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Copertina del Filo del mese di Marzo 2009
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GLI ARTICOLI
LAVORI PUBBLICI

PERPLESSITA’ SUI LAVORI
NEL CENTRO STORICO DI BARBERINO

La piazza ad ostacoli

La Festa della Toscana che, istituita nell’anno 2000, propone ogni anno un “tema” all’attenzione dei cittadini e alla sensibilità delle Istituzioni, nel 2003 propose quello dell’ ”accessibilità”  nel significato di lotta contro le barriere architettoniche e di impegno  per il superamento degli ostacoli che impediscono una vita normale ai diversamente abili.

Barberino, piazza CavourNon sappiamo quali risultati e quali miglioramenti siano stati conseguiti in questi 6 anni, sappiamo però che il Comune di Barberino di Mugello non ha ceduto a questa sollecitazione e non soltanto non ha eliminato le barriere che per alcuni cittadini costituiscono un ostacolo ad un accesso autonomo  al palazzo dove ha sede il municipio,  ma di “barriere” ne ha costruite addirittura delle altre.

Da noi, infatti, invece di dotare la sede comunale di un ascensore e di eliminarne i gradini di accesso hanno pensato bene di dotare anche la piazza Cavour, la piazza principale del paese tuttora in corso di rifacimento, di tutta una serie di gradini e gradoni di varie dimensioni  e fogge. Una piazza che anche se non perfettamente pianeggiante (degrada leggermente verso il ponte sullo Stura) non si è mai saputo che avesse  bisogno di una scalinata e questo sia a conoscenza  di noi contemporanei come pure  dalle memorie del secolo scorso,  di quello del Granduca e nemmeno di  quello in cui visse Lorenzo de’ Medici quando nella medesima piazza si teneva “il più bel mercato che ci sia” e che ora hanno sparpagliato in qua e in là.

La zanella in corso CorsiniNel rifacimento del corso Bartolomeo Corsini sono state concepite e realizzate altre “barriere” costituite da  zanelle di travertino, per la raccolta ed il convogliamento delle acque meteoriche, che sono state sistemate non ai lati della carreggiata ma di traverso alla stessa di modo che chiunque rischia di inciamparvi e qualcuno nel frattempo lo ha già fatto.  Le feritoie che servono da caditoie per le acque sono state realizzate, dentro le zanelle, nel bel mezzo della strada cosi che non è difficile rimanervi incastrati con i tacchi delle scarpe o con le ruote delle biciclette e dei passeggini. E anche questo si è purtroppo già verificato.

La Piazza Cavour non è ancora stata inaugurata nella sua nuova versione, altri lo chiamerebbe “look”, che già gli inutili scalini hanno provocato una mezza dozzina di ruzzoloni e purtroppo succederà che oltre a battere la bocca per terra qualcuno si troncherà un braccio o una gamba. Per questo motivo dietro agli scalini sono state temporaneamente sistemate delle comuni e poco decorative transenne di metallo che certamente non erano state previste nel progetto originario della risistemazione della piazza  denominata “Il luogo degli incontri” . Un progetto che a suo tempo è costato un sacco di soldi e come sempre più di frequente succede nella nostra povera Toscana non è stato concepito per ripristinare e valorizzare un centro storico nelle sue caratteristiche originarie ma soltanto per lasciarvi una memoria degli amministratori che ne hanno deciso la realizzazione e l’impronta dei progettisti che l’hanno pensato.

Di fronte ad una critica per come è stata risistemata la piazza e per la pericolosità di tutte quelle zanelle e quegli scalini, il nostro Sindaco, in un consiglio comunale di qualche mese fa rispose che anche in Piazza di Spagna, a Roma, ci sono gli scalini. Si riferiva evidentemente alla scalinata della Trinità dei Monti, con la differenza però che qui da noi i monti non ci sono e se una trinità proprio la si vuol trovare è quella dei “tonti” dove ai primi due posti ognuno metta chi gli pare ma al terzo posto ci siamo sicuramente noi cittadini che permettiamo che si scialacquino i soldi in questo modo.

E tutto questo scempio avviene di fronte al palazzo con le Logge che fu dei Medici i nostri conterranei che le “palle” le avevano anche sul loro stemma.

Sempre più spesso torna alla mente l’epitaffio di quel fiorentinaccio che di fronte ad un caso simile  scrisse: “ O viandante  - che qui lo sguardo poni – guarda la differenza – fra le palle e i coglioni”.

                                                                                                            Beppe Giussanesi

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, dicembre 2009

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