INTERVISTA
AL NEO-PRESIDENTE
BILANCINO, ULTIMA SPIAGGIA PER LA SPA
I
prossimi mesi per Bilancino e per le sue prospettive di sviluppo saranno
particolarmente importanti. Da un lato il lago mugellano è ormai
diventato un forte polo di attrazione, e le sue sponde, specie nei fine
settimana estivi, sono da tutto esaurito. Più difficoltoso e incerto
appare il disegno dello
sviluppo e il consolidamento delle attività economiche –ricreative e
sportive-, anche attraverso la realizzazione delle necessarie
infrastrutture. L’elenco dei problemi è lungo: la Bilancino spa, la
società appositamente creata per gestire le sponde e le attività del
lago specie nell’ultimo biennio è apparsa ingessata, tra
ricapitalizzazioni, bilanci in deficit e pochi fatti; le attività e le
manifestazioni sono state saltuarie e affidate più a qualche proposta
esterna che
a un disegno organico; solo da poco tempo è stata avviata una pur
limitata attività di sorveglianza per evitare atti di vandalismo e
comportamenti scorretti, con le sponde che stanno diventando ricettacolo
di degrado e rifiuti; il tanto evocato –se ne parla da anni- interesse
delle Federazioni nazionali di sport nautici non ha prodotto al momento
eventi di un qualche rilievo, se si esclude la vela; il Circolo Nautico
Mugello anno dopo anno chiede di realizzare una “base” stabile per la
sua attività, ma il tempo passa invano; tante proposte di investimento e
di iniziativa ci sono, ma non si sono alla fine materializzate: della
ristrutturazione del vecchio borgo di Bilancino si parla da anni ma
niente si è mosso, e tempi lunghi anche per il battello che dovrebbe
congiungere le varie zone del lago.
Ora
però le istituzioni tentano un colpo d’ali, caricando di attese il nuovo
consiglio d’amministrazione della Bilancino spa, varato prima
dell’estate e che sta iniziando ora a lavorare concretamente. Al timone
della Bilancino spa il comune di Barberino ha chiamato un fiorentino,
l’architetto Vincenzo Frascà, e con lui un consiglio formato da
Il
neo-presidente è descritto però come un uomo deciso e non troppo
propenso a equilibrismi politico-istituzionali. Frascà, che è stato
eletto in quota Margherita (è consigliere di circoscrizione di quel
partito al
Frascà è convinto delle grandi potenzialità del lago: “E’ senz’altro una
realtà che va ben oltre i confini del comune di Barberino, una realtà di
livello generale, che può creare un forte indotto per un’economia
vasta”. Non è preoccupato della lentezza dei progetti di sviluppo e
preferisce guardare avanti: “Finora si è data una visione d’insieme, ma
mancavano i necessari strumenti urbanistici, piano strutturale, piano
delle funzioni. Ora questi strumenti ci sono.
E
pertanto tutti insieme, possiamo cominciare a concretizzare. Il primo
obiettivo è di salvaguardia, creando creare strutture compatibili con il
territorio e il paesaggio, che non deve essere appesantito, ma traendo
vantaggio dal lago per i residenti e per l’intera economia mugellana”.
Il neo-presidente insiste sulla necessità di interventi equilibrati.
“Ormai il lago è diventato una realtà molto frequentata, un polo di
attrazione. Ma occorre evitare uno sviluppo selvaggio, perché un
incremento eccessivo potrebbe creare problemi: meglio uno sviluppo soft,
dando serenità ai residenti e i servizi opportuni a chi viene. Ma
sarebbe sbagliato creare benefici per alcuni e problemi per altri.
Occorre dunque un progetto unitario di sviluppo, che va visto
nell’insieme, senza intraprendere azioni slegate tra loro. Ogni cosa
deve avere un senso. Le richieste sono tantissime, per insediare
attività sporadiche o fisse. Vanno valutate con molta attenzione, per
non creare quegli squilibri che dicevo prima”.
Ma
la spa di Bilancino aveva il compito di attrarre capitali, e anche di
fare utili. Tanto che proprio il contrasto sugli insediamenti fu alle
origini delle polemiche dimissioni del primo presidente della società,
Cristina Baldini. Frascà difende la linea comunale: “Il comune –dice- ha
fatto scelte precise: il territorio deve essere salvaguardato, e fare
insediamenti non significa necessariamente realizzare cento villette sul
lago. Si parla piuttosto di insediamenti produttivi, che portino
benefici all’area nel suo insieme, escludendo a priori ogni
cementificazione”. E tra i primi interventi il presidente parla dei
bandi per la realizzazione di due nuovi stabilimenti balneari e servizi
di ristorazione, per il centro velico, il centro sportivo. “Per il
progetto del battello –aggiunge- occorre verificare prima alcuni
problemi di natura giuridica sulla navigabilità del lago”.
Infine, Frascà evidenzia quella che definisce la sua “unica
preoccupazione”, ovvero la disponibilità delle aree intorno a Bilancino.
E non ha torto. E’ perfino paradossale, ma i terreni intorno al lago non
sono del comune di Barberino di Mugello, bensì di quattordici comuni,
quelli appartenenti al consorio Schema 23 che iniziò la costruzione del
lago. E ancor più paradossale è che tra questi 14 comuni non ce ne sia
neppure uno del Mugello. I terreni delle sponde di Bilancino sono invece
dei comuni di Firenze, Bagno a Ripoli,
Calenzano, Campi Bisenzio, Cantagallo, Fiesole, Impruneta, Lastra
a Signa, Montemurlo, Prato, Scandicci, Sesto Fiorentino, Vaiano e Vernio:
“E’ una questione da risolvere –dice Frascà, anche perché è necessaria
almeno una concessione d’uso per un tempo ampio, congruo, in modo che la
nostra società ed eventuali investitori privati, possano fare un piano
finanziario di rientro credibile: qualsiasi imprenditore vuol sapere,
per investire, quanto tempo può rimanere su quell’area. Questa può
essere una difficoltà, ma penso che entro il mese i comuni si
esprimeranno, a cominciare dal
A
Bilancino la sagra del pesce?
Sarà
il pesce di lago la nuova entry nella gastronomia mugellana? Ci si sta
pensando, e anche di recente un convegno promosso da ArciPesca e
istituzioni locali, ha descritto scenari di grande interesse, con il
lago di Bilancino come polo fondamentale non solo per l’attività
piscatoria, ma anche come area di riproduzione per pesce di pregio
destinato alla gastronomia.
Anche in questo
settore però si ripete quello che è l’attuale situazione di Bilancino:
da una parte vi è un forte sviluppo spontaneo –i tanti pescatori sulle
sponde del lago, che catturano prede anche di grande soddisfazione (lo
dimostra la foto di ), dall’altra i progetti, pur interessanti, che
stentano a decollare. Sono già infatti diversi i convegni dedicati allo
sviluppo della pesca nel Bilancino, le proposte non mancano –si sono
perfino ipotizzati allevamenti di storioni-, ma ancora concretizzazioni
sono di là da venire.
L’ultima
iniziativa di Arci Pesca comunque di buone idee ne ha lanciate diverse;
l’inserimento, per la pesca sportiva, del temolo, pesce ottimo da
mettere in tavola e divertente a pescare, perché è un predatore e può
essere insidiato con varie tecniche. Poi la presenza del persico reale e
del luccio, altre due specie che in cucina fanno una gran bella
riuscita. Si è parlato di cacciucco di pesce di lago e di ristoranti che
potrebbero cominciare a ideare piatti a base di pesci lacustri, con
l’arrivo di appassionati buongustai dalla città, di sagre mugellane del
pesce e di ricettari ad hoc, di acquacoltura per il ripopolamento e di
un centro ittiogenico per la produzione di novellame, di posti di
lavoro, di pescatori sportivi che arrivano a Bilancino, con benefici per
Nell’attesa che
qualcosa si concretizza, a Bilancino i pescatori mugellani pescano
volentieri (Alcuni anche troppo, visto che albanesi e cinesi usano
Bilancino come dispensa alimentare e più volte sono stati trovati a
pescare con le reti). “Pesce ce n’è –nota il barberinese Giuseppe
Maranghi, di Arci Pesca-, e di pregio: è diminuito il carassio, si è
sviluppata la presenza del luccio. E poi tante carpe, fino a
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, settembre 2007

