Link alla Homepage
Menu

La copertina di questo mese
La copertina di questo mese
GLI ARTICOLI
BENI CULTURALI

E’ una vicenda strana –e per certi aspetti anche piuttosto triste- quella della Badia di Buonsollazzo, uno splendido complesso nelle campagne borghigiane, nei pressi della Tassaia, tra Polcanto e Bivigliano. Da molti anni vuoto, depredato all’interno di tutto, di proprietà fino al 2004 dell’Ordine dei Camaldolesi, la Badia  è stata acquistata da un privato, un industriale padovano. Che con la Buonsollazzo srl pensava a un albergo, o a una beauty farm, senza però aver ancora stabilito niente di preciso.

Come elemento di salvaguardia, sempre nel 2004, proprio in coincidenza con la vendita, la Sovrintendenza ai Beni aritistici e storici pone il vincolo all’immobile, vincolo che presuppone l’autorizzazione della stessa per ogni futuro eventuale intervento edilizio . Poi tutto tace, fino alla cronaca recente, quando appaiono sui giornali annunci di vendita di appartamenti –a caro prezzo-, realizzati nello storico complesso. Fioccano interrogazioni (una la presenta a Borgo San Lorenzo l’udc Giovanni Bagiardi, un’altra il suo collega di Vaglia Baldo Bartolacci), il sindaco di Borgo San Lorenzo fa sapere che il Comune non sa nulla di nulla, tanto da aver fatto, attraverso la Polizia Muncipale, una segnalazione in Procura con l’ipotesi di truffa ai danni di ignoti. Il proprietario, da parte sua fa dichiara di non aver messo niente in vendita, e di stare ancora studiando il da farsi, mentre il titolare dell’agenzia fa sapere di avere avuto un incarico scritto alla vendita, con planimetrie e prezzi da un costruttore locale. Mentre la Sovrintendenza dichiara che nei suoi uffici non è arrivato alcun progetto. Insomma un pasticcio intriso di mistero.

Certo, il problema più rilevante, è il recupero di questa importante struttura ricca di storia e di arte –se l’interno è stato del tutto spogliato, vi sono resti di antichi chiostri, con belle colonne e capitelli quattrocenteschi-. Di essa si ha notizia fin dall’undicesimo secolo,  fatta costruire - narra la leggenda- dal Conte Ugo di Toscana, che perdutosi in quei boschi, avrebbe fatto voto di erigerla se si fosse salvato. Fu affidata a comunità benedettine cluniacensi prima e cistercensi poi. All’inizio del ‘700 il monastero fu completamente fatto restaurare dal Granduca Cosimo III, che lo affidò a una comunità di trappisti, e a Buonsollazzo fu fondata la prima “Trappa d’Italia. Per giungere agli ultimi tempi, quando nella Badia mugellana i camaldolesi vi insediarono un collegio, nel quale hanno ricevuto la loro prima formazione varie generazioni di monaci.

Così, ora, vederla cadere a pezzi sarebbe il più grande delitto. Quasi quanto farci decine di appartamenti e mini appartamenti.

 

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, marzo 2007

Cerca in questo sito gli argomenti sul Mugello che ti interessano powered by FreeFind
Copyright © 2006 - Best viewed with explorer - webmaster Stefano Saporiti contatti: info@ilfilo.net, Tel. 333 3703408