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La copertina di questo mese
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Articoli
EDITORIA LOCALE
IL LIBRO DEL MESE a cura di Gabriele Raveggi

Il canto dell'allodola
di Maddalena di Spello

 La copertina del libro di Maddalena di Spello"A me IO SONO ha chiesto questo: accogliere, essere Lui in quanto l'Accogliente, Colui che aspetta chi si vuole mettere sul sentiero verso di Lui, Colui che non ti giudica, ma ti aspetta, Colui che vuole darsi a te per ricolmarti, Colui che si deve cercare fuori dai sentieri che tu credi, Colui che è la tua casa, il tuo riposo, la tua pace, la tua gioia. E mi ha chiesto anche di annunziare il Vangelo...

Quali parole possono presentare più immediatamente Maddalena di Spello, che nel mese di dicembre ha visitato il convento dei Cappuccini a Borgo san Lorenzo parlando davanti a numerosi invitati? La fondatrice della comunità "Casa della povera gente" ha fatto dell'accoglienza il suo mandato e a Spello ospita in modo evangelico e francescano chi necessita accoglienza (senza-casa, prostitute, immigrati). Lei ha lasciato ormai da tempo la Francia in cui era nata per trovare in Umbria, così ricca di tracce di Santi, l'ambiente per la sua nuova missione. Un matrimonio finito male che le ha lasciato due figlie, poi l'uomo della vita da cui ha avuto un'altra figlia e con cui vive dopo la conversione e senza preoccuparsi di come far fronte alle esigenze giornaliere che gravano sulla casa (trecento presenze annue, di cui una parte si ferma per mangiare o dormire e gli altri per pregare). Chi prega un altro Dio è libero di farlo, ma non sono rare le conversioni.

La citazione di apertura è tratta dal suo libro "Il canto dell'allodola" edito da Gribaudi, raccolta di articoli pubblicati da Maddalena tra l'84 e l'85.

Nell'introduzione si mette in luce la contraddizione tra la parola e i fatti; la prima troppe volte abusata (...è oggi considerata da coloro che parlano e da coloro che ascoltano come la forma suprema dell'azione...) e i secondi rari.."...Capii la sapienza di Francesco, così piccolo, così intelligente, che quando Gesù gli parlò in S. Damiano e gli chiese di riparare la Sua casa che andava in rovina, non si mise a fare dichiarazioni sui mali della Chiesa, ma si mise a fare il manovale trasportando pietre per riparare i muri..."

Il libro alterna la storia della sua vita con la descrizione dell'emozioni vissute in quei momenti, e si ripetono momenti di grande sconforto (fino al tentativo di suicidio quando in una camera d'albergo viene importunata da uno sconosciuto) a momenti di estasi mistica:

"Quanto amo la Chiesa! La Chiesa universale, grande, ricca, divina, la Chiesa umana, peccatrice, con i lividi del mio Signore, le spine del suo capo, il fianco aperto, la Chiesa che zoppica nella sua umanità, fatta di peccatori e di santi, la Chiesa che, nella sua invisibile realtà, è tutta divina!"

© il filo, gennaio 1999
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