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Bilancino, il progetto del tubo

Gino BatistiDa vecchio componente degli organi dirigenti dell'ex-Consorzio per le risorse idriche (Schema 23), peraltro uscito dagli stessi prima della fine ingloriosa e a mio parere ingiusta di tale ente, ho letto con spiacevole sorpresa del progetto di intubazione che dovrebbe addurre l'acqua del Bilancino verso la città di Prato, promosso dall'ATO n. 3.Parlo di spiacevole sorpresa perché ho ricevuto l'impressione che promuovendo tale progetto, non sia stato tenuto alcun conto degli studi, progetti e contenziosi succedutisi nei tempi di approccio progettazione e realizzazione dell'opera risalente all'intuizione e alle ipotesi progettuali dell'On. Nicola Pistelli, all'epoca assessore ai lavori pubblici del Comune di Firenze. Se così non è ritengo che i promotori del progetto in questione abbiano l'obbligo di dimostrare pubblicamente:1) che sono mutate le condizioni in funzione delle quali fu ritenuto indispensabile l'utilizzazione dell'acqua di Bilancino per l'area fiorentina e, successivamente, per quella pratese, ad integrazione delle opere che avrebbero dovuto essere realizzate sul Bisenzio;2) che fu sbagliato l'abbandono della prima ipotesi progettuale risalente all'epoca di Nicola Pistelli, la quale prevedeva l'intubazione in condotta forzata dell'acqua di Bilancino da addurre a Firenze congiuntamente a quella della Calza e del Calzola;3) che fu sbagliato correggere la concezione di invaso in quella di lago nonché quella di addurre l'acqua a Firenze attraverso il corso naturale del fiume, al fine di evitare mutamento nell'assetto idrogeologico del Mugello e della Val di Sieve e, infine, ravvivare l'Arno nel periodi di secca e ridurne l'inquinamento nella tratta Pontassieve - Firenze cui, peraltro si coniugavano gli aspetti fondamentali del Progetto Sieve della Comunità Montana;4) che fu ugualmente sbagliato il sovradimensionamento dell'impianto di potabilizzazione dell'Anconella, realizzato dalle Giunte Bausi, nonché il progetto figurativamente definito "autostrada dell'acqua" che interessando i comuni di Campi, Sesto e Calenzano avrebbe dovuto raggiungere l'area pratese, progetto che le giunte Gabbuggiani avviarono posando la grande condotta che partendo dall'impianto dell'Anconella e passando attraverso l'arco dei viali attraversò quasi tutta la città, sulla base di un'intesa formale con Prato che, se non sbaglio, fu sottoscritta quando era sindaco di quella città l'attuale assessore regionale Martini.Tutte questione tutt'altro che secondarie e comunque non meno importanti di quelle turistico-sportive legate all'utilizzazione del lago e delle sue sponde cui, a parere del sottoscritto, occorre dare serie e fondate risposte, prima di promuovere nuove costose progettazioni.

 GINO BATISTI - FIRENZE

  © il filo, Idee e notizie dal Mugello, dicembre 1999 

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