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La copertina di questo mese
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PROBLEMI SOCIALI

Uno "sfogo" del parroco di Galliano

POVERI BAMBINI !...

....quelli che sono educati all'egoismo.

...si comincia da piccini, da neonati: quando i genitori progettano per loro un avvenire tutto sogni e comodità: il motorino a 14 anni, la macchina a 18, ("e non potrà certo essere una Panda la macchina del mio figliolo!"), l'appartamento per quando si sposa, o comunque troverà qualcuno/a disposto a viverci insieme per un po’. Niente fratelli, per carità, come sarebbe possibile provvedere motorini macchine e case per tutti ?

 ....quelli che sono fatti crescere nella dipendenza e nella sottomissione al branco.

... l'importante è stare con il più forte, così potrà essere anche lui un vincente.  A qualunque costo: bisogna che si abitui a vincere fin da piccino e per questo tutti i mezzi sono permessi, dalle seduzioni più sottili (come sono soddisfatti i tuoi cari quando vinci e ti fai valere, come sono delusi e preoccupati quando perdi o ti metti dalla parte dei compagni più deboli!), al disprezzo aperto per i deboli fino alla sopraffazione degli indifesi.

 ....quelli che vivono nella diffidenza e nella rabbia verso chi è felice e sereno.

...perchè non è come loro. 

La cattiveria è molto spesso il risultato di una schiavitù, spesso inconsapevole ma purtroppo reale, che ti fa odiare chi è libero e sereno: lo vedi come un pericolo per le tue sicurezze e i tuoi "valori" (che sai benissimo che non valgono granché, ma ti sentiresti distrutto se lo ammettessi)

 Poveri bambini, per i quali si prospetta una vita arcigna e delusa, piena -forse- di comodità ma senza gusto; piena di simbolismi vuoti. Una vita sprecata nel fuggire ogni impegno verso gli altri e verso se stessi, bruciata nella preoccupazione di sembrare importante a modo della moda e nello sforzo avaro di non fare nulla di veramente importante. Una inutile e affannosa fuga dalla realtà del mondo vivo. Amico di nessuno, concorrente con tutti.

 Confronto a questi poveri sfortunati sono forse più felici i bimbi che cuciono palloni in Pakistan per sostenere la famiglia, così come lo erano i nostri bisnonni che a dieci anni lavoravano nei campi con il babbo.

Vi chiederete come mai questi pensieri piuttosto sgradevoli:  la faccenda ha origini lontane. Dieci anni fa. nel 1996, verso la metà marzo, alcuni dei poveri bimbi del tempo  avevano esibito la loro situazione disegnando una bella svastica sul cartello stradale di via Panna.

A metà luglio, dopo varie sollecitazioni, finalmente il Comune (o la Provincia, non ricordo bene) aveva provveduto a rimuovere lo sconcio. Oggi mi ritrovo con analoghe prodezze disegnate a carboncino da qualche povero bimbo di oggi sui muri della "Sala parrocchiale" (e questa volta toccherà a noi rimuoverle, se non provvederanno tempestivamente i genitori dei suddetti).

Sono cose tristi, che avvertono che anche nel nostro bel paesello ci sono bimbi che hanno dei problemi -e problemi grossi-  e il guaio è che non sappiamo come aiutarli a superarli.

E' troppo chiedere a tutti di farci un pensierino? Cominciando dai genitori, certo (ma temo che in quelle famiglie non ci siano molti lettori del fogliolino della parrocchia), ma anche facendoci tutti carico con affetto e serietà di questi problemi che riguardano persone a noi tutti care, che vorremmo vedere più felici,  più sereni e più ricchi di umanità.

don Carlo Cappi

parroco di Galliano

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, giugno 2006

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