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La copertina di questo mese
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Natura
ALLA SCOPERTA DEGLI ANIMALI DEL MUGELLO

Beccaccia,
la regina del bosco

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Una beccaccia nei boschi del Mugello. Foto di Renato CostiLa beccaccia è, fra gli uccelli europei, il più misterioso. Misterioso per il suo comportamento, pauroso e diffidente di indole, che non consente di osservare la sua vita, poiché di giorno non esce mai all'aperto. Difficile vederla. Da qualche settimana è tornata, migrando dal Nord Europa, e popola i boschi del nostro Appennino, fino a tutto dicembre, soprattutto sui versanti di Firenzuola, Marradi, Palazzuolo. Ma non mancano le beccacce neppure nelle zone di Monte Giovi, tra i boschi di Rufina e di Dicomano.

Dotato di sensi acuti e scaltrezza questo uccello sa benissimo che, accovacciandosi in luogo adatto, il suo piumaggio simile al terreno e alle foglie morte, è in grado di nasconderlo dai pericoli. Se è inseguita la beccaccia permette di avvicinarla anche fino a pochi passi, poi improvvisamente spicca il volo, mettendo in pratica un intelligente stratagemma, volando dalla parte opposta del cespuglio; nel discendere al suolo descrive un arco piuttosto largo, e raggiunta la macchia vi procede facendo una notevole deviazione, cosicché chi la insegue nel luogo dove l'ha vista scendere, rimane con un palmo di naso.

Quando nel bosco c'è tranquillità, si aggira anche di giorno, però la sua maggiore attività inizia al crepuscolo. La si può scorgere diretta verso la Sieve, dove va alla ricerca di lombrichi e lumache che caccia con il suo lungo becco molto sensibile. E' buona camminatrice, anche se in caso di tragitti lunghi ricorre al volo. L'ornitologo Brehm scrive: "E' una vera maestra nel volo, volando può far tutto ciò che le piace; scorre fra i rami più intricati senza urtare da una parte e dall'altra, modera la sua velocità secondo le circostanze, affretta e rallenta il suo volo a piacimento, si volge da tutte le parti, si alza e si abbassa con la massima velocità, e finché le è possibile non vola nei luoghi scoperti".

Tra i due sessi non c'è differenza di colorazione, che va dal bianco al nero, passando attraverso il grigio, il beige, il ruggine e il marrone; ha occhi grandi e dolci, ed è davvero bellissima. E' apprezzata non solo dagli amanti della natura, ma anche della tavola: è infatti ottima in cucina, specialmente d'inverno, mentre in primavera le beccacce risultano essere magre e insipide. E per qualsiasi cacciatore la cattura della beccaccia è l'aspirazione e il premio di ogni fatica.

Renato Costi
Osservatorio Naturalistico Mugellano

 

CROSTINI DI BECCACCIA

- (dall'Artusi) -

Sbuzzate le beccacce e levatene le interiora, gettando via soltanto la estremità del budello che confina con l'ano, unite alle medesime i ventrigli, senza vuotarli, qualche foglia di prezzemolo e la polpa di due acciughe per ogni tre interiora. Sale non occorre. Tritate il tutto ben fine con una lunetta, poi mettendo a fuoco con un pezzetto di burro e una presa di pepe, bagnandolo con sugo di carne.

Spalmate con questo composto fettine di pane a forma gentile, arrostite appena e mandate questi crostini in tavola accompagnati dalle beccacce che avrete cotto arrosto con qualche ciocchettina di salvia e fasciate con una fetta sottile di lardone.

il filo, Idee e notizie dal Mugello, dicembre 1999
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