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La copertina di questo mese
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COMMENTI
POLITICA & DON MILANI

Bertinotti in Mugello.
Ma lasci in pace Don Milani...

Abbiamo avvertito qualcosa di “stonato” nella recente visita del Presidente della Camera Fausto Bertinotti in Mugello. D’accordo, Bertinotti comunista, ed naturale che sia il protagonista dell’intitolazione di una strada di San Piero a Nilde Iotti, e perfino che arrivi a dichiarare, a Vicchio, che “la Camera dei Deputati dovrebbe essere come una Casa del Popolo”.

Quello che non ci torna una sorta di “appropriazione” della figura di Don Milani. Figura controversa, geniale, controcorrente. Ma da qui a farne un portabandiera dell’ideologia di sinistra ce ne corre. Le cose, ci sembra, sono molto pi complesse, e pretendere, come vorrebbe Bertinotti, che “Lettera a una professoressa” di don Milani sia fatta leggere in tutte le scuole italiane gi dalle elementari, ci sembra non rendersi esattamente conto di quello che si parla. Cos come fare di don Milani un filo-comunista francamente una forzatura pesante, se si pensa alla “Lettera a Pipetta” e a quello che il sacerdote in Esperienze Pastorali scrisse: “Il comunismo non val nulla. Una dottrina senza amore. Una dottrina che non degna di un cuore di giovane. Avesse almeno realizzazioni avvincenti. Ma nulla. Uomini insignificanti, un giornale infelice, una Russia che a difenderla ci vuol coraggio.

Non solo: il partito di Bertinotti, e gran parte dell’Unione, sono propugnatori della scuola statale, e di fatto ostili alle scuole libere non statali. Anche nel suo incontro al Liceo il presidente della Camera ha insistito sulla “scuola pubblica” che per lui solo quella statale. Ma quella che Bertinotti andato a visitare e ad omaggiare a Barbiana era una scuola “privata”, una scuola di preti. E c’ una lettera di don Milani che dice cose sulle quali forse tutti, e in primo luogo gli “statalisti”, dovrebbero riflettere: “Non si pu esaltare –scriveva don Lorenzo ad Aldo Capitini- l’idea della scuola di Stato senza descriverne la realt, come non si pu denigrare la realt della scuola dei preti senza citarne l’idea. A Firenze per esempio non neanche da mettersi in discussione il dato di fatto che l’unica scuola socialmente e tecnicamente progredita una scuola di preti: la “Madonnina del Grappa”. Il fatto che lo Stato con i soldi dei contribuenti non l’aiuti semplicemente scandaloso. La Madonnina del Grappa ha milleduecento allievi dei quali non uno solo figlio di pap. La scuola di Barbiana ha venti allievi, nessun figlio di pap, dei preti, non ha dallo Stato nessuna sovvenzione, ma anzi aperta opposizione ed senza ombra di dubbio l’unica scuola funzionante di tutto il territorio della Repubblica”.

il filo

 

il filo, Idee e notizie dal Mugello, 2006

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