PERPLESSITA’ SUI LAVORI
NEL CENTRO STORICO DI BARBERINO
La piazza ad ostacoli
La Festa della Toscana che, istituita nell’anno 2000, propone ogni anno un
“tema” all’attenzione dei cittadini e alla sensibilità delle Istituzioni, nel
2003 propose quello dell’ ”accessibilità”
nel significato di lotta contro le
barriere architettoniche e di impegno
per il superamento degli ostacoli che impediscono una vita normale ai
diversamente abili.
Non
sappiamo quali risultati e quali miglioramenti siano stati conseguiti in questi
6 anni, sappiamo però che il
Comune di Barberino di Mugello non ha
ceduto a questa sollecitazione e non soltanto non ha eliminato le barriere che
per alcuni cittadini costituiscono un ostacolo ad un accesso autonomo
al palazzo dove ha sede il municipio,
ma di “barriere” ne ha costruite addirittura delle altre.
Da noi, infatti, invece di dotare la sede comunale di un ascensore e di
eliminarne i gradini di accesso hanno pensato bene di dotare anche la piazza
Cavour, la piazza principale del paese tuttora in corso di rifacimento, di tutta
una serie di gradini e gradoni di varie dimensioni
e fogge. Una piazza che anche se non perfettamente pianeggiante (degrada
leggermente verso il ponte sullo Stura) non si è mai saputo che avesse
bisogno di una scalinata e questo sia a conoscenza
di noi contemporanei come pure
dalle memorie del secolo scorso,
di quello del Granduca e nemmeno di
quello in cui visse Lorenzo de’ Medici quando nella medesima piazza si
teneva “il più bel mercato che ci sia” e che ora hanno sparpagliato
in qua e in là.
Nel
rifacimento del corso Bartolomeo Corsini sono state concepite e realizzate altre
“barriere” costituite da zanelle di
travertino, per la raccolta ed il convogliamento delle acque meteoriche, che
sono state sistemate non ai lati della carreggiata ma di traverso alla stessa di
modo che chiunque rischia di inciamparvi e qualcuno nel frattempo lo ha già
fatto. Le feritoie che servono da
caditoie per le acque sono state realizzate, dentro le zanelle, nel bel mezzo
della strada cosi che non è difficile rimanervi incastrati con i tacchi delle
scarpe o con le ruote delle biciclette e dei passeggini. E anche questo si è
purtroppo già verificato.
La Piazza Cavour non è ancora stata inaugurata nella sua nuova versione,
altri
lo chiamerebbe “look”, che già gli inutili scalini hanno provocato una mezza
dozzina di ruzzoloni e purtroppo succederà che oltre a battere la bocca per
terra qualcuno si troncherà un braccio o una gamba. Per questo motivo dietro
agli scalini sono state temporaneamente sistemate delle comuni e poco decorative
transenne di metallo che certamente non erano state previste nel progetto
originario della risistemazione della piazza
denominata “Il luogo degli incontri” . Un progetto che a suo tempo è
costato un sacco di soldi e come sempre più di frequente succede nella nostra
povera Toscana non è stato concepito per ripristinare e valorizzare un centro
storico nelle sue caratteristiche originarie ma soltanto per lasciarvi una
memoria degli amministratori che ne hanno deciso la realizzazione e l’impronta
dei progettisti che l’hanno pensato.
Di fronte ad una critica per come è stata risistemata la piazza e per la
pericolosità di tutte quelle zanelle e quegli scalini, il nostro Sindaco, in un
consiglio comunale di qualche mese fa rispose che anche in Piazza di
Spagna, a Roma, ci sono gli scalini. Si riferiva evidentemente alla
scalinata della Trinità dei Monti, con la differenza però che qui da noi i monti
non ci sono e se una trinità proprio la si vuol trovare è quella dei “tonti”
dove ai primi due posti ognuno metta chi gli pare ma al terzo posto ci siamo
sicuramente noi cittadini che permettiamo che si scialacquino i soldi in questo
modo.
E
tutto questo scempio avviene di fronte al palazzo con le Logge che fu dei Medici
i nostri conterranei che le “palle” le avevano anche sul loro stemma.
Sempre più spesso torna alla mente l’epitaffio di quel fiorentinaccio che di
fronte ad un caso simile scrisse: “
O viandante - che qui lo sguardo
poni – guarda la differenza – fra le palle e i coglioni”.
Beppe Giussanesi
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, dicembre 2009

