipite Pietro Alessio, a soli 13 anni, nel 1813 iniziò l’arte decorativa in S. Omobono, chi avrebbe mai detto che dopo due secoli i suoi discendenti sarebbero andati ad insegnare…in Thailandia! 

Aldo Giovannini

Foto 1: Vieri Chini, quinto da sinistra, Paola Polidori Chini al centro con accanto Patrizia Manfriani Chini, posano con alcuni docenti durante il simposio Internazionale dedicato a Galileo Chini a Bangkok.

Foto 2: Lo splendido Palazzo Imperiale di Bangkok (aperto solo una volta all’anno) realizzato fra il 1911 ed il 1914 da Galileo Chini.

Foto 3: Ceramica eseguita da Sua Altezza Reale la Principessa Maha Chakri Sirindhorn dopo una dimostrazione di Vieri Chini.

 

 © il filo, Idee e notizie dal Mugello, novembre 2004

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