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TESTIMONIANZE: DA INFERMIERA A PAZIENTE

Per fortuna c'è anche una buonasanità

Paola Morandi è infermiera, all’ospedale di Borgo San Lorenzo. E ora, da qualche mese, è anche paziente. Per questa sua doppia veste, ha desiderato esprimere pubblicamente la sua testimonianza. “Non tanto –dice- per raccontare la storia che sto vivendo, perché io sono purtroppo una delle tante che sta vivendo sulla propria pelle un dramma, un incubo. Ma è così forte il desiderio di raccontare la mia esperienza positiva con la struttura pubblica, dove posso dire a gran voce di aver trovato professionisti validi e umani”. Morandi li vorrebbe citare tutti, dai dottori Giannò e Bonichi, da Mennonna ad Ammannati, dall’anestesista Liotto al ferrista Casati, dai caposala e all’equipe di neurochirurgia agli operatori del trasporto degenti, dal personale della neroradiologia a Veneri Fuad e Scoccianti, Chimenti e Marino. “Ho lavorato dove talvolta si tende a denunciare situazioni di disservizi e malasanità: spesso però tali denunce sono dettate solo dalla rabbia, dalla delusione verso coloro che non sono stati in grado di dare delle risposte.

Senza rendersi conto che questo non dipende dalla poca professionalità o umanità, ma piuttosto dal fatto che a volte anche i migliori professionisti sono impotenti di fronte a determinate malattie”. Morandi continua: “Esiste invece anche la buonasanità, e l’utente deve fidarsi di chi si trova davanti, senza avere atteggiamenti prevenuti. E’ vero anche noi operatori, che pure facciamo del nostro meglio per capire le esigenze dei pazienti e dei parenti, siamo vittime di scatti di ira da parte di qualcuno. E mi rendo conto che per una persona esterna all’ambiente ospedaliero è difficile capire come questa grande macchina che è la sanità si possa inceppare anche per piccoli cavilli burocratici, tecnici e umani. Non voglio giustificare nessuno, ma siamo uomini e tutti possiamo sbagliare”.

Morandi ci tiene a fare un ultimo ringraziamento. Aveva già deciso la data del suo matrimonio, quando è arrivata la terribile notizia del male che l’aveva colpita: Ma, dice Morandi, “il sindaco di Rufina Stefano Gambieri e i suoi collaboratori in pochi giorni si sono dati da fare per consentirmi di coronare il sogno della mia vita, predisponendo tutti i documenti necessari per celebrare il mio matrimonio nella mia abitazione, nella stessa data decisa prima dell’inizio della mia nuova, difficile avventura”.

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, aprile-maggio 2008

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