Se la fede usa il
pennello
Le sacre icone di Bencini
Federigo
Bencini, noto maestro fotografo negli anni ’70 ed ’80 (quante immagini di
Bencini in libri di storia e di costume del Mugello e dell’Alto Mugello!) da
qualche anno, nel suo piccolo studio ubicato nel Rione di Santa Lucia,
rispolverando una sua vecchia passione, ha intrapreso la difficile ma nobile
attività artistica del dipingere le rappresentazioni sacre ovvero le “Icone”,
alla maniera bizantina. Tempo indietro passando sovente davanti allo studio ed
osservando Bencini al cavalletto, contornato com’era da Santi e Madonne, gli
confessammo il nostro stupore, conoscendo la sua storia sociale e politica.
“Come sai Aldo, -mi
rispose Bencini- io non ero proprio un miscredente ma quasi, agnostico,
indifferente, anzi e non lo nascondo, non ero parco nemmeno di parolacce
irriguardose verso quello che era il mondo della religione e del sacro. Poi con
la scomparsa in ancora giovane età di mia moglie, che ho sentito moltissimo, e
la conoscenza di altri amici mi si è aperta un’altra realtà,
a poco a poco mi si sono aperti altri orizzonti. Bencini, mentre sulla tela
dipinge un tabernacolo mugellano, continua: “Un giorno
andai ad Assisi, più per curiosità che
altro, ma da quel giorno dopo aver conosciuto e compreso quello che era stato
nella
La
scoperta poi dell’arte e più specificatamente delle icone, dove misticismo e
cristianità si fondono in maniera mirabile, mi hanno dato una spinta notevole e
anche se l’età non è più verde e la stanchezza degli anni si fa sentire, anche
per la salute malferma, il tempo che trascorro nel mio piccolo studio dipingendo
i volti della Madonna e del Redentore ed altri soggetti, mi
dà serenità. In questa mia passione -
termina Bencini - cerco anche di aiutare
il prossimo donando alcune mie opere per beneficenza e per solidarietà. In
questi ultimi tempi ho avuto la grande soddisfazione di sapere che le icone
donate ad Enti ed Associazioni di Volontariato e ad Istituti privati, sono state
vendute con il ricavato che è servito a sopperire a vari bisogni sociali, e
questo mi fa estremamente felice“.
Al
termine vorrei ringraziare pubblicamente l’amico Federigo. Primo, per la sua
testimonianza di fede, e poi per la sua generosa gentilezza. Conoscendo infatti
la mia passione per la fotografia e per la documentazione fotografica, lo scorso
anno con una semplicità davvero...francescana, mi fece dono di tutto il suo
patrimonio fotografico che aveva realizzato nel corso degli anni. Un dono
preziosissimo (da Faltona a San Giovanni Maggiore, da Cafaggiolo al Trebbio, da
Monterezzonico a Valdastra, da Olmi a Montefloscoli, da San Carlo a Fagna) che
custodiremo con particolare attenzione poiché un giorno resterà a disposizione
di tutti gli amanti dell’arte fotografica sul Mugello.
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, luglio-agosto 2008

