Nel
libro da me curato “Notizie della Podesteria del Borgo San Lorenzo in Mugello”,
fra le tante curiosità che ci sono, una su tutte ha destato meraviglia ed è
quella che riguarda l’osso di balena incatenato posto sulla porta maggiore della
Pieve di Borgo.
Prendendo spunto da questo, cercherò di dare delle risposte al
quesito. Vale la pena ricordare,
perciò, che anche sulla facciata della
chiesa lucchese di Santa Maria dei Servi furono appesi i resti di una balena
“spiaggiata” in Versilia nel
Annotati questi fatti, bisogna osservare che in passato il
“mostro” per eccellenza apparteneva al regno animale e si tendeva “a sbatterlo”
sulla facciata di una casa, di un palazzo, di una chiesa. Ciò aveva una funzione
didattica: come dire, se uno dubitava ora doveva crederci.
Il
mostro era quasi sempre uno scheletro o un osso di balena, perciò, per
l’immaginario collettivo il mostro era la balena, la “belva” più grande del
mondo. Del resto, gli episodi raccapriccianti che i marinai raccontavano
incutevano paura e sgomento e avvaloravano l’esistenza di quegli enormi
pesci-mostro con uno zampillo sulla testa.
Tornando al Mugello, una mandibola di balena fu collocata su
una prestigiosa villa medicea, quella di Cafaggiolo, in seguito tolta e affissa
all’esterno su una casa del borgo.
La mandibola è sempre lì
e, secondo la tradizione locale sono i resti di una balena preistorica
venuta alla luce dopo una disastrosa alluvione, che provocò uno smottamento del
terreno riportando in superficie questa “costola”, come la chiamano i mugellani,
che i Medici posero sulla facciata della villa.
La tradizione vuole, che la “balena mugellana” navigasse da
quelle parti quando in Mugello c’era il mare pliocenico; gli studiosi non sono
d’accordo e obiettano che nel Mugello non c’era il mare, ma un lago d’acqua
dolce. La disputa è ancora aperta.
Forse, quel grand’osso venne, davvero,
trovato chissà dove e regalato alla
nobile famiglia; c’è da aggiungere, però, che alcuni mugellani asseriscono che
un'altra mandibola del cetaceo fu rinvenuta nella valle e appesa ad una villa,
col tempo il reperto è andato perduto o forse consunto dagli agenti atmosferici.
Mi sono spesso chiesto a proposito della “balena mugellana”
chi avrà ragione: la tradizione popolare o gli scienziati?
Il propendo per la tradizione, perché sono mugellano e campanilista!!!
Alfredo Altieri
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, settembre 2009

