DISPERSI I PREZIOSI VOLUMI DEL BOSCO AI FRATI
La biblioteca esiliata

M’imbattei, per la prima volta, in modo del tutto casuale, in un libro che
recava la dicitura “libreria di San Bonaventura del Bosco del Mugello”,
negli anni settanta, fra gli scaffali della biblioteca dell’Istituto Tecnico per
Geometri, Gaetano Salvemini,in
Ebbene, seppi poi, che, non uno ma diversi di quei libri, forse una cinquantina,
tutti di tema scientifico, erano in dotazione a quell’Istituto da oltre cento
anni. Con quella datazione, ma provenienti da altri luoghi, c’erano anche altri
volumi. Ed appunto, per risaltarne la peculiarità, sarebbero stati
opportunamente censiti e riordinati in modo adeguato. Finii la scuola e non ebbi
occasione di approfondire
A questo punto, mi traggo da parte. Lascio il campo alla testimonianza di chi, per tanti anni, ha retto le sorti di quel Convento: Padre Ivo Celso Nottolini. E, sono sicuro di fare cosa gradita ai tanti che lo hanno conosciuto ed ancora lo ricordano. La descrizione riportata di seguito, è datata 23 marzo 1993. Raccolta, per memoria e voce di Padre Nottolini, dal compianto, amico, Primo Lascialfari.
“…
dalla biblioteca di Cosimo il Vecchio dei
Medici, che egli stesso fondò al Bosco ai Frati nel 1438, arricchendola di tante
centinaia di grossi volumi, molti di testo unico, scritti dai migliori autori
delle varie epoche passate. Dopo la metà del 1700 di questa ben fornita
biblioteca iniziò la decimazione delle opere. I 18 codici che vanno dal 1000 al
1500 si trovano alla biblioteca Laurenziana – dove ho potuto constatare più
volte, che godono del massimo rispetto. I libri Corali, si trovano alla
biblioteca di Michelozzo a San Marco – anche questi sono rispettati e protetti.
I su detti – 18 Codici e i libri Corali – furono prelevati a nome e per conto
del Granduca Pietro Leopoldo, da Monsignor Bandini, della Diocesi di Fiesole. In
seguito furono prelevati dalla biblioteca del Convento – dopo la soppressione
del 1866 – un numero imprecisato di libri (alcune decine) così come non è
possibile sapere chi fece il trasferimento. Presso
Questo il ricordo di Padre Ivo Celso Nottolini. La storia prosegue, per la parte che concerne i volumi ricevuti all’Istituto Tecnico per Geometri, di Firenze. Ad opera di un valente curatore bibliotecario, Renato Delfiol, i volumi della ”libreria di San Bonaventura del Bosco in Mugello”, vennero catalogati. Sono cinquantuno ed oggi fanno parte della Fondazione Scienza e Tecnica, riconosciuta legalmente, presso la sede dell’Istituto per Geometri di Via Giusti, in Firenze. Che dire. Da una parte appare la serietà, indubbia, per la sicura e competente sistemazione.
Dall’altra prevale il sentimento di chi, come me, assiste impotente alla
spoliazione di tanti beni artistici e culturali per vederli accentrare in luoghi
che sovrabbondano di queste testimonianze. E non m’illudo di poter sovvertire
questa tendenza. Rimane un’ultima considerazione. La consolazione che questi
libri, seppur distanti, faranno sempre parte del Mugello. Chi li aprirà sappia
che sono quelli di una grande biblioteca. Quelli, della ”libreria di San
Bonaventura del Bosco in Mugello”, della biblioteca esiliata.
Gianni Frilli
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, luglio-agosto 2009

