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Intervista al neo-direttore 
dell’Autodromo di Scarperia, Sante Ghedini

La Formula 1 verrà...

Cambio della guardia all'Autodromo del Mugello: nell'inverno il direttore Sandro Gattuso è stato richiamato a Maranello come dirigente di quel settore da cui- era stato prelevato ed è stato sostituito da Sante Ghedini, altro uomo Ferrari, che al contrario, "si è sempre interessato di corse". Anche il responsabile sportivo Remo Cattini, un mito nell'ambiente sportivo automobilistico italiano ed internazionale, ha lasciato il suo incarico per andare in pensione ed al suo posto è arrivato, dopo un anno di apprendistato come suo vice, il giovanissimo Stefano Domenicali.

Quando andiamo ad incontrare Ghedini sono appena partiti gli ultimi della carovana dei DTM, il campionato tedesco che ha voluto "saggiare" la realtà mugellana, e già fervono i preparativi per il Motomondiale dei primi di luglio mentre è in pista la Cagiva ufficiale di Kocinski e il ds Giacomo Agostini viene a salutarlo in ufficio. "Di solito -esordisce il direttore- paragono il nostro autodromo ad un bellissima donna in abito da sera ma con le calze rotte e le scarpe bucate: è un impianto meraviglioso sotto certi aspetti e carente per altri. Se vuole essere una pista di prova è esagerato e se vuole essere un circuito internazionale, come ritiene di poter essere, ha bisogno di essere finito nelle strutture mancanti ed abbellito. Il Gruppo ha deciso di fare un investimento sul Mugello per poterlo portare al massimo dello sfruttamento- questo è il motivo per cui sono qui". Fin dalla sua "rinascita" l'autodromo ha visto lo svolgimento di gare motociclistiche valevoli per il campionato mondiale mentre le auto, fatta eccezione per la Formula 3000 nel 1991, lo hanno disertato; ma anche sul fronte delle quattro ruote qualcosa di grosso si muove: "Abbiamo portato il DTM per scommessa e l'esito è stato più che positivo: il prossimo anno, visto l'enorme successo che sta riscuotendo, il DTM si trasformerà in campionato europeo con otto gare in Germania ed otto fuori ed il Mugello, nella stessa data di quest'anno, sarà una di queste. Per quanto riguarda la Formula 1 è impensabile far svolgere tre gran premi in Italia, ma non vedo perché non dovremmo candidarci: abbiamo forti possibilità, anzi la Formula 1 verrà qua da noi". L'arrivo di un evento che richiama, ad ogni sua tappa ed in ogni parte del mondo, centinaia di migliaia.di persone, fa paura, evoca sopratutto giganteschi ingorghi. Il problema della viabilità è la spina nel fianco di Ghedini così come lo era per Gattuso, ed è l'oggetto prevalente dei rapporti con gli Enti locali: "la viabilità è vitale per noi ma crediamo che anche la popolazione locale non sia certo soddisfatta della attuale situazione: l'ampliamento dei casello di Barberino che da settembre avrà 8 porte di cui tre automatiche e l'apertura, sempre per lo stesso periodo della viabilità di Bilancino, unita alla nuova strada di Massorondinaio che ha avuto nei giorni scorsi il via libera per quanto riguarda i finanziamenti, porteranno benefici a tutti. Il funzionamento dell'autodromo ha una ricaduta economica sulla zona, crea indotto: per ottenere ciò lavoriamo di concerto con le amministrazioni locali che "ci suggeriscono" ciò che è meno traumatico per la popolazione e per il territorio". Il rapporto con il tessuto produttivo e con la popolazione locale ha subito, con l'arrivo di Ghedini, una modifica: perché cercare altrove ciò che in zona e presente "a iosa"? Prova ne sono le assunzioni di personale locale, di cui il direttore è entusiasta, e l'incremento del coinvolgimento di ditte locali nei lavori di manutenzione della struttura. Incontrando il responsabile di un autodromo è inevitabile non affrontare il tema della sicurezza dello stesso: "Ripeto, il nostro impianto è uno dei più sicuri, ma non abbandoniamo mai la ricerca per renderlo ancora più sicuro. Abbiamo acquistato, per le moto, altri 100 metri di air-fense (sorta di cuscini di aria ndr) che portano il totale a nostra disposizione a 320 metri, stiamo elaborando una modifica alle curve Biondetti perché le Formula 1 le fanno in quinta piena e non è il caso... c'è sempre molto da fare. Se dovessimo pensare di realizzare un impianto che preveda delle vie di fuga in fondo al rettifilo dove si arriva a oltre 300 all'ora e si rompono i freni, dovremo sbancare fino a Luco...  siamo il 30% in più di quanto previsto dai calcoli e dalle regole, però dobbiamo sperare che non accada nulla". Lasciamo l'ufficio di Ghedini con una battuta presa in prestito da una nota trasmissione televisiva e "adatta" alla nostra situazione: cosa c'è oltre la San Donato? "La Formula 1, siamo convinti di poterla portare anche perché ci chiamiamo Ferrari. Crediamo che questo nome abbia sufficiente potere per poter convincere chi tiene le redini della Formula 1. La Formula 1 ancora non è qui unicamente per la viabilità, ma gli interventi sopraricordati insieme ad altri, magari anche di minore portata, ci permetteranno di fare un grosso passo avanti".

Giacomo Ossadi

il filo, Idee e notizie dal Mugello, giugno 1994 
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