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UNO STRAORDINARIO PROGETTO RIMASTO LETTERA MORTA

Borgo-Firenze in meno di 15'!!!

La polemica: i silenzi degli enti locali mugellani

A Firenze, da Borgo San Lorenzo, in 12-15 minuti. Non col missile, ma col treno. Fantascienza? No, l'esito di un progetto presentato, ormai oltre due anni fa, dal Comitato Tecnico-Scientifico dell'Osservatorio Ambientale Locale del Mugello sui lavori dell'alta velocità, un progetto di "Interconnessione fra le linee ferroviarie "Alta Velocità" e "Faentina" nel Mugello".

Il tracciato e l'interconnessione proposta dall'Osservatorio Ambientale LocaleLa strabiliante ipotesi è contenuta nello studio di fattibilità di questo progetto, che basa la sua proposta su precise richieste a suo tempo avanzate in sede istituzionale. Già nell'accordo quadro per il quadruplicamento veloce della tratta ferroviaria tra Firenze e Bologna e per lo sviluppo del servizio ferroviario regionale del 27 luglio 1995, stipulato dal Ministro dei Trasporti, dalla Regione Toscana, da FS e da TAV si indicava l'obiettivo di uno "studio per l'interconnessione della linea Faentina e la linea Alta Velocità nella valle del Mugello". Ancora, nel febbraio 1998, alla Camera dei Deputati si approvava una risoluzione dove si legge: "Risulta necessaria una più razionale utilizzazione della linea Alta Velocità da conseguire altresì mediante l'interconnessione sul versante toscano, fra San Piero a Sieve e Borgo San Lorenzo con la contigua linea Faentina".

 

I proponenti dell'OAL -il presidente Giuliano Rodolfi, il prof. Mario Falciai, il prof. Manlio Marchetta e l'ing. Luigi Marino- indicavano vari vantaggi nella soluzione indicata: essa infatti poteva consentire un maggior grado di sicurezza, utilizzando l'interconnessione per gli interventi manutentivi, appoggiandosi alla stazione di Borgo San Lorenzo e utilizzando, per le emergenze, i vicini presìdi dell'ospedale e dei Vigili del Fuoco (mentre pare si intenda mantenere un punto di assistenza, con alti costi di gestione ed esercizio a San Pellegrino). Inoltre, in casi di necessità particolari, la connessione tra le due linee avrebbe consentito possibili percorsi alternativi, con l'utilizzazione, da parte dei convogli dell'alta velocità, di tratti della restante rete ferroviaria, compresa la Faentina, completamente elettrificata.

Secondo lo studio di fattibilità, che prevedeva anche una fermata Alta Velocità Mugello, con bassi costi di impianto, connettere le due linee non sarebbe poi stato complicatissimo: sarebbe stato necessario una modifica del progetto di viadotto sulla Sieve, con il "rialzamento di circa due metri della quota del piano del ferro in corrispondenza del filo spalla, lato Firenze" e "l'ampliamento della luce dell'ultima campata del viadotto lato Bologna, per consentire lo scavalcamento della Faentina, interconnessa ed elettrificata, e della sua fermata Alta Velocità Mugello".

E sui tempi di percorrenza lo studio non restava certo nel vago: "la fermata AV Mugello è di particolare interesse perché consentirà ai futuri moderni convogli elettrici della Faentina, di attivare collegamenti rapidi fra il Mugello e le stazioni di Firenze S.M.Novella (meno di 15 minuti) e di Bologna Centrale (meno di 25 minuti)."

Ma questa proposta sembra che sia caduta nel dimenticatoio. E nessuno ne ha spiegato il perché.

 


IL SILENZIO DEI COMUNI

Di strabiliante, a proposito del progetto di connessione tra Faentina ed Alta Velocità, non c'è soltanto il fatto che un collegamento del genere avrebbe portato i mugellani a Firenze in meno di un quarto d'ora, una vera e propria rivoluzione nel rapporto tra Mugello e città.

Strabilia anche, e in senso negativo, il fatto che questo progetto sia stato discusso -se lo è stato davvero- e accantonato nel chiuso delle stanze della politica mugellana. Senza alcuna comunicazione pubblica, senza informare la popolazione, senza niente di niente. Eppure per questioni di ben minore importanza si fanno comunicati, pubblicazioni, conferenze stampa, convegni. In questo caso un progetto così importante è stato sottaciuto e di fatto bocciato senza dir niente a nessuno. Trasparenza? Partecipazione? Coinvolgimento dei cittadini? Balle.

Se gli amministratori locali ritenevano che il progetto non fosse fattibile, bastava che spiegassero le loro ragioni. E invece si è preferito il silenzio. Certo, la connessione tra le due linee avrebbe avuto i suoi costi, economici e ambientali. E poteva anche essere scartata. Ma i cittadini avevano diritto a conoscere la proposta. A discuterla. E a prendere atto di una decisione assunta alla luce del sole. Cosa che non è stata. Assolutamente. © il filo, Idee e notizie dal Mugello, settembre 2001

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