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INTERVISTA AL NEO-PRESIDENTE

BILANCINO, ULTIMA SPIAGGIA PER LA SPA

Pescatori sul lago di BilancinoI prossimi mesi per Bilancino e per le sue prospettive di sviluppo saranno particolarmente importanti. Da un lato il lago mugellano è ormai diventato un forte polo di attrazione, e le sue sponde, specie nei fine settimana estivi, sono da tutto esaurito. Più difficoltoso e incerto appare  il disegno dello sviluppo e il consolidamento delle attività economiche –ricreative e sportive-, anche attraverso la realizzazione delle necessarie infrastrutture. L’elenco dei problemi è lungo: la Bilancino spa, la società appositamente creata per gestire le sponde e le attività del lago specie nell’ultimo biennio è apparsa ingessata, tra ricapitalizzazioni, bilanci in deficit e pochi fatti; le attività e le manifestazioni sono state saltuarie e affidate più a qualche proposta esterna che a un disegno organico; solo da poco tempo è stata avviata una pur limitata attività di sorveglianza per evitare atti di vandalismo e comportamenti scorretti, con le sponde che stanno diventando ricettacolo di degrado e rifiuti; il tanto evocato –se ne parla da anni- interesse delle Federazioni nazionali di sport nautici non ha prodotto al momento eventi di un qualche rilievo, se si esclude la vela; il Circolo Nautico Mugello anno dopo anno chiede di realizzare una “base” stabile per la sua attività, ma il tempo passa invano; tante proposte di investimento e di iniziativa ci sono, ma non si sono alla fine materializzate: della ristrutturazione del vecchio borgo di Bilancino si parla da anni ma niente si è mosso, e tempi lunghi anche per il battello che dovrebbe congiungere le varie zone del lago.

Ora però le istituzioni tentano un colpo d’ali, caricando di attese il nuovo consiglio d’amministrazione della Bilancino spa, varato prima dell’estate e che sta iniziando ora a lavorare concretamente. Al timone della Bilancino spa il comune di Barberino ha chiamato un fiorentino, l’architetto Vincenzo Frascà, e con lui un consiglio formato da Alessandro Marchi, assessore al turismo della Comunità Montana, l’imprenditore Simone Bettini, nominato dalla Provincia di Firenze, un altro imprenditore (entrambi sono stati presidenti della sezione mugellana dell’associazione industriali) Andrea Lisi, di nomina della Camera di Commercio, il rappresentante della Banca del Mugello Paolo Lelli e di CariPrato Mario Fedi, e Gaspare Canino, del comune di Firenze. L’impressione è che per la società sia una sorta di ultima spiaggia. E non a caso vari soci –dalla Camera di Commercio agli istituti bancari- hanno fatto chiaramente capire che se entro qualche me non vi saranno atti significativi, c’è l’intenzione addirittura di ritirarsi.

Il neo-presidente è descritto però come un uomo deciso e non troppo propenso a equilibrismi politico-istituzionali. Frascà, che è stato eletto in quota Margherita (è consigliere di circoscrizione di quel partito al comune di Firenze) chiarisce subito: “Credo di essere stato scelto, in base a un’analisi fatta dalle proprietà, a cominciare dal sindaco di Barberino, per le mie competenze. Io sono un tecnico, e credo si sia tenuto conto del mio essere architetto, progettista, con esperienze anche di tipo gestionale”.

Frascà è convinto delle grandi potenzialità del lago: “E’ senz’altro una realtà che va ben oltre i confini del comune di Barberino, una realtà di livello generale, che può creare un forte indotto per un’economia vasta”. Non è preoccupato della lentezza dei progetti di sviluppo e preferisce guardare avanti: “Finora si è data una visione d’insieme, ma mancavano i necessari strumenti urbanistici, piano strutturale, piano delle funzioni. Ora questi strumenti ci sono.

E pertanto tutti insieme, possiamo cominciare a concretizzare. Il primo obiettivo è di salvaguardia, creando creare strutture compatibili con il territorio e il paesaggio, che non deve essere appesantito, ma traendo vantaggio dal lago per i residenti e per l’intera economia mugellana”. Il neo-presidente insiste sulla necessità di interventi equilibrati. “Ormai il lago è diventato una realtà molto frequentata, un polo di attrazione. Ma occorre evitare uno sviluppo selvaggio, perché un incremento eccessivo potrebbe creare problemi: meglio uno sviluppo soft, dando serenità ai residenti e i servizi opportuni a chi viene. Ma sarebbe sbagliato creare benefici per alcuni e problemi per altri. Occorre dunque un progetto unitario di sviluppo, che va visto nell’insieme, senza intraprendere azioni slegate tra loro. Ogni cosa deve avere un senso. Le richieste sono tantissime, per insediare attività sporadiche o fisse. Vanno valutate con molta attenzione, per non creare quegli squilibri che dicevo prima”.

Ma la spa di Bilancino aveva il compito di attrarre capitali, e anche di fare utili. Tanto che proprio il contrasto sugli insediamenti fu alle origini delle polemiche dimissioni del primo presidente della società, Cristina Baldini. Frascà difende la linea comunale: “Il comune –dice- ha fatto scelte precise: il territorio deve essere salvaguardato, e fare insediamenti non significa necessariamente realizzare cento villette sul lago. Si parla piuttosto di insediamenti produttivi, che portino benefici all’area nel suo insieme, escludendo a priori ogni cementificazione”. E tra i primi interventi il presidente parla dei bandi per la realizzazione di due nuovi stabilimenti balneari e servizi di ristorazione, per il centro velico, il centro sportivo. “Per il progetto del battello –aggiunge- occorre verificare prima alcuni problemi di natura giuridica sulla navigabilità del lago”.

Infine, Frascà evidenzia quella che definisce la sua “unica preoccupazione”, ovvero la disponibilità delle aree intorno a Bilancino. E non ha torto. E’ perfino paradossale, ma i terreni intorno al lago non sono del comune di Barberino di Mugello, bensì di quattordici comuni, quelli appartenenti al consorio Schema 23 che iniziò la costruzione del lago. E ancor più paradossale è che tra questi 14 comuni non ce ne sia neppure uno del Mugello. I terreni delle sponde di Bilancino sono invece dei comuni di Firenze, Bagno a Ripoli,  Calenzano, Campi Bisenzio, Cantagallo, Fiesole, Impruneta, Lastra a Signa, Montemurlo, Prato, Scandicci, Sesto Fiorentino, Vaiano e Vernio: “E’ una questione da risolvere –dice Frascà, anche perché è necessaria almeno una concessione d’uso per un tempo ampio, congruo, in modo che la nostra società ed eventuali investitori privati, possano fare un piano finanziario di rientro credibile: qualsiasi imprenditore vuol sapere, per investire, quanto tempo può rimanere su quell’area. Questa può essere una difficoltà, ma penso che entro il mese i comuni si esprimeranno, a cominciare dal comune di Firenze, che già si è dichiarato disponibile a non intralciare lo sviluppo dell’area”.

  Paolo Guidotti

A Bilancino la sagra del pesce?

Notevole esemplare di luccio pescato in BilancinoSarà il pesce di lago la nuova entry nella gastronomia mugellana? Ci si sta pensando, e anche di recente un convegno promosso da ArciPesca e istituzioni locali, ha descritto scenari di grande interesse, con il lago di Bilancino come polo fondamentale non solo per l’attività piscatoria, ma anche come area di riproduzione per pesce di pregio destinato alla gastronomia.

Anche in questo settore però si ripete quello che è l’attuale situazione di Bilancino: da una parte vi è un forte sviluppo spontaneo –i tanti pescatori sulle sponde del lago, che catturano prede anche di grande soddisfazione (lo dimostra la foto di ), dall’altra i progetti, pur interessanti, che stentano a decollare. Sono già infatti diversi i convegni dedicati allo sviluppo della pesca nel Bilancino, le proposte non mancano –si sono perfino ipotizzati allevamenti di storioni-, ma ancora concretizzazioni sono di là da venire.

L’ultima iniziativa di Arci Pesca comunque di buone idee ne ha lanciate diverse; l’inserimento, per la pesca sportiva, del temolo, pesce ottimo da mettere in tavola e divertente a pescare, perché è un predatore e può essere insidiato con varie tecniche. Poi la presenza del persico reale e del luccio, altre due specie che in cucina fanno una gran bella riuscita. Si è parlato di cacciucco di pesce di lago e di ristoranti che potrebbero cominciare a ideare piatti a base di pesci lacustri, con l’arrivo di appassionati buongustai dalla città, di sagre mugellane del pesce e di ricettari ad hoc, di acquacoltura per il ripopolamento e di un centro ittiogenico per la produzione di novellame, di posti di lavoro, di pescatori sportivi che arrivano a Bilancino, con benefici per il turismo locale, di didattica per le scuole e della creazione di una vera e propria scuola di pesca.

Nell’attesa che qualcosa si concretizza, a Bilancino i pescatori mugellani pescano volentieri (Alcuni anche troppo, visto che albanesi e cinesi usano Bilancino come dispensa alimentare e più volte sono stati trovati a pescare con le reti). “Pesce ce n’è –nota il barberinese Giuseppe Maranghi, di Arci Pesca-, e di pregio: è diminuito il carassio, si è sviluppata la presenza del luccio. E poi tante carpe, fino a 8 kg di peso, cavedani, tinche, alborelle, persico trota e persico reale. Non sempre la pesca è facile, perché il lago è grande, e portare il pesce verso la riva non è semplice”.

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, settembre 2007

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