Link alla Homepage
Menu

La copertina di questo mese
La copertina di questo mese
Articoli
Personaggi
ALDO BRUNORI: UN PERSONAGGIO DEL BORGO SCOMPARSO

All'ombra delle ciminiere

L'8 Dicembre 1721 il priore di Olmi Giuseppe Maria Brocchi, essendo vacante la sede arcivescovile, ebbe il permesso di benedire l'oratorio edificato dal sig. Domenico di Antonio Lapi in onore di S. Cristina vergine e martire, nel suo podere detto il Castellare di Montazzi.

Aldo BrunoriDa allora quella famiglia Lapi di Montazzi e poi i Borri sono stati sepolti lì, nella quiete di quella cappellina nella campagna di Olmi e gli ultimi a godere di questo privilegio sono stati Tecla Borri e suo marito Aldo Brunori. L'uno accanto all'altra come lo erano in vita, quando passavano per le vie di Borgo tenendosi sottobraccio o quando, sempre insieme, si occupavano delle aziende che erano parte della famiglia né più né meno dei loro figli.

Il giovane Aldo - sangue romagnolo - nel 1923 era sbarcato nel Mugello per salvare la fabbrica di laterizi che stava andando a rotoli dopo la morte del padre ed i primi anni erano stati convulsi e febbrili.

Poi erano venute le soddisfazioni: il matrimonio, i figli, il successo dell'impresa, la fama internazionale, i macchinari d'avanguardia, un lavoro per tanta gente.

Ma il primo colpo arrivò con la seconda guerra mondiale.

Allevare sei figli non è impresa facile perché - si sa - i figli sono gioie ma anche preoccupazioni; ma è ancora più difficile quando c'è di mezzo una guerra.

Aldo era un pessimista previdente: da tempo si era preparato a fronteggiare le difficoltà e le privazioni che un conflitto si porta dietro. Gli orrori della prima guerra gli avevano insegnato molte cose, ma stavolta era peggio perché dovunque venivano coinvolte le popolazioni inermi.

Foto di Mario CalzolaiLa sua previdenza salvò letteralmente la vita a molta gente. Poco prima dei bombardamenti infatti, forte della sua esperienza di artigliere da montagna nella prima guerra mondiale, aveva fatto costruire sotto le colline di San Cresci un lungo rifugio antiaereo con volta in mattoni pieni e lì trovarono riparo i contadini della zona, i Borghigiani e gli Ebrei rifugiati in Val di Strulla.

Poi i bombardamenti su Borgo rasero al suolo la fabbrica così vicina ai ponti della ferrovia. Il suono familiare della sirena che avvisava della pausa per il pranzo si mescolò tragicamente con quello dell'allarme aereo: tra le vittime ci furono anche diversi operai del "Brunori".

Ricominciare è duro ma quando c'è energia e passione si possono fare miracoli e allora, su di nuovo, sospinto dal " boom del mattone" dopo aver tentato anche uno sbocco nel Venezuela, presto abbandonato per incompatibilità con gli intrallazzi di quel mondo corrotto.

Foto di Mario Calzolai: Le fornaci Brunori a Borgo San LorenzoAnni di luce e poi, mano a mano anni sempre più bui: la crisi, la spietata concorrenza, l'inadeguatezza dei macchinari ormai superati, i figli via verso la loro vita e quel sentimento di difficoltà che prende gli anziani quando il mondo diventa estraneo...

Se il suo cuore aveva potuto reggere davanti alle macerie della fabbrica bombardata, non sopportò invece l'amarezza della chiusura e della demolizione.

Vent'anni dopo la sua morte, richiamati dalla campana di Olmi che suonava per la messa di suffragio, Venerdì 24 Settembre, alcuni dei vecchi operai avevano un sorriso commosso e gli occhi pieni di ricordi.

Perché rivedevano la loro giovinezza trascorsa tra la polvere rossa dei mattoni e rivedevano anche "lui", col vestito impolverato, vicino alla grande draga, all'ombra delle gloriose ciminiere che erano l'orgoglio della sua vita e che oggi sono rimaste soltanto nella memoria dei vecchi del paese che dicono ancora "da ì Brunori" per indicare l'inizio della strada che va a Ronta.

Nicoletta Martiri Lapi

Foto 2 e 3 di Mario Calzolai

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, novembre 1999
Cerca in questo sito gli argomenti sul Mugello che ti interessano powered by FreeFind
Copyright © 2006 - Best viewed with explorer - webmaster Stefano Saporiti contatti: info@ilfilo.net, Tel. 333 3703408