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La copertina di questo mese
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Società - Economia

Di recente il CNR -Consiglio Nazionale delle Ricerche-, in collaborazione con il Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale ha effettuato una interessante ricerca sul Mugello nell'ambito del progetto "Elaborazione e sperimentazione di modelli di orientamento per favorire l'occupazione nelle aree appenniniche". Si tratta di una ricerca settoriale -dedicata in particolare al settore della produzione del castagno-, ma che getta una luce interessante sulle prospettive dello "sviluppo rurale", che interessa aree come la nostra, e sulle linee da seguire per rilanciare l'economia e l'occupazione nelle cosiddette aree marginali. Tre sono le direttrici principali di sviluppo che la ricerca ha seguito: la valorizzazione delle produzioni tipiche e di qualità; l'integrazione delle attività agricole con l'attività artigianale e delle piccole e medie imprese; la valorizzazione delle vocazioni storiche e naturalistiche del territorio attraverso l'attività agrituristica.

Per questo ne proponiamo qui una sintesi, in quanto essa descrive, in maniera sintetica ma comunque ben comprensibile i punti di forza e di debolezza di un settore specifico, ma che per molti versi possono essere estesi a buona parte dell'attività economica mugellana. Tanto più che lo studio del CNR prende in esame, per tutto il territorio del Mugello e della Val di Sieve, non solo i castagneti, ma anche le strutture agrituristiche, le altre produzioni agricole e forestali di qualità, industrie e commercio, artigianato artistico.

Settore produzione agricola

Con particolare riferimento alla castanicoltura da frutto si notano queste caratteristiche:

Ridotte dimensioni aziendali
Conduzione familiare o part-time
Poche imprese di trasformazione
Settore affermato e consolidato
Garanzia di disponibilità di materia prima di qualità
I punti di forza sono:

presenza di forme di associazioni tra le aziende (circa 100 aziende iscritte all'IGP
presenza di forze giovani nel settore
stabilità dell'esportazione e consolidamento rapporti con l'estero (Svizzera e Francia).
I punti di debolezza e i problemi sono:

forte individualismo delle imprese
presenza di malattie del castagno
mancanza di realtà consistenti di trasformazione che vadano oltre la produzione di farine
mancanza di strutture per la conservazione (es. per la surgelazione) e quindi per l'allargamento dell'utilizzo del prodotto a periodi più lunghi
difficoltà a reperire la manodopera sia per la raccolta che, qualificata, per potature e innesti.
alti interessi praticati dalle banche.

Gli stessi produttori hanno espresso critiche e richieste alle istituzioni pubbliche. Tra queste:

scarsa attenzione per il settore
scarsa promozione del prodotto
ridotti incentivi al biologico in Toscana rispetto, ad esempio, all'Emilia Romagna
scarsi finanziamenti per la ricerca sulle malattie del castagno
nel settore del legno vi è la necessità di modificare il diffuso atteggiamento di intoccabilità del bosco, per poter svolgere buone cure colturali al fine di mantenerlo sano e produttivo, nonché di controllare la viabilità dei boschi.
Artigianato e industria

Nel settore produttivo -artigianale e industriale (predominante, nota il rapporto, è in alcuni settori l'artigianato, in particolare pelle e cuoio, meccanica, tessile e, in modo più contenuto, legno e mobili) si rilevano i seguenti punti di debolezza:

mancanza di strutture di contorno al sistema produttivo (per esempio strutture di commercializzazione dei prodotti)
invecchiamento degli operatori nel settore dell'artigianato artistico e difficoltà di reperimento di personale giovane qualificato.
Mentre come punti di forza e basi di sviluppo si segnalano:
inequivocabili segni di ripresa produttiva
iniziative coordinate nei settori di produzione dei prodotti tipici locali (es. pietra serena)
produzione di prodotti tipici di qualità (es. coltelli) e forte senso di mantenimento della tradizione artigianale.
Vengono poi forniti altri dati interessanti: si nota ad esempio che "le maggiori dimensioni aziendali in termini di addetti si riscontrano nel comparto del Tessile e Abbigliamento, con un numero medio di 5,6 addetti per azienda, nel comparto delle Pelli e Cuoio con 3,6, in quello della Meccanica e Metalmeccanica con 3,7. Le minori dimensioni medie aziendali si riscontrano nel settore della lavorazione del legno e dei mobili, con 3,3 addetti per unità locale".

Agriturismo

Infine l'agriturismo, con il territorio del Mugello Val di Sieve -nota il rapporto del CNR- che "si è aperto al turismo italiano ed internazionale in un periodo piuttosto recente: oggi gli agriturismo ufficialmente riconosciuti dalla Provincia sono 72." E in base alla nazionalità degli ospiti e al periodo di permanenza il rapporto suddivide le strutture mugellane in due fasce geografiche: la prima, quella appenninica, composta dai comuni di Firenzuola, San Godenzo, Marradi, Palazzuolo, Borgo San Lorenzo e Barberino (lo studio si "dimentica" però di Scarperia e San Piero), e la fascia fiorentina -nella quale include i comuni di Vicchio, Reggello, Pelago, Rufina, Dicomano e Pontassieve. Gruppi che hanno caratteristiche e problemi diversi. Così quelli della prima fascia sono numericamente inferiori, frequentati principalmente da ospiti italiani interessati alle risorse naturalistiche e storico-culturali del territorio, e con livelli qualitativi medio bassi, mentre negli agriturismo della fascia B l'offerta di posti letto è più consistente e differenziata per livelli qualitativi ed economici, e vi è una più elevata presenza di turisti stranieri interessati, principalmente, a visitare Firenze. Così si rilevano, soprattutto per le strutture mugellane una scarsa adeguatezza al turismo di alto livello, e un'attività promozionale scarsa. Mentre come basi di sviluppo positivo, "emerge che il numero di strutture ricettive non ha raggiunto il suo massimo sviluppo, specie nella fascia appenninica", oltre alle "forti potenzialità da un punto di vista delle bellezze naturalistiche e storico-artistiche".

 

Nuovi posti di lavoro

Lo studio indica anche le principali linee di formazione per nuove figure professionali necessarie. Così per la valorizzazione del territorio e dei beni culturali occorrono "promotori di eventi territoriali e del patrimonio culturale", operatori e guide turistiche, programmatori turistici; per il castagno occorrono potatori e innestatori, consulenti sulle colture, potature e trattamenti delle malattie del castagno, consulenti esperti in comunicazione e marketing, e sulle disponibilità di fondi e incentivi economici; per la valorizzazione delle imprese del legno saranno necessari esperti in tecnologia e commercio del legno, carpentieri, esperti in comunicazione e marketing; per il settore agrituristico, oltre a consulenti marketing anche personale qualificato, dai camerieri al personale commerciale-amministrativo.

il filo, Idee e notizie dal Mugello, gennaio-febbraio 2001
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