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La copertina di questo mese
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Articoli
EDITORIA LOCALE

LIBRI MUGELLANI

 

Tebaldo Lorini –Cammini e camini

Paolo Campidori- Mugello, vita di paese

Carlo Cammelli – Dalle Canicce alle Pergole

Gino Luka - La sposa delle acque


Tebaldo Lorini – Cammini e camini

Il frontespizio del libro di Tebaldo LoriniFra i tanti libri che ci sono giunti fra novembre e dicembre (ringrazio gli autori) non poteva mancare quello dell’amico Tebaldo Lorini, scrittore, giornalista e storico del Mugello con il suo “Cammini e camini”, un libro scritto a tutto tondo sulla scia dei ricordi delle sue escursioni congli amici nei contrafforti degli Appennini, dove fra sentieri e boschi c’era anche il tempo e la fortuna di sedersi vicino ad un camino. E’ vero, come scrive Tebaldo “che non è segno di gioventù quando persone che si conoscono cominciano a ripetersi ad ogni incontro e ad ogni occasione la storia di episodi vissuti”, ma è anche vero, aggiungiamo noi, che è segno di intelligenza e di cultura storica imprimere nero su bianco quello che si è vissuto; se, in un tempo lontano, qualcuno leggerà queste righe, specialmente accanto ad un caminetto scoppiettante di buona legna, ringrazierà colui che gli ricorda un’epoca dove l’odore del borraccino, il rumore delle foglie secche calpestate, la danza delle frasche, il gorgheggio dei ruscelli, il belato delle pecore, il fruscìo delle maggiatiche, il canto degli uccelli, il tutto in un assordante “silenzio”, era un modo di vivere ancora quasi intatto fra la fine di una civiltà – rurale – e l’inizio di un’altra (veloce, appiattita, assente) che, se ha portato benessere, ha perso però i valori più grandi. Veramente esilaranti e simpatici i racconti delle sue piccole-grandi avventure (quelle tagliatelle al sugo di conigliolo non potute mangiare al Corniolo di Firenzuola!) e non mancano diverse ricette (piatto forte di Tebaldo) nostrali che solo a leggerle viene l’acquolina in bocca. Leggere per credere. 

(Tebaldo Lorini “Cammini e camini” 90 pagg. 12 € )  


 

Paolo Campidori - Mugello, vita di paese

Il frontespizio del libro di Paolo CampidoriSfogliando con curiosità le pagine di questo bel libretto di Paolo Campidori, ci viene subito in mente quando nel 1954 (anni in cui nessuno o quasi pensava a queste cose, dato che erano tempi di fame e di miseria) il mio babbo Amilcare Giovannini scrisse, con i tipi della Tipografia Mazzocchi, un simpatico libretto intitolato “Un mondo di cento case” dedicato al piccolo mondo dove era nato e vissuto (Malacoda, il Canto, Zeti, il Mercato, Sieve, i Fossi, il Castelluccio) raccontando storie e aneddoti, episodi e fatti realmente accaduti, mettendo sempre in evidenza l’uomo, il personaggio, ricco o povero non importa, che nel tempo ha lasciato una impronta di vita paesana. Ecco perché, leggendo con curiosità i tanti medaglioni di vita vissuta, si riscopre un’epoca, un modo di vivere, un tempo ormai andato. Così è per gli scritti, arguti e “guareschiani” di Paolo Campidori, il quale ha messo “in piazza” la vita quotidiana del piccolo paese dove è nato (Fontebuona in comune di Vaglia): una vita con i suoi eroi, gelosi custodi (esilarante lo zio prete!) del loro spazio e del loro modo di vivere. Oltre cento racconti che ci danno la possibilità di voltarci indietro e di meditare. Senza l’architrave del passato, il futuro è incerto e lo si vede. Paolo Campidori, senza timori, ce lo ricorda.

(Paolo Campidori “Mugello, vita di paese – un viaggio attraverso i ricordi “ 180 pagg. € 16)


 

Carlo Cammelli –“Dalle Canicce alle Pergole”

Il frontespizio del libro di Carlo CammelliNelle nostre frequenti ricerche di notizie storiche e biografiche, talvolta ci siamo imbattuti in persone che quasi quasi si vergognavano delle loro origini, come se essere un bravo contadino, un onesto pigionale, un generoso bracciante o un solerte barullo fosse una  colpa , senza contare la vergogna di aver avuto un avo di nascita “nocentina”. Non così Carlo Cammelli, che, riprendendo una ricerca di suo padre iniziata negli anni ’50 e mai portata a termine, è riuscito a giungere al termine della sua non lunga ma tortuosa storia biografica. E’ un libro, come ci ha detto Carlo, per gli amici più intimi, per i congiunti, ma noi diciamo invece che questo faticoso lavoro di ricerca delle proprie radici, questo scavare nel passato e venire a conoscenza di episodi e cose relative alla propria famiglia, non può non inorgoglire. Si risale dunque dal babbo e la mamma, i nonni, i bisnonni, fino a quel povero “nocentino “ Francesco, venuto alla luce in un freddo dicembre 1804 a Piancaldoli e trasportato poi ancora in fasce allo Spedale degli Innocenti alle Canicce, nella potesteria di Borgo San Lorenzo. Poi, con un lungo peregrinare per il Mugello, l’Alto Mugello e le montagne fiorentine, dopo due secoli, con cinque generazioni alle spalle e tanta storia patria, si approda alla villa Le Pergole, residenza attuale di Carlo Cammelli. Sarebbe bello se tanti seguissero il suo esempio di ricerca.

(Carlo Cammelli  “Dalle Canicce alle Pergole. sulle tracce della mia famiglia” 140 pagg. 35 immagini)

Aldo Giovannini


Favole albanesi, per imparare... l’italiano

Nuovo libro per Gino Luka, che già qualche anno fa, con successo, aveva pubblicato un libretto di favole albanesi (ottenendo un riconoscimento dal Premio “Tito Casini”). Ora l’autore, che da 15 anni è in Italia e abita a Borgo San Lorenzo, ha pubblicato un interessante e utile volume bilingue, intitolato “La Sposa delle acque” (edizioni Hibiscus, 9 euro).

Interessante, perché ripropone gli originali impianti favolistici e l’immaginario della tradizione e della cultura dell’Albania; utile perché il nuovo libro di Luka è strutturato come strumento didattico. Accanto infatti ad ogni racconto, presentato sia in lingua italiana che albanese, vi sono test, esercizi grammaticali e giochi linguistici, mirati ad offrire il libro come occasione didattica, da utilizzare primariamente nelle scuole, per favorire l’integrazione dei bambini albanesi, e favorire il loro approccio con la lingua italiana. E’ dunque un libro “ponte”, quello di Luka: le sue fiabe popolari consentono di gettare uno sguardo in terra albanese –così vicina geograficamente, così lontana come cultura e tradizioni, e di scoprire quanto siano simili i sentimenti e i sogni che animano la vita degli uomini. Di tutti, italiani o albanesi non importa. E il testo fa da “ponte”, avvicinando i ragazzi albanesi all’Italia attraverso il potente strumento della lingua.

 

 © il filo, Idee e notizie dal Mugello, gennaio-marzo 2004

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