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INTERVISTA AL NEO-PRESIDENTE ALBERTO BRACALONI

"Ministro" a San Carlo

Alberto Bracaloni è da qualche mese il nuovo "Ministro" del Terz'Ordine Francescano di San Carlo, nonché presidente della più grande casa di riposo della zona. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare i primi mesi di questo servizio a cui è stato chiamato.Alberto Bracaloni, il primo a destra, insieme ai suoi amici della Fraternità di San Carlo

La prima impressione? "Indubbiamente -dice- mi sono sentito un bel peso addosso: le opere della congregazione sono tante, l'impegno certo non manca. Non è stata comunque una sorpresa. Ero già all'interno del consiglio, da diversi anni faccio servizio qua dentro, ero già stato consigliere regionale dell'OFS, l'ordine francescano secolare. Sapevo quindi che l'impegno era grande, ma ho accettato perché molti hanno creduto in me e in Fabio Ceseri, il vice-ministro, ho accetatto per spirito di servizio."

Programmi? "In verità non ho fatto programmi. Sostituire il vecchio "ministro", che era qui da tanti anni, ha comportato in primo luogo prendere visione e conoscenza di tutti i meccanismi, dell'organizzazione. Nella consapevolezza che stiamo dando servizi al territorio, risposte caritative, in coerenza con le finalità della nostra congregazione che è quella di rispondere ai bisogni. Del resto ci è richiesto di impostare il modo di far servizio sulla base del nostro carisma di francescani, dare cioè, per quel che è possibile, attenzione ai bisogni della persona, bisogni spirituali, caritativi, economici. Il francescano deve mettersi a servizio degli altri".

Con Bracaloni proviamo a enumerare le attività che hanno il cuore a San Carlo: "Opere importanti: in primo luogo la casa di riposo, con 120 ospiti non autosufficienti e 90 dipendenti; ora poi abbiamo aperto un nuovo servizio, la residenza sanitaria per disabili, che ospita 7 handicappati gravi; poi ci sono le proprietà date in gestione ad altre associazioni, e l'impegno della Ronda della Carità, che tutti i giovedì ci porta a Firenze, tra i barboni ai quali offriamo cibo e vestiario. Continua inoltre il rapporto con i cappuccini di Zagabria, ed ogni due mesi siamo là, per rispondere alle necessità di quella comunità".

A tutto questo si aggiungono i compiti di tipo spirituale: "Sì, il ministro deve curare la fraternità, si impegna a coltivare la spiritualità francescana, e a curare la nostra continua conversione spirituale, nella preghiera e nel servizio. Oggi siamo 60 professi e 21 novizi, una fraternità giovane e molto attiva. Ci incontriamo ogni martedì con incontri sia di dimensione verticale, con la preghiera, che orizzontale, aiutandoci a realizzare le nostre scelte nelle quotidianità. E' una cosa che sento molto: la fraternità è il trampolino di lancio, una famiglia nella famiglia, serve per confrontarsi, per aprirsi l'un l'altro, e poi riportare quello che siamo nella quotidianità".

A Bracaloni chiediamo quali difficoltà, nella complessa gestione della casa di riposo, ha riscontrato. Talvolta pare diminuito l'antico affetto e partecipazione delle popolazioni del Mugello ai bisogni di San Carlo, causato forse dall'immagine più "aziendale" che la struttura ha assunto in questi ultimi anni: "Gli investimenti fatti, la nuova impostazione, hanno per logica la volontà di dare un servizio migliore. Ora le strutture ci sono, e consone. Adesso ci si deve concentrare su come si devono dare e fare certi servizi. Fermiamoci un attimo per chiederci questo. Chi mi ha preceduto ha fatto un buon lavoro. Certo, come in tutte le cose possono essere stati fatti anche degli errori. Ma dobbiamo guardare avanti e capire in che modo queste strutture possono servire sempre meglio il territorio. E a chi critica vorrei dire una cosa: San Carlo è una cosa bella, un servizio importante, e vorrei che lo si conoscesse meglio, senza generalizzare singoli aspetti negativi. Noi faremo del nostro meglio, guardando al futuro. E sta a nostro Signore fare il resto".

NUOVI FRANCESCANI

Come consuetudine, anche quest'anno, durante una accorata e partecipata celebrazione del mercoledì delle Ceneri, a S. Carlo, c'è stato il rito d'iniziazione nell'Ordine Francescano Secolare. Ben cinque fratelli, Carla Carletti e Giorgio Tedeschi di Scarperia, Francesco Tortelli di Galliano, Rita Giovannini e Giovanna Pecorini di Borgo S. Lorenzo hanno fatto domanda di entrare a far parte della locale Fraternità.

Ad accogliere i novizi c'era il nuovo ministro, Alberto Bracaloni, coadiuvato dal vice Fabio Ceseri e da Laura Borelli, maestra dei novizi.

Ha celebrato la S. Messa padre Luciano Baffigi, da poco rientrato con Marcello Degl'Innocenti dal viaggio in India. Il cammino del noviziato, lo ricordiamo, dura circa un anno e mezzo, al termine del quale, i fratelli, dopo aver fatto esperienza della vita francescana secolare ed averne approfondito la spiritualità e la Regola, decidono se emettere o meno la professione di vita evangelica nell'Ordine Francescano Secolare, divenendo così terziari francescani. (G. P.)

© il filo, marzo 1999
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