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La copertina di questo mese
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CULTURA IN MUGELLO

Il grande organo di Faltona

L’organo della Pieve di santa Felicita a Faltona - foto di Bernardo Baluganti“Svegliamo il gigante che dorme”; è questo il titolo che è stato scelto dal comitato promotore con in testa la coordinatrice prof. Marilisa Cantini Baluganti, docente di musica alla scuola media “G. Della Casa” di Borgo San Lorenzo, ricercato maestro organista, entusiasta e vulcanica promotrice di questa complessa e difficile operazione, la quale, se tutto andrà in porto, vedrà nel tempo lo spostamento del monumentale organo della Pieve di S. Felicita a Faltona al Santuario del SS. Crocifisso di Borgo San Lorenzo.  Il “gigante che dorme” è appunto questo meraviglioso organo meccanico risalente alla fine del ‘600, giunto a Faltona verso la prima metà dell’800, dopo alcune incredibili vicissitudini.

La storia ci racconta che questo monumentale organo barocco, a cinque campate di canne, fu costruito nel 1696 dal maestro organaro Bartolomeo Stefanini per la Badia Fiesolana. Le truppe napoleoniche che invasero la Toscana alla fine del ‘700 e ai primi dell’800, visto la preziosità di tale strumento, come razziarono moltissime altre opere d’arte, nel 1808 staccarono l’organo della Badia e lo caricarono su un carriaggio, ma poi - non sappiamo il motivo - lo abbandonarono in un campo nei contrafforti fra Fiesole e Mulinaccio e di lì, ritrovato in pessime condizioni, fu provvisoriamente collocato in una chiesa di via della Scala a Firenze. Poi la Curia Arcivescovile di Fiesole, proprietaria dell’organo, decise di collocarlo definitivamente nella Pieve romanica di Santa Felicita a Faltona, nella Potesteria di Borgo San Lorenzo. Era l’anno 1825 ca.   “Sono moltissimi anni - ci dice Marilisa Cantini - che l’organo di Faltona è completamente abbandonato, addirittura dal 1883, quando fu restaurato dal maestro organaro Carlo Paoli di Campi Bisenzio. E da allora sono passati 120 anni!

 L’umidità, l’erosione del tempo, i roditori che si sono annidati fra le canne, gli stessi piccioni che ultimamente hanno fatto i loro nidi (la Pieve è chiusa da circa vent’anni dopo la scomparsa del Pievano don Ferdinando Mei, detto il “pievanone” per la sua possente mole) hanno non poco degradato questo preziosissimo strumento che ci viene invidiato perché è un pezzo meccanico rarissimo. La chiesa borghigiana è contenta di questa iniziativa, così anche la Curia Arcivescovile di Fiesole e quindi, se tutto andrà in porto, sarà per Borgo una pagina storico-culturale di grande prestigio. Già si è tenuta una serata a Villa Pecori Giraldi, con una cena, la presentazione del progetto, la proiezione di un filmato e un intrattenimento musicale con il gruppo Galaverna, e presto altre iniziative saranno promosse dal comitato, che si premurerà di informare adeguatamente la popolazione.

nella foto:

L’organo della Pieve di santa Felicita a Faltona.

(foto Bernardo Baluganti)

 

 

 

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