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AMBIENTE - CURIOSITA'

Chi ricorda i Brontidi del Mugello?

Caro direttore,

domando ai lettori del “Filo” se qualcuno ricordi i  “brontidi del Mugello”. Questo strano nome che fa pensare, chissà perché, ai dinosauri indica certi lontani brontolii un po’ più cupi del tuono ma di origine incerta. Li udii in modo distinto nell’estate del 1940 dalla cima di Monte Sassi, mentre bambino sostavo sul sagrato della chiesa di San Giusto.Era sereno perfetto, con un po’ di vento. Qualcuno disse che erano l’eco di una lontana battaglia navale, altri parlavano di mine nelle cave di Firenzuola. I contadini dissero che era il rumore di una tempesta marina. Ci fu chi precisò che era il suono delle onde contro gli scogli di Calafuria. Trent’anni fa si sarebbe data la colpa agli Ufo o agli aerei supersonici.

Il tema ha interesse scientifico più ampio di quanto si immagini. Fulco Pratesi e Franco Tassi ne parlano nella “Guida alla natura della Toscana e dell’Umbria” , libro patrocinato dal W.W.F,  nel 1976. Con più sorpresa navigando nel WEB si scopre alla voce “Brontidi” che il fenomeno ha dimensioni europee. In Italia Mario Baratta, uno dei massimi  scienziati  nazionali, scrisse una relazione alla Società Geografica Italiana nel settembre 1901. Riferì che le popolazioni attribuivano il rumore a temporali, a sommovimenti tellurici, esplosioni sotterranee di gas naturali o frane. Nel Mugello il detto “Tuona la Gorga Nera”, nome di un mitico mostro appenninico, ricordava la frana del Falterona che travolse Castagno e formò proprio lo stagno della “Gorga Nera”. La gente parlava anche di mine e viene da ricordare che a quei tempi si scavavano le gallerie ferroviarie. Ma il fenomeno era stato già descritto da Marco Stelli in un trattato pubblicato nel 1708 a Forlì.

Per quanto ricordo il tono dei “brontidi”, riferito alla scala musicale, era molto basso indice di lontanissima provenienza secondo una nota legge fisica. Ben diverso e più acuto era l’eco delle esplosioni che pochi anni dopo udii provenire dalla Futa dove nei giorni successivi all’armistizio dell’8 settembre 1943 un gruppo di soldati italiani si impegnò nella prima resistenza alle truppe germaniche dirette verso Firenze.

Nereo Liverani

 © il filo, Idee e notizie dal Mugello, dicembre 2003

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