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ARTE - CULTURA

INAUGURATO IL NUOVO "BEATO ANGELICO" DI VICCHIO

Il prezioso museo di arte sacra

Decine di pezzi tra pitture e sculture, alcune centinaia comprendendo arredi sacri e suppellettili: con l'inaugurazione del "Museo di arte sacra e religiosità popolare 'Beato Angelico' di Vicchio si completa la rete del sistema museale territoriale del Mugello. 

E quello di Vicchio è destinato a diventare uno dei poli museali più importanti, per il valore delle opere raccolte. "C'è da essere soddisfatti -dice alla vigilia dell'inaugurazione Maria Matilde Simari, funzionario incaricato per il Mugello della Soprintendenza ai Beni artistici-: finalmente è possibile esporre al pubblico tante opere che finora non erano visibili, e molte delle quali restaurate. Tante opere inedite, importanti, che da decenni erano custodite in sacrestie o in depositi".

Tra le "perle" Simari cita "la tavola del Maestro della madonna Strauss, in origine nella Pieve di San Cresci in Valcava, la Vergine con Santi e Profeti del Maestro di Montefloscoli, una vetrata molto importante, di ambiente di Andrea del Castagno, proveniente dalla Pieve di Faltona, una Annunciazione del Furini, una bella tela settecentesca dello Hugford, da trent'anni nei nostri depositi, in origine nella Pieve di Fagna. E poi c'è il bellissimo fonte di Camoggiano, cinquecentesco, attribuito a Benedetto Buglioni".  

Simari sottolinea anche il fatto che molte opere esposte a Vicchio siano state restaurate, con fondi statali, della Soprintendenza, ed anche con sponsorizzazioni, in particolare con il contributo del Rotary Club, che ha consentito il restauro di un'importante tavola di Neri di Bicci, proveniente da Santa Reparata a Pimonte (Barberino), due tavolette provenienti da Fagna, e un nucleo consistente di argenterie in origine nelle Pievi di Panicaglia e di Fagna.

 

 

Il fascino e la preziosità delle opere esposte, se non cancella, attutisce le difficoltà e i ritardi riscontrati nell'avvio del museo di Vicchio, aperto nei primi anni '90, poi a lungo chiuso, e con problemi anche recenti di avvio. Un museo per certi versi atipico, perché solitamente l'arte sacra è esposta in ambienti ecclesiastici, mentre in questo caso si tratta di un centro espositivo di proprietà degli enti locali, ed anche per l'impostazione. 

Non soltanto un museo di arte sacra, ma anche di religiosità popolare, una scelta che ha provocato anche qualche "discussione" tra i vari soggetti coinvolti nell'iniziativa. "Si è cercato di far coincidere due impostazioni diverse -spiega Simari-: da una parte quella della Soprintendenza, di tipo storico-artistico, che ha cercato di privilegiare e dare spazio alle opere d'arte, per la loro valorizzazione e la loro messa in sicurezza. Dall'altra quella della Comunità Montana che ha voluto mettere a fuoco la parte relativa alla devozione popolare, mettendo in mostra oggetti che di per sé non hanno un significato artistico."

Clicca per ingrandire l'immagineCosì accanto a capolavori d'arte vi sono sale dedicate all'organizzazione sociale del territorio mugellano intorno alle Pieve, a pellegrinaggi e processioni, alle compagnie religiose, ed anche la ricostruzione di uno studio di un parroco, di un archivio parrocchiale nel quale consultare stati d'anime, diari di parroci, cronache di visite pastorali.

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, luglio 2000
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